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ROMA CHOC: FOLLE ACCOLTELLA I PASSANTIIN VIA SIRIA. È CACCIA ALL’UOMO

Alessia Marani PER RADIO PIAZZA NEWS

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ROMA – Aggredito in strada, preso a calci e pugni di fronte a decine di testimoni senza un reale motivo, fino a spezzargli una gamba. E per poco non veniva pure accoltellato. L’assurda disavventura è capitata ieri intorno alle 13,30 a un cittadino d’origine marocchina di 56 anni, Mohamed K., assalito all’improvviso da una pazzo mentre stava camminando in compagnia di un amico in via Macedonia, nei pressi dell’incrocio con via Siria, all’inizio del quartiere Appio-Latino. «Quel ragazzo mi ha assalito senza un perché, non l’ho mai visto prima in vita mia, sono in Italia da più di vent’anni non mi era mai successo nulla di simile», ha raccontato la vittima, trasportata al pronto soccorso del Cto della Garbatella e qui ricoverata con una prognosi di trenta giorni in attesa di essere operata all’anca destra per la frattura del femore. L’aggressore s’è volatilizzato, dileguato nel nulla. L’IDENTIKIT
In zona è in corsa la caccia all’uomo da parte degli agenti del commissariato San Giovanni, diretti dal dottor Giancarlo Sant’Elia. Cappellino bianco con la visiera sul volto, occhiali e maglietta scuri, magro, altezza sul metro e ottanta centimetri, tra il 25 e i 30 anni, con la barbetta, italiano: è il tam tam che rimbalza nel quartiere da un portone all’altro, nella speranza di individuare e dare un nome al folle che gira armato.
«Ero seduta ai tavolini del bar – racconta la signora Luciana, tra i primi a chiamare il 113 – quando all’improvviso ho visto un giovane che, quasi in mezzo alla strada, prendeva a calci qualcosa. Ho pensato che stesse maltrattando un cane, mi sono alzata e ho urlato per attirare l’attenzione. Poi, avvicinandomi, mi sono resa conto che era un uomo, anche di una certa età, che era stato malmenato. Ve lo ricordate sì, Kabobo, quel folle che uccise tre passanti con una mannaia senza motivo a Milano? Ebbene questo stava per fare la stessa cosa». Dall’autorimessa accorrono alcune persone: «Abbiamo sentito gridare, quando siamo saliti su, quell’uomo, dolorante, cercava di tenersi appoggiato a una Smart, aveva la gamba spezzata. È arrivata la polizia e solo dopo un bel po’ l’ambulanza». Mohamed è conosciuto in zona. «Fa dei lavoretti, non ha mai dato fastidio a nessuno». Con lui, c’era Ivano, sulla cinquantina, un ex stella del campionato di calcio bulgaro, che ora vive tra i desperados del parco della Caffarella. STELLA DEL CALCIO
«Se non ci fosse stato lui – raccontano altri testimoni – il nordafricano sarebbe morto». I due stavano attraversando la strada, molto trafficata come sempre. All’improvviso spunta il giovane col berretto che si rivolge come un forsennato a Mohamed: «Che c’hai da guarda’», gli dice ed estrae un coltello a scatto, di quelli svizzeri, lungo una ventina di centimetri. Lo sferra, ma Ivano gli para davanti il suo zaino che fa da cuscinetto e blocca la lama. Ivano corre in un negozio vicino a chiedere aiuto. Mentre l’italiano si scaglia come una belva sul suo amico. Arriva la polizia. Il bulgaro, forse preso dalla paura, si allontana. Mohamed dal letto d’ospedale fa sapere: «Grazie a chi mi ha aiutato».

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