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Saviano – Teatro Auditorium – La DM Art Academy diretta da Nunzio Della Marca, in scena, con “‘O cecato ‘e Santa Lucia” libero adattamento di “Gennaro Belvedere testimone cieco”– Riadattamento e Regia di Nunzio Della Marca.

RADIO PIAZZA SPETTACOLO

Saviano – La compagnia DM Art Academy diretta da Nunzio Della Marca ha proposto al pubblico ” ‘O cecato ‘e Santa Lucia”, di G. di Maio, una commedia gradevole. Notevole consenso di pubblico. Una commedia dinamica dai toni alti e ritmi serrati per un gioco di squadra apprezzabile. La trama: L’esilarante storia di un capofamiglia dedito a vivere di espedienti. Un’opera che offre, in un contesto comico, uno spaccato reale sull’esistenza. Il quadro familiare e vicini, la figura del prepotente, assistenti sociali impegnati nel loro lavoro, questi sono i protagonisti. Simulazione nella finzione! Dietro l’aspetto stereotipato, si nasconde una disperazione mascherata dalla simpatia e dalla capacità di adattamento. Le tragicomiche avventure della famiglia Belvedere: una casa povera; la scenografia ha voluto rendere l’idea con dei pannelli che raffiguravano l’aspetto sgretolato. In tale situazione scenica vive o meglio sopravvive Gennaro Belvedere interpretato da Francesco Della Marca con sua moglie Carmela interpretata da Maria Della Marca, sua nipote ” Pupetta”, ruolo affidato a Ilaria Partinico, e il relativo consorte. Gennaro si finge cieco per cercare di guadagnare da vivere. La modifica del corso degli eventi: avviene un agghiacciante omicidio al quale Gennaro, suo malgrado, assiste. Un testimone ” cieco”! La vicenda s’ingarbuglia ancora di più; per un controllo sanitario, giungono gli assistenti sociali che, commossi, si lasciano persuadere, in un primo momento, mantenendo una certa diffidenza.  Gennaro Belvedere: come si nota un cognome studiato ad arte, dovrebbe sottoporsi a una rischiosa operazione che potrebbe, di sicuro, far recuperare la vista! Da un lato il personaggio principale deve dimostrare di vedere, per evitare di essere operato, dall’altro deve sfuggire alla realtà della quale è testimone. Un dilemma scenico! Vari gli aspetti e ruotano intorno alla figura del protagonista: una storia d’imbroglioni, colpi di pistola, sentimenti e vendette, di soldi che arrivano come piovuti dal cielo, e altro. La storia ci offre una spassosa vicenda ma anche un tema, è a tutti noto, attuale, quello dei “falsi invalidi”. I fatti e i dati di cronaca: ciechi dichiarati che non sono tali che passeggiavano tranquillamente. Il quadro completo degli attori: Maria Della Marca, Francesco Della Marca, Davide Tuccillo, Ilaria Partinico, Rosario Lo Savio, Luigi Nunziata, Giuseppe Sepe, Nunzio J Della Marca, Rosita Cirillo, Rosa Carrella, Gaetano Nunziata, Alfonso Esposito, Angela Sabbatino, Beatrice Moccia, Martina Ambrosino, Giovanni Sorrentino, Mario Simonetti, Felice Simonetti, Sofia Brancaccio, Federica Forino, Katia Forino, Carmine Castaldo, Aniello Aliperta, Lucia Castaldo Tuccillo, Linda Giugliano, Renato Cancelliere.  Esaminando, in conclusione, l’intera vicenda scenica: “È proprio vero che i soldi fanno venire la vista ai ciechi!” L’angoscia del personaggio è dominante. Riflessione sul disagio sociale!  povertà morale. Piaghe sociali di grande gravità ma qui trattati nel campo dell’ironia. Il personaggio, di primo piano, ha una frase abituale; ultimamente pare molto affaticato; lui stesso, ammette in modo lapidario:  “La vita mi fa schifo e la morte mi fa paura!”. La coppia ha dei vicini, a completare e condividere il quadro della condizione economica disagiata, che entrano in scena da una porta centrale con una piccola scala interna. Gli  eventi richiedono dinamicità descrittiva; dei vortici di situazioni. Gennaro Belvedere, nome non proprio adatto a un falso cieco, avrebbe avuto la possibilità di evitare la spiacevole situazione in rapida successione se fosse rimasto al suo posto solito per l’accattonaggio quotidiano!  Invece prevale la fuga precipitosa. In seguito la visita del killer, la visita della vittima; almeno è quello che, in un turbinio di emozioni, si crede! La continua irruzione di assistenti sociali! L’offerta in denaro per pagare un silenzio divenuto imbarazzante! Alla chiusura del sipario la scelta appare anche ovvia : “I soldi ridanno la vista a ciechi!” come afferma un antico proverbio. Gennaro Belvedere è orientato verso l’opportunità; quella per pagare il silenzio; un milione di lire più arretrati! Stranamente si cercherà una scelta legislativa opportuna per il killer reso più umile per la nascita di un suo figlio! L’uso del denaro, in forma impropria, è un tema della commedia; è la ricerca affannosa, per la sopravvivenza. In una circostanza Belvedere, ha la solidarietà di tutto il quartiere; fa eccezione una sua prossima “fidata” persona ricavandone dovuto compenso! Afferma: ” Giuda ha venduto nostro Signore per trenta danari…. Io sono stato venduto per ventimila lire”. Ironia di genialità scenica è più che evidente nella stessa revisione critica della trama: un cieco che si chiama Belvedere nato a Bellavista; il 13 dicembre!  Il giorno di Santa Lucia; una discendente diretta che fa di cognome quattrocchi; il delitto avviene al quartiere Santa Lucia! Troppe coincidenze e ironia della sorte!  Afferma un noto scrittore, nel suo capolavoro letterario, forse a proposito di uso di denaro e vita connessa:  “La vita, la sventura, l’isolamento, lo abbandono, la povertà, sono campi di battaglia che hanno i loro eroi, eroi oscuri a volte più grandi degli eroi illustri”.  Inoltre in una frase di Bernanos : “Un ventre di un miserabile ha più bisogno d’illusioni che di pane”. Illusione, si potrebbe estrapolare, che potrebbe dare il denaro! Sì potente da ridare la vista! Affermazioni da prendere con le dovute cautele in un campo di definizione dell’ironia; fattezze attinenti al luogo teatrale.
Antonio Romano

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