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SALERNO SCENDE IN PIAZZA CONTRO L’ODIO DI STATO, DALLA PARTE DELL’UMANITÀ

"Liberi di dissentire": domani dalle 18,30 la manifestazione degli attivisti sul lungomare di Salerno

LIBERE E LIBERI DI DISSENTIRE!

Decine di presidi e un’incessante azione di resistenza: Potere al Popolo è presente in tutta Italia per contrastare gli atti di prepotenza e di propaganda assunti da questo Governo. Domani anche Salerno torna a farsi sentire, per dimostrare la propria solidarietà all’equipaggio della Sea Watch3 e dei 12 attivisti indagati durante le recenti contestazioni in città. Domani saremo presenti alla manifestazione “Liberi di dissentire” indetta dal “Coordinamento Salerno contro la Legge Insicurezza” di cui è parte anche Potere al Popolo. Manifestiamo contro la politica della barbarie imposta dal Ministro Salvini, vogliamo gridare il nostro dissenso contro il progetto nazista di lasciare morire migliaia di persone in mare, contro gli sgomberi di progetti culturali e spazi sociali, contro l’idea della donna oggetto espressa dalla Legge Pillon e dal Congresso delle Famiglie; contro chi vorrebbe mettere da parte i valori di antifascismo, antirazzismo e antisessismo.

L’appuntamento è domani 28 giugno a partire dalle ore 18:30, in piazza Cavour, nei pressi del Palazzo della Provincia, per attraversare il Lungomare.

“I militanti di Potere al popolo scenderanno in piazza al fianco di chi è stato ingiustamente indagato per aver contrastato una marcia apertamente xenofoba, sessiste e omofoba – dichiara Gerardo Ragosa responsabile dipartimento povertà e immigrazione di Pap Salerno – Siamo con i 12 indagati, con la comunità senegalese che ogni giorno subisce discriminazioni e repressione, al fianco degli attivisti dello Centro Popolare Colapesce di Catania sgomberato brutalmente nelle scorse settimane e della capitana della Sea Watch che ha salvato vite disobbedendo una legge ingiusta.”

 

I FATTI DI SALERNO

Il 6 maggio 2019, durante il comizio di Matteo Salvini a Salerno, su un balcone appare lo striscione ”Questa Lega è una vergogna”, rimosso dalla Digos con l’irruzione nell’abitazione privata di una signora. Vengono identificate due persone, iscritte poi nel registro degli indagati per “turbativa di manifestazione elettorale”. Lo stesso giorno viene sequestrato il telefono con il quale una studentessa, Valentina, registra un video-selfie col Ministro mettendolo vistosamente in imbarazzo. Replicando la protesta di Salerno, nei giorni successivi in tutta la penisola parte la ‘balconiade’: centinaia di striscioni vengono esposti ai balconi delle città in cui faceva tappa il Ministro.

 

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