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San Giuseppe Vesuviano – La commedia “Non ti pago” proposta al cinema Italia dal gruppo Il dialogo” di Cimitile.

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San Giuseppe Vesuviano – Ritorna al cinema Italia una serata dedicata al teatro.  La proposta è della compagnia teatrale “Il dialogo” di Cimitile. Il pubblico ha dato notevole consenso per  vari interpreti di “ Non ti Pago” di E. De  Filippo per la regia da Ciro Ruoppo. L’avvenimento, denominato “ Eduardo 30 ..e lode” si colloca nell’ambito di una rassegna di tre serate; evento per il trentennale della morte del grande maestro partenopeo.  La manifestazione è a cura del gruppo teatrale “ gli amici del sig. G, della direzione artistica di un attore, Gianni Parisi, e infine del comune di San Giuseppe Vesuviano che ha concesso il suo Patrocinio. Il regista ha effettuato una scelta scenografica essenziale costituita da un unico ambiente con più porte e finestre a rappresentare la casa ed ha utilizzato alcuni espedienti:  dei semplici portali in materiale ligneo, relativamente facili nel trasporto e nel montaggio, a rappresentare gli accessi ai vari ambienti interni. Il quadro del defunto era un foto dello stesso autore Eduardo De Filippo.  Una scelta non casuale;  è la voce vera di De Filippo a fine rappresentazione per rendere lui omaggio, quella che si sente prima di chiudere il sipario. Al centro della storia, anche se non protagonista assoluta, è la superstizione: i sogni, la possibilità di cambiare la propria esistenza con un colpo di fortuna al gioco del lotto. Il sogno, insieme ad altri messaggi misteriosi, ma decifrabili, diventa mezzo privilegiato di comunicazione, da parte del mondo dell’aldilà. Tutta la commedia, sembra ruotare attorno al gioco del lotto ed a contrasti a non finire, tra malintesi e colpi di scena con moglie, figlia, collaboratori domestici.  In realtà il protagonista vive il suo disagio di non considerazione , di essere un poco messo da parte circa il fidanzamento della figlia. Alcuni dei personaggi più significativi: Protagonista principale è Salvatore Maccaro nei panni di Ferdinando Quagliuolo, gestore di un banco del lotto, giocatore incorreggibile e sfortunato che, nella sua interpretazione ha ben evidenziato la testardaggine e l’impulsività. Stella sua figlia è interpretata da Mary Rullo. In scena Tina Spampanato nei panni della moglie, Concetta; compagnia di vita anche nella vita reale; Alfonso Lace nei panni di Aglietello, consigliere uomo di fatica ; figura di gran comicità e ironia; Felice De Cicco nei panni di Don Raffaele Console, il parroco che cerca di attenuare il clima di pesantezza che si è venuto a creare in seguito alla vincita al lotto.  Peppe Miccio nei panni dell’Avv. Lorenzo Strumillo; figura di opportunismo quado passa da un cliente all’altro. La commedia in tre atti fu scritta da Eduardo  nel 1940. Contenuta fino al 1971 nella raccolta intitolata Cantata dei giorni dispari, venne inclusa nella Cantata dei giorni pari. La commedia viene messa in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma con Eduardo nella parte di  Quagliuolo e il fratello Peppino che impersona Mario Bertolini. L’espediente dell’anatema che Ferdinando lancia a Bertolini, assente nella prima edizione della commedia, fu lanciato nell’omonimo film del 1942 . La trama è così sintetizzata.  Ferdinando Quagliuolo ha ereditato la gestione di un “banco lotto” dopo la morte del padre; è accanito giocatore. Un suo impiegato, Mario Bertolini, al contrario colleziona vincite. Mario fa la corte a sua figlia Stella, quasi a sua insaputa. Il colpo di scena è che  Mario annuncia la clamorosa vincita di una quaterna. Per l’occasione rivela che i numeri !1, 2, 3 e 4” li aveva ricevuti in sogno proprio dal defunto padre di Ferdinando. Qust’ultimo si impossessa del biglietto fortunato. La motivazione risiede nel fatto che Bertolini era andato a vivere nell’appartamento dove Ferdinando aveva vissuto da ragazzo. Ferdinando si rivolge alla legge con l’avvocato Strumillo. Dopo alterne vicende  Ferdinando tenta di estorcere una dichiarazione con la quale Mario rinuncia a ogni diritto sulla vincita. Ferdinando intende minacciarlo con una pistola che, però, fa scaricare. Ma un colpo parte, seppure a vuoto, tra lo stupore generale. Ferdinando capisce di avere rischiato l’ergastolo: a un Bertolini ancora sotto turbamento per avere rischiato la vita, rivolge una maledizione. I cattivi auspici si verificano! Bertolini è ormai malridotto e licenziato proprio per le continue assenze: si arrende a Ferdinando. Per Ferdinando Quagliuolo è la sua esaltazione, e adesso può anche concedere a Mario la mano di sua figlia. Inoltre rivela che questa reticenza nei suoi confronti, per non essere stato informato apertamente dell’interesse di Mario verso sua figlia, potrebbe essere stata la vera origine della sua opposizione. La commedia fu registrata per la televisione nel 1956  con interpreti, tra gli altri, Dolores Palumbo, Isa Danieli, Ugo D’Alessio, Luisa Conte   accanto allo stesso Eduardo. Successivamente, nel 1964 andò in onda su Rai 2.  Tra le più recenti riproposte quella di Luca De Filippo del novembre 1989 a  Milano. La commedia è stata allestita anche all’estero  su scenari quali Parigi e Buenos Aires.
A.R.

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