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Saviano -Teatro Auditorium: il gruppo teatrale “ Gli amici del sig. G”; la proposizione scenica di “ Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo. In un momento in cui ricorre il trentennale della scomparsa del grande drammaturgo.

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Saviano : Questi fantasmi, commedia  di Eduardo De Filippo,  il lavoro scenico portato  sul palco savianese dal gruppo teatrale Gli amici del sig. G, compagnia teatrale proveniente da San Gennarello dOttaviano, per la regia di Gianni  Parisi. Consenso del pubblico per una commedia . La commedia fu scritta nel 1945. Fu la prima commedia di Eduardo rappresentata allestero, per la precisione il 7 giugno 1955 a Parigi, al Théâtre de la Ville Sarah Bernhardt, in occasione del “Festival internazionale d’arte drammatica”. Dellopera è stato tratto anche un film diretto dallo stesso Eduardo De Filippo ed interpretato da  Renato Rascel, Erno Crisa e Franca Valeri. Si ricorderà che nel 1962 venne realizzata una produzione per la televisione interpretata dallo stesso Eduardo. In seguito nel 1967, per la regia di Renato Castellani e con  interpreti illustri come Vittorio Gassman e Sofia Loren, fu tratto un film.Nella versione cinematografica si stravolge la commedia ricavandone una storia altrettanto interessante. La trama teatrale è così, sinteticamente, descritta: il sipario si apre con la scena al buio illuminata dalla luce di una candela a dar subito un senso di mistero. La luce fioca illumina la stanza abbastanza grande d’ingresso di un appartamento. Il portiere del palazzo, il portinaio Raffaele, interpretato da Alfonso Annunziata, fa strada a dei facchini che stanno con grande fatica portando nell’appartamento pesanti arredamenti. I facchini stanno per tornare al pianterreno ma il portiere del palazzo, dopo aver aperto delle finestre balconi che illuminano lingresso, vorrebbe trattenerli. È la paura dellignoto a dominare la scena già nelle battute iniziali. Questi fantasmi ancora presenti secondo le convinzioni di alcuni personaggi. In seguito l’arrivo del nuovo dell’inquilino Pasquale Lojacono interpretato da Ciro Giaquinto. Arriva con una gallina stretta sotto il braccio, ormai morta, estinta casualmente, e con, nelle mani, una gabbietta con un canarino. Pasquale si lamenta di avere aspettato inutilmente i facchini ma Raffaele li giustifica dicendo che è stato lui a trattenerli per la paura di rimanere solo in quel luogo particolare infestato da identità ignote. Pasquale si meraviglia dell’eccessiva paura del portinaio ma questi gli racconta che quel palazzo è molto antico, risale alla dominazione spagnola. Allora il grande di Spagna Rodriguez Lòs Deriòs come pronuncia goffamente  Raffaele il portiere del palazzo, che aveva, capito che sua moglie lo tradiva, si appostò di nascosto e sorpresi i due amanti li aveva fatti murare vivi nella stessa stanza. E come se non bastasse, racconta Raffaele, la sua stessa sorella, Carmela, interpretata da Melania Fucci, aveva visto un entità misteriosa vagare in quel luogo e da quel momento, per lo spavento, si erano imbianchiti i suoi capelli e aveva perso luso della ragione. Pasquale comincia a preoccuparsi e a considerare tutto lintorno e la succedente paura. Prima di tornare nella portineria, Raffaele riferisce per quel che era stato incaricato; quasi delle condizioni contrattuali di affitto al  nuovo inquilino. Le  condizioni: dovrà fare il giro dei sessantotto balconi attirando l’attenzione dei vicini magari battendo dei tappeti. Un modo come un altro per far intendere alla gente che cè vita in quel luogo e  non creda più che lo spazio abitativo sia contagiato dai fantasmi, da ignoti fenomeni. Pasquale accetta tutte le più che mai stravaganti condizioni: in un certo senso è un occasione per cambiare la sua vita e quella di sua moglie. Decide perciò di rimanere nonostante i