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San Gennaro ripete il miracolo: il sangue si è sciolto

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È arrivato il giorno più atteso dai fedeli. 19 settembre, San Gennaro. E il patrono di Napoli non ha deluso nessuno. Il miracolo della liquefazione del sangue è avvenuto, l’annuncio alle 9 e 11. La notizia del miracolo è stata salutata dai fedeli, che hanno affollato la cattedrale di Napoli sin dalle prime ore del mattino, da un lungo e caloroso applauso

LA CERIMONIA – Via alle celebrazioni a partire dalle 9 nella Cappella del Tesoro, all’interno del Duomo. Dopo il rito dell’apertura della cassaforte che contiene il Reliquiario con le Ampolle del Sangue, la processione che raggiunge l’altare maggiore della cattedrale. Qui vengono esposte le Sacre Reliquie e la Liturgia proseguirà con i riti di impetrazione. Alle 11, la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe. Nel pomeriggio alle 18.30, un’altra concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Antonio Di Donna, vescovo ausiliare e vicario generale dell’Arcidiocesi di Napoli. Da domani poi fino a mercoledì 26 settembre la teca con il sangue di san Gennaro sarà offerto alla venerazione dei fedeli dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30. (In cattedrale le messe saranno celebrate alle ore 10.00, 12.00 e 18.30).

LA LEGGENDA – San Gennaro, vescovo di Benevento, fu martirizzato nel 305. Si ritiene che la sua nutrice ne raccolse il sangue in due ampolle per consegnare poi la preziosa reliquia al vescovo di Napoli, tutt’oggi conservata in una cassaforte con doppia serratura nel Duomo di Napoli. Nel 315 il sangue si liquefece per la prima volta. Il giorno della festa di San Gennaro le ampolle vengono esposte ai fedeli che attendono nei pressi dell’altare il “miracolo” dello scioglimento del sangue con suppliche, preghiere e litanie in dialetto.

LA LIQUEFAZIONE – Il fenomeno è invocato tre volte l’anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l’ottava delle celebrazioni in onore del patrono, e il 16 dicembre), durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall’arcivescovo. Per sottolineare come la religione possa fondersi con la superstizione popolare, la liquefazione durante la cerimonia è ritenuta foriera di buoni auspici per la città; al contrario, la mancata liquefazione è vista come cattivo presagio per la città.

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