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Saviano – Teatro Auditorium- “Memoria o ricordo?” Un momento di riflessione – Un convegno sulla giornata della memoria.

Saviano –L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, alla parrocchia San Miche Arcangelo, dell’Immacolata Concezione, San Giovanni Battista e infine della parrocchia di S. Erasmo. Si è trattato di un momento di riflessione sulla giornata della memoria.  Una tematica che ha implicazioni storiche; come emerso dal dibattito, vi è stato un riferimento all’attualità in tema d’immigrazione, questioni sociali e altro. Si è parlato di quello che furono, tra altro,  durante il secondo conflitto bellico, i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese. Prima dell’inizio della manifestazione vi è stato un momento di presentazione da parte del Sindaco, di Francesco Iovino Consigliere della città metropolitana di Napoli. Sono intertenuti sul palco i presidenti delle sezioni locali dell’azione cattolica: Carmine Trocchia, Michele Romano, Carolina D’Ascoli. Presenti i parroci delle locali parrocchie di Saviano: Don. Andrea Pesapane, Don Salvatore De Simone, che ha tenuto, sul palco, un discorso sull’argomento, Don Paolino Franzese, Don Peppino Doria. In seguito, con la presenza di Nicoletta Rescigno in qualità di moderatrice, presentatrice, il momento del convegno vero e proprio con l’intervento di Pasquale Piccolo, Presidente dell’associazione “Populorum progressio”. Dopo il dibattito e le domande poste dal pubblico ci sono state le conclusioni affidate a Don Paolino Franzese. La serata ha visto la proiezione di un breve ma efficace filmato a carattere storico e alcuni momenti musicali, con brani adatti alla serata, eseguiti col violino quale strumento musicale,  da parte di  Andrea Esposito. Afferma Don Paolino Franzese nel corso del suo intervento, conclusivo, in relazione ad una visita nei luoghi denominati Auschwitz-Birkenau: “Quando si va nei campi di concentramento c’è una sola cosa che parla ed è il silenzio; quel silenzio che è più tangibile di ogni altra parola. Il silenzio dei campi di concentramento è veramente assordante! La memoria ci fa fare almeno tre cose: la prima è che ci spinge, ciascuno di noi, a cambiare noi stessi senza pretendere di cambiare gli altri; la memoria ci fa ricordare ciò che è accaduto può accadere ancora e in ultimo la memoria ci indica, ogni giorno, le vie che dobbiamo intraprende ma anche le vie che dobbiamo evitare. È stato detto non c’è un giorno della memoria! Perché ogni giorno dobbiamo fare memoria. È memoria ogni giorno in cui un uomo muore annegato; è memoria ogni giorno in cui un bambino viene maltrattato; è memoria ogni giorno in cui un uomo non viene accolto e viene respinto; è memoria ogni giorno in cui una donna viene violentata. È memoria quando un adulto viene considerato uno scarto; è memoria quando tra noi non costruiamo ponti ma alziamo i muri. Allora è memoria ogni giorno! Non solo, una volta l’anno, il 27 gennaio. Siamo figli di un unico Dio e non dobbiamo mai sentirci rivali”.

Antonio Romano

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