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Saviano – La nostalgia di un autore. Presentazione di un libro di Giacomo Scotti.

Antonio Romano per radio piazza eventi

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Saviano – Sala Consiliare – Giacomo Scotti scrittore, poeta, giornalista e traduttore, autore di più di 180 pubblicazioni e noto in tutta Europa, ha presentato il suo ultimo libro nella sua città natale, Saviano. Non erano presenti molte persone quale pubblico in sala,  nonostante la notevole importanza dell’evento.  Al tavolo dei relatori erano presenti il Sindaco di Saviano, Carmine Sommese, Vincenzo Ammirati, Scrittore e direttore del mensile Obiettivo Saviano, Diego Zandel, Direttore della Collana di racconti delle edizioni “ Oltre” di Sesti Levante che ha pubblicato il libro, Damir Grubisa, Ambasciatore della Repubblica di Croazia, Docente Universitario, politologo e italianista e infine l’autore, Giacomo Scotti. Il convegno è stato moderato da Paola Ammirati, docente nei licei nonché giornalista pubblicista. Si tratta della presentazione  del libro “Guerre, uomini e cani”  di Giacomo Scotti. Uno scrittore, dunque, nativo di Saviano. È uno scrittore, giornalista e traduttore. Alcune sue notizie per avere un quadro, seppur sintetico e parzialmente completo: Nel 1947, giovane  fervente antifascista comunista, emigrò in Istria, appena ceduta dall’Italia fascista alla Jugoslavia ; ha vissuto a Pola, quindi a Fiume. Nel 1948,  cominciò a occuparsi professionalmente di giornalismo, dedicandosi anche alla letteratura. Dal 1986vive e lavora sia in Italia sia in Croazia. Per la sua notevole produzione letteraria ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. L’opera letteraria di Scotti di certo evidenzia talvolta il problema istriano. Come narratore, saggista e poeta, ha pubblicato oltre un centinaio di opere, la maggior parte delle quali è stata tradotta in altre lingue. Nella sua bibliografia si annoverano racconti, romanzi, racconti per bambini, saggi etnografici e storici. È molto attivo nei movimenti pacifisti. Ha collaborato con diverse riviste, italiane e croate: tra queste, una rivista letteraria croata in lingua italiana stampata a Fiume. Con traduzioni e saggi, ha contributo all’affermazione in Italia delle letterature della Jugoslavia. In particolare, ha curato la letteratura macedone.  Tra le opere che hanno fatto più clamore vi è Goli Otok. Ritorno all’Isola Calva, un saggio edito a Trieste nel 1991. L’opera tratta, per la prima volta ufficialmente, di un’isola al largo della Dalmazia settentrionale che per anni è servita da campo di concentramento e carcere politico.  Le opere di Scotti relative al tema delle Foibe hanno suscitato spesso polemiche per il carattere revisionista. A Scotti vengono inoltre contestati anche scritti apologetici nei confronti del maresciallo Tito, il presidente jugoslavo ritenuto responsabile dei massacri delle foibe e dell’esodo istriano; in merito a tale questione Scotti è stato oggetto di alcune interrogazioni parlamentari. Afferma Vincenzo Ammirati nel corso del suo intervento: “Quando mi hanno chiamato a telefono o colto l’invito con sommo piacere, con amicizia. Un amicizia che risale agli anni 70”. Si  ricorda che l’autore era già stato a Saviano come animatore culturale; una sorta di un centro polivalente culturale. Già allora era in atto una crescita culturale. Successivamente  rientrò nella sua patria di adozione. Sirico, frazione di Saviano, era il suo ambiate culturale. Stiamo parlando di una trentina di anni fa. Il libro ripercorre un tema centrale che in qualche modo ha rappresentato la filigrana di tante sue opere. L’autore si potrebbe definire affettuosamente “ Lo zingaro” per il suo viaggiare. Va girando in una maniera instancabile, del tipo interculturale. Incarna, l’autore, il concetto di Cultura che non è il sapere; cultura è il sapere che si sa dare, che si vuol dare, per la crescita , soprattutto, altrui  e non solo per la propria. Questo libro che si intitola” Guerre uomini e cani“; e una coincidenza è stata che uno dei primi che Scotti aveva presentato a Saviano, era intitolato “L’uomo e il cane “. Ritorna il tema del cane! Un romanzo autobiografico strettamente. Il cane rappresentato compendia tutte le affettività dell’autore. Un libro di cose locali. Autobiografica che è di nostalgia quale personaggio centrale. È il dolore del ritorno o quando non si può ritornare. L’effetto di una nostalgia che l’autore ha mostrato sempre. La patria Saviano è sempre presente. L’autore ha scritto anche poesie. Tra latro era amico di Alfonso Gatto per la cui dipartita aveva scritto un saggio. Il libro comincia con un ricordo di famiglia. Il ricordo del padre. Ricordo di quello che era  il pane nero, o di quella che secondo il gergo dialettale era detta “ la fresella”. Pane e il biscotto, o come si chiama nella lingua dialettale, che si consumava nelle famiglie contadine. Lui ama gli autori della narrativa nazionale dove sono al centro i contadini con il suo pane nero. Eventi che si collocano nel periodo bellico;  1941;1944, vicende dolorose della famiglie: da sfondo era la frazione di Sirico con i suoi tradizionali nomignoli. Il fratello dell’autore,  Giovanni un sottoufficiale di Marina;  Su di una nave militare ci fu un naufragio, e del fratello di Giacomo non si seppe più niente. Disperso in mare! due anni dopo un altro fratello, Lino, scomparve, preso da tedeschi che avevano compiuto l’eccidio di Nola prima di assestarsi a Montecassino. Il papà lascio anche lui la vita terrena. Ecco spiegato il lasciare la sua terra, per fuggire ad eventi e il suo trasferimento in Croazia a Fiume in Istria. Come un passerotto in gabbia l’autore Scotti vuole uscire dalle angustie familiare. Vola via. Via da Saviano! Ecco la nostalgia come chiave unica e privilegiata.  