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Saviano il teatro dei giovani“ Fuitevenne”, Raccontando Eduardo, un genio contemporaneo

Antonio Romano per radio piazza eventi

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Saviano –  Teatro Auditorium – Grande consenso di pubblico per la proposizione teatrale “ Fuitevenne”, Raccontando Eduardo, un genio contemporaneo.  L’opera teatrale, un saggio di teatro, si deve all’iniziativa di tre  attori: Luigi De Risi, Felice De Falco, Domenico Tafuro e infine Matilde Pietrangelo. Si afferma in una presentazione dell’evento: “Nel processo di affrancamento da un certo tipo di teatro “regionale” verso uno di respiro nazionale, che vede, tra gli anni ’40 e ’50 la composizione delle commedie più famose della produzione eduardiana, come “Napoli milionaria”, “Filumena Marturano” e “la grande Magia” è fondamentale l’incontro nel ’33 con Pirandello.  L’influsso di quest’ultimo sul teatro eduardiano, nonostante la lunga collaborazione tra i due autori, si riduce, tuttavia, solo alla caratterizzazione di alcuni personaggi, alla necessità delle illusioni, al pensiero negativo della impossibilità di arrivare alla conoscenza definitiva di una persona. Per il resto, il mondo di Pirandello e quello di Eduardo sono  del tutto diversi.  “Si è abituati inoltre a pensare  ad Eduardo come a un autore comico, ma non è così, è l’attore Eduardo a essere comico. Se leggiamo le sue commedie ridiamo poco, sono drammi, ma a teatro si rideva perché l’attore coloriva, calcava, aggiungeva elementi attoriali per virare sul comico”.  Afferma, in particolare, Luigi De Risi: “Andiamo in scena perché lo scorso anno, in occasione del trentennale della sua scomparsa, sono rimasto colpito da una trasmissione andata in onda su una emittente web durante la quale un giornalista, per strada, chiedeva ai giovani napoletani chi fosse Eduardo. Le risposte sono state le più svariate: “Un calciatore”, “un tronista”, “un attore”, “non lo so”. Da qui la voglia di celebrare, attraverso poesie, brani ed aneddoti l’attore, il drammaturgo, il poeta, il regista, lo sceneggiatore, insomma quel genio moderno che, ironia della sorte,  resta sconosciuto alle nuove generazioni di quella Napoli che ha reso celebre nel  panorama letterario universale”.  In effetti nessuno dei giovani intervistati sapeva che fosse un grande del teatro come Eduardo; fatta eccezione per una straniera proveniente da Shanghai che in un italiano, quasi perfetto, diceva che è stato un grande drammaturgo; come dire che nessuno è profeta in Patria ; frase Evangela che vale anche, a quanto sembra,  per la conservazione della memoria. La proposizione teatrale è stata accompagnata da un gruppo musicale gli “ Ondanueve” un gruppo che ha affiancato esperienze musicale classiche jazz, la world music ed il rock per arrivare ad un linguaggio ecclettico. Il gruppo musicale ha sottolineato, con le sue note, determinati passaggi dello spettacolo e meritano citazione i suoi componenti: Andrea Esposito e Paolo Sasso ai violini, Luigi Tufano alla viola, Marco Pescosolido al violoncello, Melania Palma, corista e infine Riccardo Schitt alle percussioni. Interessante e semplice la scenografia: una sorta di quadri, che sembrano appesi nel nulla hanno rappresentato le più celebri commedie eduardiane: una sorta di presepe per ricordare “ Natale in casa Cupiello” commedia tragicomica del 1931, delle giocate al gioco del lotto per ricordare “ Non ti pago”, una caffettiera per ricordare altra opera come “Questi fantasmi ”e ancora altro. Quest’ultima è stata rappresentata nella sua parte iniziale, come pure  “ Uomo e galantuomo”  nella sua scena, forse, più caratteristica. Tra una proposizione scena e un’altra gli attori, anche con l’ausilio di leggii precedentemente posizionati, leggevano dei  celebri detti di Eduardo, con osservazioni, commenti e interpretazioni.

Antonio Romano

 

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