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ROMA: IERI L’ADDIO DEL PAPA BENEDETTO XVI

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 E’ ufficiale: Benedetto XVI non e’ piu’ Pontefice ma Papa Emerito. Alle 20 in punto le Guardie Svizzere hanno chiuso il portone del Palazzo Pontificio a Castel Gandolfo. Numerose le persone presenti a questo evento storico, tutti a filmare o fotografare il momento. Ora gli uomini incaricati della sicurezza di Benedetto XVI lasceranno Castel Gandolfo e la vita del Papa Emerito sara’ affidata alla Gendarmeria Pontificia. La chiusura del portone e la partenza delle Guardie Svizzere rappresentano il suggello di questo evento epocale, e che chiude una stagione lunga quasi otto anni. Dalla serata di oggi avra’ inizio la sede vacante. Per Ratzinger cominciano due mesi di meditazione. Poi rientrera’ in Vaticano nell’appartamento di circa 230 metri quadri a lui riservato. Con il Papa Emerito abiteranno il segretario Georg, e la famiglia Pontificia, ossia gli stretti collaboratori fra cui le suore laiche che lo seguono da quando e’ Vescovo di Roma resteranno. Il maggiordomo restera’ solo fino all’elezione del nuovo Papa

Bandiera ammainata segnale che ha preceduto fine pontificato

“Voi sapete che oggi la mia presenza non e’ come le altre volte. Non sono piu’, anzi lo sono solo fino alle 8 della sera, il Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica. Sono ora semplicemente un pellegrino che inizia la sua ultima tappa in questa Terra, vorrei ancora lavorare con tutte le mie forze, con il mio cuore e la mia preghiera, per il bene della Chiesa e del Mondo, andiamo avanti insieme, la vostra simpatia mi fa molto bene, vi sono grato per la vostra amicizia”. Con queste parole il Papa si e’ rivolto alla folla che lo attendeva nella piazza di Castelgandolfo ed ha accolto con commozione il saluto dell’85enne teologo che dopo essere stato custode dell’ortodossia cattolica e poi tenerissimo Papa ha scelto di ritirarsi in una sorta di “clausura”, e che stasera per l’ultima volta si e’ affacciato dal Palazzo Barberini.

Molto commosso lo stesso Ratzinger, che un paio di volte si e’ corretto mentre parlava, e piangeva senza nasconderlo monsignor Georg Gaenswein, lo storico segretario, da oggi solo prefetto della casa Pontificia, arrivato con lui in elicottero dal Vaticano. Ma e’ stato in mattinata, prima della partenza definitiva dal Palazzo Apostolico, che Benedetto XVI ha compiuto un gesto che il portavoce Federico Lombardi ha definito “del tutto originale e di grande significato”. “Al nuovo Papa prometto fin d’ora la mia incondizionate riverenza e obbedienza”, ha detto rivolgendo il suo ultimo discorso ai cardinali riuniti nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico.
  “Desidero dirvi – ha assicurato ai porporati – che continuero’ ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinche’ siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che e’ voluto da Lui”. “Rimaniamo uniti cari fratelli, in questo mistero! Nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia quotidiana e cosi’ serviamo la Chiesa e l’intera umanita’. Questa e’ la nostra gioia che nessuno ci puo’ togliere”, ha poi esortato Ratzinger dopo aver brevemente ricordato di aver vissuto in questi otto anni “momenti bellissimi di luce radiosa nel cammino della Chiesa, assieme a momenti in cui qualche nube si e’ addensata nel cielo. Abbiamo cercato di servire Cristo e la sua Chiesa con amore profondo e totale, che e’ l’anima del nostro ministero. Abbiamo donato speranza, quella che ci viene da Cristo e che solo puo’ illuminare il cammino. Insieme possiamo ringraziare il Signore che ci ha fatto crescere nella comunione; insieme pregarlo di aiutarvi a crescere ancora in questa unita’ profonda, cosicche’ il Collegio dei cardinali sia come un’orchestra, dove le diversita’, espressione della Chiesa universale, concorrano sempre alla superiore e concorde armonia”.

“Vorrei lasciarvi un pensiero semplice, che mi sta molto a cuore un pensiero sulla Chiesa, sul suo mistero, che costituisce per tutti noi, possiamo dire, la ragione e la passione della vita”, ha quindi concluso precisando di essersi ispirato ad una espressione di Romano Guardini, scritta proprio nell’anno in cui i Padri del Concilio Vaticano II approvavano la Costituzione Lumen Gentium, “nel suo ultimo libro con una dedica personale anche per me”.
  “Benedetto XVI lascia, con un gesto di straordinario significato storico e umano, il soglio pontificio, ma non Roma.
  Non si allontana dall’Italia. E noi continueremo a sentirlo vicino, e ad essergli vicini con animo bene augurante”, ha commentao il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in un intervento scritto dall’Osservatore Romano. Alle 20, quando scattera’ la Sede Vacante la Chiesa sara’ affidata ai cardinali riuniti in Congregazioen Geenrale, con il decano Angelo Sodano e il camerlengo (cioe’ il custode) Tarcisio Bertone.
  Quest’ultimo apporra’ i sigilli all’Appartamento Pontificio mentre a Castelgandolfo la Guardia Svizzera terminera’ il suo servizio. I cardinali presenti a Roma sono ad ora 144 (60 vi abitano abitualmente, ma tra questi molti sono ultraottantenni) e non sono ancora partite le lettere di convocazione per la prima Congregazione Generale, che dovrebbe tenersi lunedi’ mattina

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