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Risultati Elezioni Europee 2014/ Diretta, Pd 43%, M5S al 20%, Tsipras in bilico! I seggi degli eletti (proiezione) (oggi 26 maggio)

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Roma, 26 mag. – Un trionfo. Un risultato storico per la sinistra italiana. Il Partito democratico guidato da MAtteo Renzi sfonda il muro del 40 percento e si consolida al 41,02% quando mancano un migliaio di sezioni. Flop del Movimento 5 stelle che cede qualche decimale arrivando al 21,046%. Forza Italia e’ indicata al 16,67, la Lega Nord al 6,27%, L’Altra Europa con Tsipras al 4,04%, mentre l’Ncd di Alfano supera per soffio la soglia di sbarramento e si attesta al 4,35%. Fratelli d’Italia si ferma al 3,6%, Green Italia allo 0,89%, Scelta europea allo 0,7%, Italia dei Valori allo 0,6%, SVP allo 0,5%, Io cambio Maie allo 0,1%. Il flop di M5S sembra esserci con un 21 per cento che e’ sotto il risultato ottenuto alle politiche (25 per cento). E i 5 stelle, prudenti nei primi commenti al quartier generale all’albergo Villa Eur, fanno gia’ i conti con l’eventualita’ che Beppe Grillo possa lasciare davvero la guida del Movimento.
  E’ stato infatti lo stesso leader M5S a dire in piu’ occasioni che se gli italiani non gli avessero dato fiducia a questa tornata elettorale, ne avrebbe tratto le conseguenze.
  Nell’attesa del suo commento, oggi in un video sul blog, negli ambienti 5 stelle si ragiona su quello che viene visto come un “rischio reale”: perche’, cosi’ viene spiegato, se Grillo lascera’ il Movimento, i parlamentari forse non sarebbero ancora in grado di portare avanti il progetto. I 5 stelle vorrebbero che Grillo non lasciasse anche se sottolineano che lui non si fa consigliare ma decide di testa sua. RENZI: RISULTATO STORICO, SONO COMMOSSO “Un risultato storico. Commosso e determinato adesso al lavoro per un’Italia che cambi l’Europa”. Matteo Renzi condensa nei 140 caratteri di twitter tutto cio’ che lo percorre alla fine di una serata che tutti al Nazareno, dagli addetti stampa ai ministri presenti, definiscono “un risultato storico”. Molto dice anche la fotografia postata su twitter da Luciano Nobili, braccio destro della renziana Lorenza Bonaccorsi, che mostra un premier raggiante davanti allo schermo del computer di Nico Stumpo (che renziano non e’, ma che sembra ridere di gusto mentre snocciola i dati del Viminale) assieme al sottosegretario Luca Lotti, che sembra ridere di gusto. Anche una memoria storica del Pd, aggirandosi per i corridoi, non riesce a frenarsi e ripete come un mantra la frase: “E’ la prima volta che vinco!”.
  Incredulita’ ed euforia sono, insomma, le sensazioni prevalenti al Nazareno, cosi’ distanti dal “trauma dell’acquario”. Cosi’ viene ancora ricordata la notte delle ultime politiche alla Casa dell’Architettura (l’Acquario, per i romani), quando alla certezza di una vittoria facile, subentro’ la doccia gelata dei dati che parlavano di una vittoria del Movimento Cinque Stelle, che divenne addirittura primo partito.
  E anche il voto nella Capitale allontana una paura che si era materializzata dopo la kermesse, niente affatto brillante per presenze (scarse) e contestazioni (tante) di Piazza del Popolo: “A Roma stiamo quasi al 50 per cento”, dice chi ha il compito di monitorare i dati locali, “a Pomezia, dove alle politiche i grillini ci avevano dato novanta punti di distacco, stiamo trenta punti sopra. Abbiamo recuperato 120 punti, una valanga!”. Molto prima che i dati lasciassero intravedere la valanga che si e’ abbattuta sul Movimento Cinque Stelle, prima che Matteo Renzi potesse solo immaginare la proporzione di una vittoria di cui, al Nazareno, tutti erano certi ma di cui non osavano nemmeno sognare le proporzioni, il Presidente del Consiglio aveva detto che il “risultato positivo”, per lui, era avere un Pd primo partito del Pse. In serata, pero’, tutto e’ cambiato e il Pd, visti anche i risultai dei socialisti e democratici negli altri Paesi, puo’ ambire ad ottenere la presidenza del Consiglio Europeo. Nella sede del partito e’ convinzione quasi unanime che sia non solo giusto, ma necessario per garantire, al contempo, un giusto equilibrio nelle istituzioni europee e un lavoro di “ricostruzione” del fronte socialista e democratico dopo la debacle del Ps in Francia. Per questa ragione, riferisce chi ha avuto modo di parlare con il premier, Renzi sarebbe determinato a farsi interprete di questa richiesta in Europa. Anche di questo si dovrebbe parlare nel corso della direzione programmata per giovedi’ “per fare il punto della situazione”, come spiegato dal vice segretario del Pd Lorenzo Guerini

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