Quotidiano di informazione campano

Salerno, Sergio Rubini apre la rassegna Davimedia: “Se in questi luoghi non c’è la camorra, è per la presenza dell’università”.

0

FISCIANO (SA) – Taglio del nastro per la rassegna Davimedia. Si è tenuto nella mattinata del 30 settembre, presso l’Aula dei Consigli dell’Università degli Studi di Salerno, l’incontro con l’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini, primo ospite dell’edizione 2016/2017 della rassegna culturale Davimedia Masterclass: un progetto che ha visto nel corso degli anni la presenza di numerosi artisti, lezioni ed incontri con gli studenti. Sinergia tra l’università e il mondo dello spettacolo. L’incontro è stato preceduto da una visita di Rubini presso il Comune di Fisciano dove l’attore, di origine barese, è stato ospite dell’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle collaborazioni che da molti mesi continuano proficuamente con Davimedia. Rubini ha tenuto a sottolineare l’importanza della cultura quale volano di crescita della comunità:“Se in questi luoghi non c’è la camorra, o al massimo ce n’è poca, tutto ciò è dovuto alla presenza dell’università. A volte vedo che in certi luoghi mandano l’esercito, secondo me dovrebbero aprire una scuola, dei buoni insegnanti, degli spazi accoglienti”. Un bell’ambiente, crea belle persone”, ha spiegato l’artista a quanti hanno preso parte all’incontro. Rubini, ha raccomandato a quanti vogliono far parte del mondo dello spettacolo, di lasciare integra la scintilla iniziale, di preservarla, perché quando quella scintilla diventa mestiere, si perde l’essenza di essere artista. “Qualsiasi carriera sceglierete di intraprendere, restate sognatori e non permettete che la realtà contamini questi vostri sogni”, ha dichiarato agli studenti dell’ateneo. L’eclettico artista pugliese, durante la sua lunga carriera, nelle vesti di attore, regista e sceneggiatore, ha avuto l’opportunità di conoscere personaggi di caratura internazionale, come per esempio Fellini e Tornatore. Attualmente Rubini è impegnato nell’allestimento del suo prossimo spettacolo, tratto dallo stesso film “Dobbiamo parlare”, commedia del 2015. Con lui, un cast più che valido, tra cui Fabrizio Bentivoglio ed Isabella Ragonese. Rubini, ha inoltre sottolineato che la crisi del cinema va interpretata come un segnale di trasformazione e non come aspetto negativo. Non è il cinema ad essere in crisi, ma la sala cinematografica, in quanto tale luogo, ha perso la sua originaria identità, in conseguenza delle nuove tecnologie, è cambiata la fruizione di tale spettacolo da luogo pubblico, ad ambiente riservato. Non sono mancati da parte di Rubini, consigli alle nuove leve: “Se uno ha la fortuna di non aver fatto nessuna gavetta e avere comunque qualcosa da dire, non bisogna certo isolarlo perché non l’ha fatta. Se poi invece, una persona, non ha nulla da dire e non ha fatto nemmeno la gavetta, forse non ha diritto a dire qualcosa. Certo, se uno ha voglia di studiare, è importante che lo faccia”. L’incontro è stato moderato dal Direttore Artistico Davimedia, Dottor Roberto Vargiu e il Professor Mario Monteleone di Scienze della Comunicazione, alla presenza di Antonio Giampaolo, giovane produttore vincitore del David di Donatello nella sezione cortometraggi che ha così descritto Sergio Rubini:”è un artista desideroso di dare qualche insegnamento ai ragazzi”. Dopo l’incontro con il pubblico, l’attore ha fatto visita al Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti.

Di seguito, il link dell’intervista integrale concessa da Rubini (a cura di Saverio Falco). https://www.youtube.com/watch?v=nQvrr2_K-UY

di Antonio Franzese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.