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Riforme: Renzi, “siamo a rush finale”; si lavora su tempi e emendamenti

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Roma, 17 giu. – “Siamo al rush finale”. Cosi’ Matteo Renzi parlando ai suoi, al termine della riunione sulle riforme a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato il ministro Maria Elena Boschi, i sottosegretari alla presidenza Granziano Delrio e Luca Lotti, i vicesegretari del Pd Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e i capigruppo alla Camera e al Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda. Si e’ trattato, si spiega, di “consultazioni informali nel’ambito della maggioranza di governo che Renzi proseguira’ nelle prossime ore con Scelta civica e Nuovo centrodestra”. Gli emendamenti messi a punto dai due relatori – la presidente della commissione Affari costituzionali e senatrice del Pd Anna Finocchiaro e il vice presidente del Senato ed esponente di spicco della Lega nord, Roberto Calderoli – sarebbe stati al centro dell’incontro in corso Palazzo Chigi fra il Governo, i vertici del partito democratico, la stessa presidente Finocchiaro con i capigruppo in Parlamento del Pd Zanda e Speranza e il presidente della conferenza delle regioni Errani. Ma, secondo quanto si apprende anche la necessita’ di non sforare, se non in maniera fisiologica, i tempi previsti per la riforma costituzionale sarebbero oggetto di confronto. Intanto, in Senato e’ proseguita l’illustrazione delle proposte di modifica presentate dalle forze politiche. La seduta della prima commissione, prevista per domani, e’ slittata a causa della convocazione della giunta per il regolamento di Palazzo Madama che dovra’ decidere del ricorso presentato dai popolari dopo la sostituzione del senatore Mario Mauro in prima commissione. Si va dunque, a giovedi’ e si aspetta il deposito degli emendamenti scritti da Finocchiaro e Calderoli che avverra’, con ogni probabilita’, alla luce di un accordo politico che deve esser chiuso. Si lavora affinche’ in settimana vengano non presentati, ha detto oggi il sottosegretario Luciano Pizzetti che si e’ detto molto fiducioso sul fatto che si arrivi ad un punto di caduta sulle funzioni del nuovo Senato e sul titolo quinto della costituzione senza negare che il nodo politico irrisolto resta ancora quello di chi vi dovra’ essere eletto.
Che la seconda camera rappresenti le regioni e le autonomie, ha sottolineato, e’ un punto fisso. Fermo restando il dato dell’ elezione indiretta del Senato, bisogna ancora approfondire come organizzarla, ha detto Pizzetti.
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