Tema ricorrente nelle poesie. Nostalgia della primavera campagnola, i colori di contadini detti “cafoni” nel senso buono del termine.  Centro l’eterno ritorno in termini di filosofia essenziale. Kant ne parlava della nostalgia: “ Prima ancora che sia il desiderio del ritorno in un luogo è in un tempo. Ethos esistenziale! I medici del 700 avevano dato la definizione di nostalgia. Un esempio erano, in una certa epoca, i soldati inglesi, che volevano tornane. Un medico pensò, a tal proposito,  che si trattasse di umore del paziente. Ecco perché a quei tempi,  il medico si chiamava medico e filosofo. Tornado al concetto dell’uscire dalla gabbia; “Libro attraente e che ha una lettura che rapisce. Una scrittura comunicativa del tipo giornalistico”; ha proseguito Ammirati. “Ha elementi essenziali del dire”.  Sulla stessa lunghezza d’onda;  Diego Zandel ; sono sue parole:  “Una produzione continua di libri anche se l’autore non usa il computer. Usa la macchina da scrivere; Un libro che mi ha particolarmente caro. Tra i primi che ho pensato di pubblicare  ho scelto Giacomo Scotti;  lo sento come un fratello maggiore poterebbe essere mio padre. Abbiamo scritto un saggio assieme per il premio Nobel della allora Iugoslavia: Ivo Andrić. Ci tengo molto alla diffusione della lingua italiana. Ha scritto libri sulla storia partigiana: storia che poche i conoscono. Con raffronto di documenti. Un libro autobiografico, libro di nostalgia. Storie tragiche di scontri e di famiglia. Un fratello morto; Affondamento della nave Zara. Racconti inseriti in un  contesto storico.  Due mari che lui ha  amato: il Tirreno e  Adriatico. Giacomo ha dato vita a “La voce del popolo” è un giornale in lingua italiana. Un rivista, un quotidiano che esiste ancora oggi. In tal contesto vi sono personaggi in redazione ricordati con affetto scherzoso. Questa terra raccontata e c’è un cane che lui ricorda in particolare. Deliziosa capacità di scriver delle favole da parte dell’autore: sa come si parla ai bambini e bisogna saper raccontare.”  L’autore, ha concluso,  ha ancora un animo da bambino. È la sua forza! Diego Zandel inoltre  ha concluso il suo intervento con il tema dell’Editoria in crisi: dei libri se ne vendono pochissimi.  C’è bisogno di cultura. IBook sono, è un dato inconfutabile, invece son molto diffusi. Damir Grubisa, Ambasciatore della Repubblica di Croazia ha precisato, esordendo con una battuta; sono sue parole: “l’ambasciatore è una persona per bene pagata per mentire sul suo paese”. Ora non ho bisogno eludere la verità. Perché parlando di Giacomo Scotti parlo di una personalità unica di cui ne sono orgoglioso. Ha dato un  contributo di amicizia tra Croazia e l’Italia. Lui produce più di quanto io possa leggere, ci vuol un gran energia. Nelle sue opere l’autore riscatta l’immagine dell’italiano nel periodo del dopoguerra. C’era l’immagine di un italiano occupante con relative nefandezze.  Ma c’era una minoranza che ha sostento invece la resistenza contro il fascismo. Martiri della nostra resistenza e della nostra libertà in riferito al gruppo etnico italiano. Oggi l’italianità è fuori dubbio. L’autore  ha riscattato l’italiano che ha dato un contribuito anche a livello culturale. Abbiamo conosciuto scrittori italiani con intento di riappacificare e gettare ponti tra due popoli. Il presidente Napolitano ha insignito l’autore del titolo di  Commendatore. Ruolo, importantissima  figura; Saviano non è solo il nome di uno scrittore ma il paese di Scotti un campione di pace e conoscenza tra i due popoli.  L’ambasciatore ha concluso citando un autore come Machiavelli e una sua massima:” A questo nome non occorre nessun elogio: lo parla da se”. Ha concluso l’autore. Ha ricordato quando ha avuto problemi con l’estrema destra locale. Circoli neo fascisti lo hanno attaccato. Ho tradotto i classici anche della poesia macedone prima ancora che fosse riconosciuta come lingua. Oggi ha affermato l’autore c’è ignoranza da non distinguer gli slavi dai croati. Quando da noi c’era analfabetismo  non c’era un croato che non aveva licenzia elementare! A parere dell’autore, Mussolini ha cancellato 5 secoli di cultura  e lungimiranza con la sua invasione. C’era rimasto rancore. Non erano gli italiani era stato Mussolini. Spesso ha precisato l’autore si guarda al dolore nostro: c’è anche quello degli altri da guardare! 350 mila fucilati, erano civili; quindi non solo le foibe. Ora c’è bisogno di Ponti. Adesso la Croazia fa parte dell’ U.E. siamo fratelli! Per me afferma Scotti è stata una guerra civile. Questo è estendibile in tutto il mondo dove ci sono 28 milioni di italiani. Ha ammesso l’autore, in una sua frase significativa : “Non sono un grande credente sono rimasto di sinistra ma Papa Francesco è più a sinistra di me. Spero che porta amicizia tra popoli”. Un ponte anche attraverso la manifestazione del Carnevale savianese, dove in tale ambito si parla di un possibile gemellaggio tra le due realtà territoriali. Scotti ha concluso il suo intervento con una constatazione : “Quando se è lontani si è più italiani! Quando si parla male dei miei fratelli croati io dico che non li conoscete”.

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