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rischio di infiltrazioni camorristiche a Nola

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«Quali sono i risultati dell’attività di monitoraggio della prefettura di Napoli relativa al comune di Nola», è quello che chiede il parlamentare, componente della commissione Antimafia, al Ministro dell’Interno. «Questo – ricorda Nuti – è il quarto atto parlamentare che ho presentato sull’amministrazione di Nola,  nel corso del tempo, diversi funzionari comunali e addirittura un assessore (poi sostituito) sono stati arrestati per rapporti con la camorra». Era marzo del 2015 quando l’allora assessore all’Urbanistica di Nola, Gianpaolo De Angelis, fu arrestato nell’ambito di un’operazione della Dia con altre 11 persone, tra le quali spiccava Giovanni Fabbrocino, figlio del boss Mario, ritenuto a capo del clan considerato più imponente nell’area vesuviana. I reati contestati: associazione camorristica, estorsione e illecita concorrenza. Dalle indagini era emerso che il clan Fabbrocino imponeva dietro minacce l’acquisto del proprio calcestruzzo. L’ex assessore – poi scarcerato dal Riesame – secondo gli inquirenti era un prestanome, socio occulto della società Gifra, e svolgeva il ruolo di mediatore tra clan e imprenditori vittime delle estorsioni. I fatti si riferivano al 2006, periodo antecedente alla nomina di De Angelis come assessore. Quell’inchiesta scombussolò la città ed ha spinto Nuti (eletto nella circoscrizione Sicilia 1) a muoversi in Parlamento per fare chiarezza, anche in considerazione delle «inchieste giudiziarie che hanno svelato come alcuni appalti, come quello della gestione delle aree di parcheggio, siano finiti ad aziende riconducibili a clan camorristici». Ad oggi, però, il deputato sostiene che sia rimasto tutto fermo: «In commissione il Governo aveva parlato, riconoscendo la gravità della situazione, di un’attenta attività di monitoraggio, ma a distanza di un anno e tre mesi, non si ha alcuna notizia della relazione». «A quanto pare – prosegue – lo Stato tarda a fornire risposte. È per questo che ho scritto anche al nuovo prefetto di Napoli, la dottoressa Carmela Pagano, cui ho chiesto, nell’augurarle buon lavoro, immediato riscontro alla questione nolana». «Le mafie – conclude Nuti – non aspettano i tempi spesso biblici dello Stato. I cittadini di Nola hanno esigenza di capire subito se l’amministrazione che li governa sia inquinata dalla criminalità o meno. Le autorità hanno il compito di fornire risposte, senza ulteriori perdite di tempo».

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