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Saviano – Contrada Capocaccia. Dopo 40 anni rivive la Festa dedicata a San Felice

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Saviano Erano ben quaranta anni, che la festa della contrada di Capoccia, non viveva un momento di ricorrenza solenne dedicato al Santo Felice, lo stesso venerato a Nola nella chiesa del Duomo cattedrale. Nel passato le festa della contrada, che fa parte della parrocchia centrale della Croce, era tra le più ambite e caratteristiche: sul palco, che si allestiva, sono passati i migliori artisti e cantanti,  i più conosciuti e acclamati dal pubblico dellepoca. Si è pensato di recuperare questa antica tradizione; il tutto è partito da una semplice idea di Durello Salvatore, un abitante della zona, ma è stata poi tutta la comunità ad attivarsi costituendo un comitato, un segno, tangibile, che certe cose, delle tradizioni popolari e religiose, non possono estinguersi, anche oltre quaranta anni, perché è sempre vivo il ricordo di esse. Forse una celebrazione in tono minore, ma ugualmente molto intensa molto apprezzata dal pubblico con notevole consenso: la festa, come da tradizione ha vissuto due aspetti il primo religioso e il secondo a carattere civile. Per la parte  religiosa si è svolto il triduo religioso, la messa del 15 novembre, giorno in cui si festeggia S. Felice, e la messa per i benefattori Pasqua Ambrosino e Felice Tufano che nel 1954 costruirono la piccola e suggestiva chiesa della contrada, restaurata su progetto di Giuseppe Basilicata nel 1994, la tradizionale processione per le strade della contrada. Presenti alla processione autorità amministrative del Comune di Saviano: Il Sindaco Carmine Sommese il Vicesindaco e alcuni assessori. Si sono tenute sagre, stand gastronomici, con alcuni momenti musicali con membri del gruppo della tammorra di Saviano: Patrizio De Simone e il Gruppo di Ballo di Terzigno. Per loccasione è stato allestito un museo del contadino, allaperto e comunque sotto qualche porticato, col lesposizione di vecchi e non più usuali, attrezzi del mondo contadino.  Tutta la comunità  riunita intorno allevento! Il comitato composto dal parroco Don Paolino Franzese in qualità e con le funzioni di Presidente ha avuto il suo bel da fare con la collaborazione di associazioni quali: Azione Cattolica, Sacro cuore di Gesù, e infine A.C.R. Immacolata. Meritano citazione altri membri del comitato: Pasqualina Tafuro, Maria Simonetti, Buonaiuto Palmira e Buonaiuto Pietro. In sintesi, la storia di  San Felice: la sua vicenda risale a Nola nella seconda metà del I secolo d.C. fu il primo Vescovo della diocesi di Nola. Viene venerato come santo e martire della Chiesa cattolica; il Martirologio romano segna  la commemorazione in data 15 novembre. Secondo la narrazione, un giorno San Felice liberò con la sua preghiera due indemoniati. Fu allora che il governatore Archelao, lo arrestò per interrogarlo. Mentre cercava di costringerlo ad adorare le divinità pagane, in un tempio della città, una profonda voragine inghiottì ledificio.  In breve, in seguito al prodigio Archelao chiese a Felice di essere battezzato. Felice fu allora acclamato dal popolo Vescovo di Nola. Nellanno 95 d.C. il Santo fu nuovamente arrestato durante una delle prime persecuzioni . Si racconta che Felice sia stato dato in pasto ai leoni i quali, con meraviglia, indietreggiarono. Fu poi gettato in una fornace di carboni ardenti, ma riuscì a liberarsi. Il prefetto dopo averlo sottoposto ad altre torture, lo fece decapitare : era appunto il15 novembre. Secondo la tradizione, il corpo del martire fu poi seppellito di nascosto allinterno di un pozzo, sul quale fu in seguito edificato un luogo di culto, che diventerà la cripta della cattedrale di Nola, dove vi sono ancora oggi le spoglie del Santo. A Nola in onore di San Felice si può ammirare un busto settecentesco, in argento, del santo. Il miracolo della Manna: Il 15 novembre o l’8 dicembre un liquido scorre attraverso una fessura del muro oltre il quale è seppellito San Felice. Si traggono buoni auspici dal ripetersi di questo evento.<?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

Antonio Romano

 

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