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Saviano – Festa Dell’Unità – Concorso Fotografico “ Le Città invisibili di Italo Calvino”- prima edizione

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Saviano – Si è svolta nell’ambito della “Festa dell’Unità 2014” organizzata dal circolo PD locale, la premiazione del concorso fotografico “Le città invisibili”, ideato dal fotografo savianese  Gabriele Pierro. Più di cinquanta i partecipanti. Il tema della “Citta Invisibile” è stato scelto come prima edizione di un concorso fotografico. La celebre opera di Italico Calvino, è stata scelta quale tema dominante, punto di riferimento: si ricorderà che in tal opera vi era una sorta di  gioco combinatorio. “Le città invisibili” del 1972;  sorta di riscrittura del Milione di Marco Polo.  Il  mercante veneziano, si ricorderà,  quando era nel descrivere a Kublai Khan le città del suo impero. Queste città non esistono vivono solo all’interno delle sue parole. La narrazione quindi per Calvino  si potrebbe intendere come creazione di  una sorta  di mondi a se. Questo per dire del tema scelto. Il concorso, è stato dedicato alla memoria di  Felice Falco, docente di lettere. Era  molto conosciuto a Saviano: non a caso, per motivi giornalistici e di documentazione visiva, si era solito incontrarlo, durante manifestazioni di rilievo, con la sua inseparabile macchina fotografica. Una sua foto era esposta nello stand fotografico allestito per la festa dell’Unità savianese: si tratta del celebre “frasso” savianese; un albero di grosse dimensioni divenuto un simbolo per il paese.  Un albero che tempo fa era stato abbattuto per motivi di sicurezza. Si è poi proceduto alla sua sostituzione:  una sua trapiantazione con  un albero simile.  Molto apprezzata la foto di Giorgio Cappiello che descrive uno scenario nel sito archeologico più visitato al mondo, “Angkor Watt –Cambogia”.  Una città che può apparire in modo nuovo agli occhi dei turisti e delle “ modernità” occidentali. In quel luogo, mentre i turisti arrivano dove sono dei templi antichi, li accerchiano e ripetono: ” One dollar  “. In effetti, vendono tutti le stesse suppellettili  e per di più all’identico prezzo. E’ interessante fermarsi e parlare con loro, conoscere la loro realtà. Spesso si mettono in posa per le foto per poi vederle, momentaneamente, sul display della macchina fotografica  digitale. È  la città invisibile dei Bambini di Angkor! È  l’opera prima Classificata, Giuria Tecnica Concorso Fotografico “Città Invisibile” Citta di Saviano. Le fotografie in gara, esposte per tre giorni sotto gli stand allestiti in occasione della manifestazione nel piazzale Enrico De Nicola, sono state valutate e giudicate da una apposita commissione popolare, presieduta da Michele Falco figlio del prof. Felice, sopra citato e composta dai seguenti membri: Pina Basilicata, funzionaria di P. A. Pubblica Amministrazione; Chiara Marotta, Francesco Ciccone, Presidente associazione U.I.L.D.M “Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare” di Saviano; Lucia De Vito e infine  Vittoria Klivitoka, studentessa liceo linguistico. Una commissione popolare ha classificato le opere fotografiche coadiuvata dalla giuria tecnica, i cui membri erano: Paolo Vecchione, fotografo di Nola; Diego Perna, esperto di grafica; Saverio Falco, giornalista, Giacomo De Sena, in rappresentanza dell’aeronautica militare; Salvatore Allocca, psicoterapeuta; Andrea Pierro, docente di storia dell’arte; Antonio Romano, giornalista. Il primo premio è stato assegnato a Roberto Palmieri, con l’opera “Saviano… invisibile”, fotografia scattata a Roma, nel corso di una manifestazione a Via della Conciliazione. Lo scatto ritrae i tipici sanpietrini che conducono a Piazza San Pietro.  Una scritta su di un supporto cartaceo riporta la parola “Saviano”  che compare, in tale foto, sulla strada, affissa provvisoriamente con del nastro adesivo alla meglio maniera. Un elemento che  è stato fonte di discussione e  ha conferito motivo di interesse e di descrizione  alla foto. Un elemento che, nella sua simbologia, rimarca un effetto di precarietà di una realtà urbana; almeno i più dei visitatori ha dato un tale significato. Secondo classificato risulta Fabio Guariglia, autore di “La tirata del carro”, raffigurante un classico carro di Fontanarosa, paese avellinese.  Un vero e proprio obelisco, che ricorda vagamente gli stessi di Nola, nella festa dei Gigli. In questo caso, nel caso specifico si usa quale materiale  la paglia;  è alto 28 metri e viene costruito e trasportato da due coppie di buoi secondo le tradizioni locali. La foto dal titolo “Verso la luce”, di Emma Crimi, si è aggiudicato il terzo posto. La fotografia, scattata in una posizione strategica, è  una veduta dal basso verso l’alto dall’interno del pozzo di San Patrizio di Orvieto.  Una struttura costruita da Antonio da Sangallo il Giovane , tra il 1527 e il 1537, per volere del papa Clemente VII. Lo scopo era di tutelarsi in caso di assedio. I lavori furono conclusi durante il papato di Paolo III  “1534-1549”.Un  capolavoro di ingegneria:  due rampe elicoidali  che non s’incontrano nel loro percorso.   Un tunnel che porta alla luce del piano terra.   Metaforicamente ha un significato intenso, di un percorso intrapreso e che vede la luce superficiale come una meta da raggiungere, come un qualcosa di vitale. Per la categoria scolastica, riservata agli alunni dell’ ISISS Saviano-Marigliano, un diploma benemerito è stato conferito a Giuseppina Esposito della classe V sezione C. La stazione ferroviaria della Circumvesuviana di Scisciano che ritrae nella sua foto, quale luogo di trasporto di persone verso una destinazione,  conferisce un significato energico. La stazione è al momento deserta : in tal senso una lettura di desolazione urbana, di angoscia. Menzione speciale e Premio della critica infine, come già ricordato, a Giorgio Cappiello con lo scatto “La Città invisibile di un bambino di Angkor”, che ritrae in primo piano una bambina che fissa con i suoi occhi l’obiettivo della fotocamera: tiene tra se una piccola bottiglia d’acqua come se fosse tutto il suo tesoro; in particolari condizioni alcune cose ordinarie possono divenire elementi essenziali e valutate, senza esagerare, come preziosissime. Nei suoi occhi tutta l’innocenza che il fotografo premiato ha saputo catturare; cogliere l’attimo.   Tutti i vincitori sono stati premiati con  una targa ricordo. Sulla targa era riportata una frase di Marco Polo: “ Anche le città credono di essere opera della mente e del caso, ma né l’una né l’altra bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie ma la risposta che da  a una tua domanda”.

A.R.

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