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Sanremo: Fischi per Crozza-Silvio. Parte Festival con Verdi

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‘Viva Verdi’. Fabio Fazio ha aperto il festival di Sanremo nel nome dell’ “artista italiano più popolare”, con il “Va Pensiero”, l’aria del Nabucco, definita “il simbolo dell’unità d’Italia”. Mauro Pagani dirigeva l’orchestra, con il coro dell’Arena di Verona. Un’apertura dunque nel segno della contaminazione tra classica e canzone. Nell’introduzione Fazio aveva parlato del concetto di “popolare” che, come ha ricordato, vuol dire per tutti.

Luciana Littizzetto arriva all’Ariston in carrozza, trainata da una doppia fila di cavalli. “Come cocchiere ho un esodato della Fornero” ha detto la Littizzetto che, una volta entrata in teatro, salendo sul palco ha detto: “faccio come Monti, salgo sul palco non scendo”. “Non si può dire niente, mi raccomando”, ha ricordato Fazio, “faccio l’elenco dei politici pirla così facciamo il festival più corto della storia” è stata la risposta. La Littizzetto ha letto una lettera a Sanremo in cui ha scherzato sul tema della par condicio. “Dopo quello che è successo, con le elezioni, le dimissioni in Vaticano, qui manca solo che piovono rane e sbarcano gli alieni ad Arma di Taggia e stiamo a posto” ha detto concludendo la lettura con la parola “culo”. Poi ha smontato lo strascico del suo abito.

Con l’arrivo di Marco Alemanno il festival di Sanremo ha ricordato Lucio Dalla. Alemanno, presentato come “il compagno degli ultimi nove anni nella carriera e nella vita privata di Lucio Dalla”, è arrivato all’Ariston per annunciare quale delle due canzoni di Marco Mengoni passa il turno.

Maurizio Crozza, l’ospite più atteso della prima serata del festival di Sanremo, entra nei panni di Berlusconi e canta ‘Formidable‘, “scritta da Bonaiuti, Verdini, Cosentino e Aznavour” come annuncia Fabio Fazio. “Ma che figata”, ripete. “Qua mi trovo da Dio, volete 5.000 euro, tranquilli, sono i vostri. Non mi sono mai divertito tanto da quando Alfano ha detto che il Pdl faceva le primarie”. “Vai a casa”, così una voce femminile dalla sala dell’Ariston, durante l’esibizione. Fischi e contestazioni per Maurizio Crozza all’Ariston: “No politica a Sanremo”, è l’urlo che si leva dalla sala. “La mia non è propaganda, dai non fate cosi”, Maurizio Crozza tenta inutilmente di placare il pubblico dell’Ariston, che anche Fabio Fazio prova a calmare. Ma si sente ancora urlare “fuori!”.

Dopo aver esitato per le contestazioni, Maurizio Crozza parte con il monologo e arrivano i primi applausi della sala. “Cosa hanno in comune Sanremo e le elezioni? Chiunque vinca non vende una mazza. Tra due settimane andremo a votare con quadro politico totalmente privo di logica. Chiunque governerà lo farà alleandosi con qualcuno che lo ha appena mandato a cagare. Credetemi, siamo ingovernabili”.

Nel monologo di Maurizio Crozza tocca al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “Porco boia, ragassi, siam qui qui ad accordare gli spaghetti alla chitarra”, dice citando una delle sue tipiche metafore. “Berlusconi dice toglie l’Imu e Bersani – incalza il comico – cosa dice? Non è che puoi fermar l’acqua con lem mani. Sembra uno di quei monaci zen seduto sulla riva del fiume, solo che è così sfigato che invece del nemico passa l’onda di piena che lo travolge”. E poi canta sulle note di It’s wonderful di Paolo Conte.

Dopo Berlusconi e Bersani, Maurizio Crozza ‘si ingroia’, trasformandosi nel leader di Rivoluzione Civile, che “sembra il fratello stanco di Speedy Gonzales”. “Ingroia – dice l’attore – vuole fare la rivoluzione: falla, ma ti sei fatto fotografare su Chi. Ti immagini Che Guevara su Max, in un servizio su come farsi gli addominali nella giungla tropicale? E’ pigro, sembra che non prenda un caffé dai tempi di Pertini”.

