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Saviano : Rassegna Teatrale di Saviano, XIII edizione

La Monade ha presentato "Panta Rei" - Una favola a teatro per tutte le età

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Saviano –Teatro Auditorium. Uno spettacolo gradevole, un atto unico per ricordare il mondo delle favole; una storia semplice per una morale per i più piccoli d’età e non solo. Consenso di pubblico per l’iniziativa. L’associazione “C.R.S. La Monade”, ha presentato “Panta Rei” Pierino e il lupo “ uno spettacolo per tutte le età”, in collaborazione con il Musical Art di Benevento,  alla XIII edizione della Rassegna teatrale di Saviano. Uno spettacolo che si articola tra diverse componenti:  il ballo della Musical Art, la poesia di Salvatore di Giacomo, l’origine della fiaba.  Frammenti tratti da “Cenerentola” per introdurre, poi, la fiaba musicale “Pierino e il lupo”. Un  Racconto musicale, quest’ultimo, di Sergej Prokofiev, che fu un compositore e pianista sovietico scomparso a Mosca  nel 1953, con libero adattamento di  Mario Grazio Balzano, regista dell’associazione “C.R.S. La Monade”. La vicenda, narrata in scena:  dopo un interessante prologo introduttivo dello stesso Mario Grazio Balzano, appare la cenerentola in scena con tanto di una scopa vecchio stile, di quelle che si usavano un tempo. Una personaggio interpretato da Rosaria Annunziata, che in alcuni tratti ricorda “ La gatta Cenerentola” di Roberto De Simone, un opera teatrale scritta e musicata nel 1976; a tal proposito; la scena di una matrigna e di un baule che assume un significato ben preciso nella proposizione scenica. Il lavoro si riferisce, ovviamente, alla fiaba omonima contenuta ne Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile. Una matrigna interpretata da un attore di sesso maschile che veste abiti femminili, per sottolineare, caso mai c’è ne fosse maggior  bisogno, la bruttezza interiore del personaggio stesso. Successivamente la seconda parte dello spettacolo che non crea suddivisione ma è nel continuo di un genere favolistico e immaginario: Gli attori vestono i panni, con costumi caratteristici, di questi personaggi fiabeschi. Pierino è l’ impercettibile eroe in  una favola che ha un  messaggio elegante; come tutti si trova in relazione con degli amici; il Gatto, l’Uccellino, l’Anatra, alleati fedeli, il Nonno e i Cacciatori e un prestabilito nemico: il Lupo. Quest’ultimo, il lupo, divora l’Anatra, ponendo le basi di una piccola tragedia a giudicare dalle piume sparse in scena. Ma il Nonno soccorre Pierino col trovare i Cacciatori, i quali catturano il Lupo, recuperano l’Anatra che torna a nuova vita.  Tutto  il mondo ristretto infantile recupera  la consueta serenità. E come finiscono le favole: “ E vissero felici e contenti”. Potrebbe  essere un nuovo sottotitolo del racconto scenico: “Un buono, un cattivo e un appagato fine”. La favola di  “Pierino e il lupo” è un inusitato strumento educativo.  Esiste di certo una morale, antica di secoli, come sono vecchie le favole. Esopo, è il caso di ricordare, era uno scrittore dell’antica Grecia, e le sue favole ebbero grande influenza, didascalica, educativa, per il suo tempo; circa 620 – 564 a.c.”. Ogni personaggio è connaturato musicalmente da uno strumento o da una piccola amalgama di strumenti, significativo a tal proposito, l’insieme di  immagini proiettate sullo sfondo del palcoscenico con dei tratti e disegni in una sorta di cartoni animati. Ecco spiegato, ed assumo particolare significato, gli archi per Pierino, il flauto per l’Uccellino, l’oboe per impersonare  l’Anatra, il Clarinetto per il gatto, il fagotto per il Nonno, i tre corni per il Lupo, timpani e grancassa per i Cacciatori; arrivati in scena, in tono militaresco, con dei fucili e tanto di elmetto in testa. L’opera vuol, essere, nelle sue intenzioni, soluzione ideale per educare i ragazzi.  Prokofiev, in Pierino e il lupo, non insegna solo a individuare timbri musicali. La sua scrittura fiabesca educa con energica efficacia alla semantica musicale. Si associa  qualcosa di fulmineo nel tema aderente al Gatto. Quel portamento ambiguo, interpretato in scena da una ragazza con un costume di color nero,  racconta alla perfezione la coscienza di chi ha qualche ragazzata da scontare. Successivamente il suono affidato al flauto per dipingere il volo acrobatico di un Uccellino. In seguito il mormorio di un nonno, che affettuosamente si trova costretto a dire spesso una parola di diniego.  Per indicare qualcosa di spaventoso e nello stesso tempo boschivo, ringhiante, aggressivo, un suono affidato ai tre corni per tratteggiare le sembianze del Lupo. Si delinea  il vero celato di Pierino e il lupo: insegnare il potere allusivo della musica, creando interdipendenze assolute tra immagini e suoni. Come si legge in un recente comunicato: Il messaggio più semplice: insegnare senza dare l’impressione di farlo. Prokofiev, sicuramente,  pensava a qualcosa di molto più grandioso, e se non ci vi era  un’orchestra vera, la si può  certo immaginare tramite i suoni e la danza”. Un’orchestra reale neanche  c’era, nella proposizione sul palcoscenico savianese, ma in effetti delle sagome di cartone ne davano un idea eloquente. Di certo: L’associazione “C. R. S. La Monade” opera sul territorio da oltre un trentennio con progetti riguardanti la ricerca e la sperimentazione della comunicazione. Numerose sono le collaborazioni con scuole di ricerca teatrale, i corsi di aggiornamento ed i progetti attivati presso l’Università di Salerno e l’UNICAL. Completano il quadro degli attori: Pasquale Ambrosino, Antonio Anzalone,  Gaetano Ciampa, Martina Formichella, Valentina Girardi, Maria Silvia Mantini, Alessandra Masone, Ilenia Panella, Giulia Riso e infine Giuseppe Romano. Da menzionare la voce narrante in scena del regista Mario Grazio Balzano.

Antonio Romano

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