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S. Lazzaro – Chiostro Chiesa SS. Annunziata – h 21.30

RADIO PIAZZA EVENTI Antonella Mucciaccio

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Giovedì 21 luglio per il festival Sui Sentieri degli Dei va in scena ad Agerola, presso il Chiostro della Chiesa SS. Annunziata di San Lazzaro, lo spettacolo Telè scritto da Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio, che ne sono rispettivamente anche regista e interprete.

 È la storia di Telemaco D’Amore, ragazzino dei quartieri problematici di Napoli, ennesimo figlio di una famiglia numerosa dove tutti fanno “lavoretti” per portare qualcosa a casa. Il padre di Telemaco è sparito da due mesi per cercare fortuna all’estero e Telè, all’insaputa di tutti, decide di mettersi sulle sue tracce e affrontare un viaggio che lo porta fino in Svizzera, dove spera di ritrovarlo. Al suo arrivo scoprirà che la meta è meno importante del viaggio fatto e imparerà a diventare uomo e padre.

Si legge nelle note di regia A volte capita di trovarci per le mani un oggetto che magicamente ci trasporta in un viaggio fatto di sensazioni, colori, ricordi, un libro dimenticato su di uno scaffale che ad un certo punto, senza sapere perché, attira la nostra attenzione e in un attimo siamo di nuovo immersi nelle sue pagine, tra le sue parole, personaggi, immagini che si sommano a quelle dei ricordi che fanno risorgere. L’idea dello spettacolo parte proprio da un ritrovamento, una sorta di scatola dei ricordi da cui magicamente viene fuori una storia fatta di luoghi da riattraversare.

Telè, la storia di Telemaco D’amore l’avevo letta alle scuole medie, ricordo che mi appassionai alla storia di quel ragazzino di appena dodici anni che con il coraggio di un adulto prende le sue poche cose e parte alla ricerca di un padre fuggito per cercare fortuna all’estero.

La storia è ambientata in un “non tempo”, sembra di essere negli anni ‘50 e poi invece un piccolo indizio ci catapulta negli anni ’80 – ‘90 e poi fino ai giorni nostri, una scelta questa per sottolineare che il viaggio, l’emigrazione alla ricerca di un luogo migliore fa parte della nostra storia da sempre e non sempre alla fine del viaggio e della fatica si raggiunge ciò che si è tanto desiderato, sognato, mitizzato.

Telemaco D’Amore parte alla ricerca di un padre idealizzato e sognato proprio come il più famoso Telemaco dell’Odissea e proprio come il personaggio omerico trova il coraggio di mettersi in viaggio affrontando il rischio e la bellezza della ricerca. La ricerca del padre, un padre da imitare, un padre da cui imparare, una figura che rappresenta per lui una guida, la possibilità di un mondo diverso dal suo basso “dove il sole non entra nemmeno a mezzogiorno”.

 

 

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