Maurizio Crozza ha dato anche il volto a un’altra delle sue parodie più riuscite, Luca Cordero di Montezemolo. L’incipit è sulla Lista Monti, “sostenuta da gente come Tronchetti Provera, Ilaria Borletti Buitoni, Luca Cordero di Montezemolo: questa non è la società civile, è l’alta società civile, è la società civile gold, sono l’elite dal doppio cognome: basterebbe mettere l’Imu sul secondo cognome e salveremmo il bilancio dello stato”. Poi tocca a Montezemolo, “che è presidente della Ferrari, vicepresidente di Unicredit, é nel cda della Fiat, di Poltrona Frau, di Tod’s, della Stampa, é come l’ acqua minerale nelle riunioni”. Fa parte di un’elite “che si vede a Cortina incontra, Capri annuisce, Saint Moritz fa spallucce”.

Finisce tra gli applausi scroscianti del pubblico la performance di Maurizio Crozza a Sanremo. “Voglio ringraziare il pubblico dell’Ariston che ci ha aiutato a riconoscere due persone già note che hanno fatto di tutto per farsi notare anche stasera”, ha commentato Fabio Fazio.

Il ‘fuori fuori’ urlato all’Ariston durante l’intervento di Maurizio Crozza nella prima serata del festival di Sanremo “era riferito a due persone del pubblico che all’entrata di Maurizio hanno subito cominciato a urlare”: lo ha precisato Massimo Martelli, uno degli autori di Fabio Fazio, sceso in sala stampa dopo l’intervento del comico. Martelli ha aggiunto che i due “sono stati accompagnati nel foyer dell’Ariston dagli inservienti della vigilanza”.

La vera sorpresa della prima serata del festival di Sanremo è Toto Cutugno che canta “L’italiano” con il coro dell’Armata Rossa in divisa che fa “lalalalala”: è stata una gag da “Il meglio di Saturday Night Live”.Marco Mengoni – E’ toccato a lui aprire la gara. Visibilmente emozionato ha cantato i suoi due brani rimanendo fedele al suo stile eccessivo. La sua pronuncia induce a chiedere scusa a Shel Shapiro. Il televoto combinato con l’indicazione della sala stampa ha scelto “L’essenziale”, mandando a casa “Bellissimo”, il pezzo scritto da Gianna Nannini e Pacifico.

Raphael Gualazzi – L’emozione ha bloccato Raphael Gualazzi e ha impiegato una canzone e la prima strofa della seconda a carburare sul palco dell’Ariston. E’ uno dei talenti più limpidi della nuova generazione e “Sai (Ci basta un sogno)” è un brano destinato a rimanere nel tempo. Un giudizio condiviso dal televoto e dalla sala stampa. Doverosa però una citazione per Fabrizio Bosso, solista ospite del primo brano (“Senza ritegno”).Daniele Silvestri – “A bocca chiusa”, il brano di Daniele Silvestri che prosegue nella gara, è un intenso mix tra una canzone popolare (“fatece largo” è l’inizio) e una ballata rock. Silvestri l’ha cantata al pianoforte con alle spalle un interprete del linguaggio dei sordomuti.Simona Molinari e Peter Cincotti continuano la gara a Sanremo con “La felicità”, uno swinghettino funk gradevole ma niente di più. E’ un peccato che sia stata eliminata “Dr Jekyll e Mr Hyde”, l’inedito di Lelio Luttazzi che ha un altro spessore.Marta su tubi – Sono la presenza indie del festival, la scelta più alternativa di un cast che punta all’attualità. Il brano che resta in gara è Vorrei.Maria Nazionale – Un’altra delle presenze sorprendenti di questo festival. E’ passata “E’ colpa mia”, un bel brano in napoletano scritto da Peppe Servillo e Fausto Mesolella.Chiara – Alla fine l’absolute beginner ha dato una lezione a tutti. E’ stata proprio Chiara, la vincitrice di X Factor ad aver affrontato con più sicurezza la sua esibizione, senza cedere di un millimetro all’emozione che ha condizionato le performance dei suoi colleghi più esperti. Resta in gara Il futuro che sarà, con il testo di Francesco Bianconi. Brava.

 

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