fantasmi: vuole trasformare l’appartamento in una pensione e in questo modo sistemare la sua ormai critica situazione  e riconquistare la considerazione e l’amore, ormai evanescente, di sua moglie Maria. Nel frattempo i facchini hanno portato un grande mobile che hanno sistemato nell’ingresso. Pasquale lascia la stanza d’ingresso per parlare con sua moglie, nel frattempo sopravvenuta in scena. Nella stanza d’ingresso, ormai vuota, si aprono  i battenti di un grande armadio dal quale esce un giovane che mette su un tavolo un mazzo di fiori e un pacchetto: ciò fatto ci cela, nuovamente. Pasquale rientrato nella stanza nota i fiori e chiede alla moglie se ne sa qualcosa. Alla risposta negativa, pensa che evidentemente i fantasmi lo abbiano preso in simpatia portandogli dei regali di accoglienza. In realtà il “fantasma” benefico è Alfredo interpretato da Luigi De Risi, un uomo sposato, divenuto l’amante di Maria interpretata da Rosa Catapano, che vuole convincere a lasciare il marito: egli con i suoi denari penserà a consolare dell’abbandono Pasquale fornendogli, di nascosto, nelle vesti del fantasma ovviamente, tutto quanto di cui ha bisogno per avviare la sua pensione, la sua nuova attività. Mentre Maria e Alfredo, uscito nuovamente dall’armadio, stanno parlando, torna Lojacono allontanatosi di casa per acquistare delle candele. Pasquale, stupefatto e terrorizzato, scorge Alfredo: è convinto di aver incontrato il fantasma buono. Alla ripresa del secondo atto, la commedia prosegue con la classica, ormai  più che famosa negli ambiente teatrali, scena di Pasquale che, tranquillamente seduto sul balcone, sta chiacchierando con il professore del balcone di fronte, che di fatto non campare mai sulla scena teatrale, spiegandogli come basti poco per essere contenti: un caffè preparato con cura da se stesso con tecniche personali e consumato fuori dal proprio balcone. Le cose non vanno proprio bene per il, protagonista, nonostante i generosi aiuti del benefico “fantasma”  che spesso fa trovare somme di denaro nella sua giacca, quasi fosse una miniera doro, nessuno ha ancora frequentato la sua pensione. Pasquale, tutto sommato, sostiene che non gli importa tutto il mistero, egli vuole vivere agiato e non si fa domande sulla provenienza di tanta fortuna. La moglie, convinta che il marito sappia della sua relazione, e la scusa dei fantasmi è solo un modo ironico di affrontar largomento, è ormai decisa ad estreme conseguenze. Pasquale, invece, crede veramente nell’aiuto impenetrabile ed ora è sempre più disperato perché il fantasma buono sembra averlo, senza ragione, abbandonato non facendogli più trovare banconote. Pasquale tenterà uno stratagemma per sorprenderlo e chiedergli spiegazioni. Finge di partire, ma invece si nasconde sul balcone. Il suo piano avrà conseguenza: sorprende Alfredo venuto in quel luogo per la sua amante. Pasquale l’implora di aiutarlo e di non abbandonarlo altrimenti perderà tutto ma soprattutto sua moglie che in fondo ama intensamente. Alfredo comprende come stanno le cose e sta al gioco di fingersi effettivamente un fantasma, convinto della inesperta buona fede di Pasquale, gli lascerà sul tavolo, annunziandogli la sua definitiva scomparsa, un quantità consistente di denari i quali dovevano servire, per ogni evenienza durante la sua fuga con l’amante a cui ha ormai declinato. Pasquale, esaltato dalla gioia, contando i biglietti di banca e mostrandoli al professore dirimpettaio che casualmente assisteva alla scena sul balcone di fronte, lo ringrazia per avergli suggerito lo stratagemma della finta partenza. In quel contare avidamente, in maniera allucinata, quasi convulsiva, la grossa somma di danaro si chiude il sipario.  Completano il quadro degli attori: Michele Palma, Tania Giugliano, Raffaele Annunziata, Salvatore Giaquinto, Anna Ragosta, Martina Miranda e infine Antonio Franzese.

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