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Saviano – CERERIA NAPPI: NUOVO INCENDIO E PROTESTE DEI CITTADINI

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Saviano – Il 19 e 21 agosto lArpac ha effettuato dei nuovi campionamenti nei comuni di Nola e Saviano. Queste nuove analisi nascono dalla riunione del 13 agosto, tra i rappresentanti del Comune di Nola e Saviano e i tecnici dellArpac, che ha portato allindividuazione di 10 siti da campionare: rispettivamente 6 per il territorio di Nola e 4 per Saviano. Colpisce che per queste indagini conoscitive iniziali ci si stia concentrando nellanalizzare unicamente i suoli dei comuni di Nola e Saviano. In pratica, rispetto al luogo dellincendio, lArpac sta focalizzando le sue indagini principalmente lungo le direttrici NORD-EST e SUD-EST. Questo perché, per studiare la ricaduta del particolato della nube nata dallincendio, si sta usando come dato di riferimento unicamente il Bollettino Previsionale Meteorologico della Regione Campania che, per il 14 luglio, prevedeva solo venti occidentali. La realtà è ben diversa. Le rilevazioni della stazione Metereologica di Capodichino di Napoli mettono in evidenza che dal 14 al 18 luglio la direzione dei venti durante i giorni principali dellincendio è stata estremamente variabile, avendo come direttrici principali NORD, EST ed OVEST. La nube ha coinvolto quindi anche i comuni di San Vitaliano, Scisciano e Marigliano, che si trovano nel versante ad OVEST dellincendio. Visto quanto sopra, non è possibile escludere da queste analisi i comuni di Scisciano, San Vitaliano e Marigliano che, a causa della direzione dei venti, sono stati coinvolti dalla ricaduta della nube in misura perfino maggiore, come risulta nella Relazione di sopralluogo n°45/GT/13 dellArpac. Inoltre, secondo due professori da noi contattati del Dipartimento di Scienze Chimiche dellUniversità Federico II di Napoli, non si possono limitare le indagini solo a 10 campionamenti. Per avere delle indicazioni scientifiche attendibili, le analisi dei suoli richiedono almeno 20 campionamenti. Se si fanno delle indagini conoscitive, queste devono essere accurate e complete. Il rischio è quello di avere solo una conoscenza parziale delleventuale pericolo a cui tutti i cittadini dellAgro Nolano sono esposti dal 14 luglio in poi. Cittadini che continuano a subire disagi notturni. Quasi ogni notte sono obbligati a chiudersi in casa a causa degli odori nauseabondi che appestano il quartiere della Polveriera. Non si capisce se ciò sia dovuto ai continui roghi tossici che si sviluppano di notte nei dintorni del quartiere o alle possibili esalazioni dei residui dellincendio del 14 luglio. Di sicuro il 21 agosto i resti dellincendio hanno preso di nuovo fuoco e reso necessario lennesimo intervento dei Vigili del Fuoco. I residui: anche questo un altro punto in sospeso. Quando verranno rimossi e quando ci sarà una messa in sicurezza dellarea? Dobbiamo forse preoccuparci di ritrovarci come a Mariglianella, con la bomba ecologica Agrimonda? I resti del deposito chimico andato a fuoco 18 anni fa sono ancora tutti là, nellattesa di una fantomatica bonifica. Se non messi adeguatamente in sicurezza, questi residui possono avere un grave impatto sullambiente e lincolumità pubblica, così come lhanno avuto i fumi dellincendio sulla popolazione del quartiere. Infatti, anche se le autorità locali hanno fatto di tutto per minimizzare laccaduto, girando tra le case dei residenti abbiamo avuto la possibilità di raccogliere più di 20 testimonianze scritte di cittadini, persone che durante e dopo lincendio, a causa delle inalazioni dei fumi, hanno accusato due o più dei seguenti sintomi di malessere: – Bruciore agli occhi – Mal di Testa Tosse Nausea – Difficoltà Respiratorie. Da sottolineare che questi sono i classici sintomi dellintossicazione acuta.

 

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