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Salerno Palma al veleno metterò ordine nel PDL

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Paolo Mainiero Il Mattino  Nel primo giorno da coordinatore regionale del Pdl Nitto Palma prova a mettere da parte le polemiche interne. «La situazione si è definitivamente chiarita, ora abbiamo la responsabilità della campagna elettorale». Palma ritiene chiuso il caso Cosentino («Nicola sa perfettamente perchè è stato escluso») e mette una pietra sulla polemica delle liste citando i casi di Diana De Feo, «non candidata ma farà campagna elettorale», e di Amedeo Laboccetta che «ha accettato un posto difficile ma è pronto a battersi». Palma ricostruisce le fasi della sua nomina a coordinatore del Pdl, partendo dalle parole di Caldoro e della Carfagna che chiedevano un cambio di passo. «Ho preso atto che sia Caldoro che Carfagna hanno poi rivisto le loro dichiarazioni. Ho pure preso atto di un documento firmato da numerosi parlamentari che ravvisavano il bisogno della mia presenza a Napoli. Non scanso gli incarichi difficili e sono qui. Ma ora basta con le polemiche, sono stato zitto quando due persone contro 30 hanno chiesto le mie dimissioni; sto zitto anche adesso che cè da fare una campagna elettorale». Resta tuttavia il gelo con Caldoro e con la Carfagna. Palma non risparmia frecciatine al governatore. «Sì – dice – Caldoro sta facendo bene, nonostante una piccola retrocessione. In un sondaggio è passato dal secondo allottavo posto ma ci sta nelle dinamiche della politica. Il governatore farà campagna elettorale proponendo la bontà della sua amministrazione? Bene, ne prendo atto. Ma se così stanno le cose, della buona amministrazione ne usufruiranno anche gli assessori De Mita e Sommese candidati contro il Pdl». Palma rivela anche che Caldoro non lha chiamato per gli auguri ma precisa che per lui non è un problema. «Non avrà avuto tempo, sarà impegnato nella buona amministrazione». Il veleno è nella coda. «Bravo de Magistris a revocare gli assessori candidati». Infine la Carfagna. «Ha preso 55mila voti alle Regionali, è un dirigente nazionale, è di Salerno, è fortemente radicata sul territorio, per cui siamo convinti che possa contrastare altri partiti e ottenere un buon risultato. Ove mai non dovesse accadere io, Alfano e Berlusconi ci prenderemo la responsabilità della sconfitta». «La posizione è chiara, sono state fatte scelte molto dolorose», dice Palma a proposito dellesclusione di Nicola Cosentino. Il coordinatore conferma che il Pdl resta garantista ma aggiunge che il caso Cosentino «era diventato eccezionale sotto il profilo mediatico ed era difficile da reggere». Sulla presenza in lista di altri indagati, come Cesaro e Laboccetta, Palma spiega che si tratta di casi diversi: «La posizione di Laboccetta è minimale»; quella «di Cesaro è stata stralciata». Sulle liste pulite Palma attacca invece il Pd. Cita, il coordinatore, i casi di tre candidati che sarebbero coinvolti in inchieste o che avrebbero – a suo dire – rapporti di contiguità con la criminalità. «Non si può non rilevare – dice il coordinatore Pdl – che la capolista del Pd al Senato (Rosaria Capacchione, ndr) è sotto processo per calunnia nei confronti di un sottufficiale della Finanza e che in una intercettazione le viene attribuita la frase quello lo andiamo a prendere col mitra. Non credo si possa parlare di macchina del fango quando si citano fatti simili». Il secondo caso citato da Palma, «e non lo dico io ma Isaia Sales e Roberto Saviano», riguarda «una candidata (Michela Rostan, ndr) i cui zii avrebbero avuto rapporti col clan Di Lauro». Un terzo caso attiene «un candidato con rapporti di affinità con il boss Michele Zaza». I nomi? «I nomi non li faccio».

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