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Saviano Teatro Auditorium – “Don Pascà passa ‘a vacca” proposto dal gruppo teatrale “Raffaele Reppucci “ da Marigliano

comunicato da Antonio Romano per radio piazza news

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In scena “Don Pascà passa ‘a vacca”, proposto dal gruppo teatrale “ Raffaele Reppucci”, gruppo proveniente da Marigliano, per la regia di Antonio Cerciello. Consenso di pubblico che ha affollato la sala Auditorium.  L’opera proposta è un testo, una rielaborazione  di  Gaetano di Maio tratto dal celebre “Don Pascà passa ‘a vacca” di Petito. La trama è così descritta, sinteticamente: l’epoca in cui è ambientato il racconto scenico è il dopoguerra.  Protagonista della vicenda scenica è una famiglia molto povera dove la fame e la miseria dettano la loro legge in modo spietato e implacabile. In quello squallore subentra l’inatteso; il ritorno, improvviso, a casa, dopo venti anni, dello zio d’America, fratello del padrone o meglio l’affittuario di casa. Era un epoca in cui chi tornava dall’America, doveva rientrare necessariamente milionario! Era un poco questo il concetto dominante, almeno nell’opinione comune. Sta di fatto che i protagonisti della vicenda a questo si aggrappano, a questa speranza che il ritorno di un familiare da oltre oceano possa in qualche modo contribuire a migliorare la loro carente situazione economica e  familiare.  Il falegname Ciccillo, in scena interpretato da Roberto Rea e la moglie Concetta, ruolo affidato a Rosalia Paone, sperano, con l’arrivo di Cesarino dagli Stati Uniti, di risolvere tutti i loro problemi legati alla povertà. Questo significa  pagare i fitti arretrati e poter finalmente aver modo di pranzare o cenare,  regolarmente, come tutte le altre  famiglie. Altri personaggi subentrano in scena a complicare e rendere più intricata, più ironica, più fonte di comicità, la vicenda: L’irrequieta figlia Angelina, la vicina intrigante, il padrone di casa, l’esattore del fitto che arriva sempre, in scena,  in maniera inopportuna , caratteristica, autoritaria, fonte di ironia e comicità,  interpretato da Carmine Monda, che viene a riscuotere le rate dell’affitto senza tuttavia riuscirvi. Questo non perché, per quest’ultimo, gli occupanti del locale, in questione, chissà quale stratagemma hanno messo in campo ma perché  davvero non hanno un centesimo! Nel corso del primo atto, per una serie di equivoci e coincidenze, alcune persone, amici e conoscenti si invitano, arbitrariamente, a pranzo senza sospettare minimamente del momento delicato e precario che la famiglia protagonista vive.  Il protagonista cerca di spiegarsi  a più riprese ma è ostacolato dalla moglie che sembra proprio in imbarazzo ad affrontare una simile questione e del resto come spiegarsi  senza venir meno al suo, personale, senso di dignità, al mondo delle buone maniere. L’espressione, non di certo raffinata,  “passa ‘a vacca”, è un modo di dire del protagonista quando  non può rispondere direttamente; un’espressione ironica  con la quale indica, in talune circostanze, un mondo di abbondanza del tutto agognata e immaginaria. Nell’epilogo della vicenda il lieto fine. Il fratello che è ritornato dall’America, insieme ad una non meglio precisata segretaria che non indovina una parola italiana; è rientrato, non in maniera precaria e livello economico ma anche con dei dollari, molti soldi: aveva volutamente mettere alla prova i suoi familiari, nel senso buono del termine,  per una serie di motivi, fingendosi anche lui in miseria. La rivelazione di tutto ciò costituisce il vero colpo di scena: l’occasione propizia è  proprio quando il figlio del padrone di casa, di casata alquanto nobile e facoltoso, chiede la mano della figlia del povero falegname che è meno quotata dal punto di vista economico, anzi proprio per niente! Ecco che suo zio “d’America” propone una dote per la nipote, non tanto per mera formalità ma per rivendicare anche la dignità della sua famiglia. Il tutto avviene in un quadro di ironia e comicità, umorismo che non manca di originare qualche spunto per una buona e quanto mai opportuna  riflessione! Completano il quadro degli attori: Rosamaria Lombardi, Carmine Conelli, il fratello “americano”, Francesca Mautone che in scena è Miss Rosy, la segretaria dallo spiccato accento inglese o americano che sia, Rosanna Palma, Antonio Passaro, Carmine Vaia, Sandro Barisano, Vincenzo Caliendo, Nicoletta Esposito, Gina Vaia, Giovanni Monda e infine Marcello Esposito.  Meritano citazione chi ha lavorato dietro le quinte: Francesco Monda e Maria Carmelo Esposito, Antonio Jannuale, la direzione scenica di Ciro Esposito, la direzione artistica di  Nikla Spiezia, la scena di Raffaele Cerciello e la relativa realizzazione di Salvatore Esposito, la grafica di Angelo Montenegro, la grafica di Angelo Montenegro e altri ancora.Antonio Romano

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