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ROMA. Un test effettuato in due comuni pilota ha portato alla raccolta di oltre duemila litri di olio esausto. Le municipalità coinvolte sono state Ariano Irpino, in provincia di Avellino, e Castell’Azzara, in provincia di Grosseto

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ROMA. Un test effettuato in due comuni pilota ha portato alla raccolta di oltre duemila litri di olio esausto. Le municipalità coinvolte sono state Ariano Irpino, in provincia di Avellino, e Castell’Azzara, in provincia di Grosseto. Lo annuncia Legambiente sottolineando che la raccolta porta a porta ha evitato di immettere in atmosfera 122 kg di CO2 equivalente.

In totale i litri di olio da cucina esausto raccolti ammontano a 2.028, di cui 816 recuperati a Castell’Azzara e 1.212 ad Ariano Irpino. La media pro capite più alta è stata raggiunta dai cittadini del grossetano, a quota 0,5 kg, mentre gli abitanti del comune campano si sono fermati a quota 0,2 kg di olio vegetale a testa.

Il progetto Recoil è molto importante perché consente di evitare lo smaltimento degli oli di frittura, cottura e condimento, nello scarico, limitando le pesanti conseguenze sull’ambiente. Basti pensare che i 2 mila litri raccolti nei due comuni italiani hanno evitato l’immissione in atmosfera di 122 kg di CO2 equivalente.

Senza contare che, grazie alla trasformazione dell’olio usato in combustibile, verranno immessi nell’atmosfera 2.014 kg di CO2 equivalente in meno. Inoltre, in assenza di oli vegetali, gli ecosistemi acquatici dei due comuni riusciranno a liberarsi di quella patina opprimente in superficie tornando a respirare e a ossigenare l’aria circostante.

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