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Saviano – Teatro Auditorium- Rassegna Festival Città di Saviano – XIV edizione – In scena i Matt…attori con “Il mondo è fatto a scale…. c’è chi scende e c’è chi sale” di Thomas Mugnano

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Saviano –   Consenso di pubblico per l’opera proposta nella stagione teatrale: si tratta di “Il mondo è fatto a scale…. c’è chi scende e c’è chi sale” scritta e diretta da Thomas Mugnano. Una proposta teatrale nell’ambito della XIV edizione, Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano nell’ambito delle attività sociali. La  Rassegna è dedicata  a Carmine Mensorio, personaggio di rilievo, di primo piano, di origine savianese, della politica italiana. In platea la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese a far gli onori di casa. Circa la trama l’autore ha immaginato un condominio. Lo spettacolo ha avuto un anteprima con la proposizione di un monologo nell’interpretazione di Mirko Mugnano, dal titolo “ Faccio l’attore perché “ di Stefano Tosoni. Un monologo apparentemente staccato dalla vicenda scenica ma pienamente inserito nel  contesto mondo dello spettacolo. Si parla di un personaggio aspirante attore in un dialogo con la propria madre; in tal modo vengono fuori  le aspirazioni, le nevrosi, i timori, i traguardi proposti ed altro. All’apertura del sipario vi è la proposizione dell’intera azione che  si svolge nell’atrio del palazzo dove vi è la portineria; una distinta cabina con uno schermo da computer e una divisa da portiere, appesa ad un attaccapanni, che il personaggio difficilmente vuole indossare; vuol esser meno formale.  Una scala di notevoli dimensioni è posta la centro della scena; è lì che entrano, salgono e scendono i diversi personaggi; gli abitanti del palazzo di diversi strati sociali. Un distinto professore con un cappello da intellettuale interpretato da Gennaro Meo, un giovane con la passione del rapper, un inquilino che scende per buttare il sacchetto di immondizia, una venditrice di pubblicità e volantinaggio, una dottoressa, un addetta alle pulizie, un venditore a domicilio. Inoltre un postino con difficoltà di linguaggio, un bambino piccolo d’età ed altri fanno la loro comparsa da un uscita laterale contornata da due colonne dalla quale si accede all’esterno. Il distinto professore spesso scambia qualche parola col portiere di palazzo! Spesso si fa condizionare dagli eventi, da ragionamenti del caso anche nelle cose più futili. Una di queste è eclatante! una volta che il discorso si era  spostato sullo sport, il calcio in particolare, da tifoso della squadra del Napoli calcio cambia squadra a favore di un’altra. Nel caso specifico la Juventus. Un dettaglio che ci dice qualcosa circa ambientazione contemporanea dell’opera! Fanno la loro comparsa anche le signore che abitano il palazzo. Quest’ultime poco avvezze a farsi gli affari propri sanno di tutto e di più. A loro, esperte in materia, non sfugge certo un distinto signore, ruolo affidato ad Antonio Alfano, che va a Milano a lavorare lasciando sola, in casa, la moglie. Quest’ultima è al centro del racconto scenico; fatto strano che di recente davanti alla sua porta le donne del palazzo avevano inteso, strani rumori provenire dall’appartamento! Rumori inconfondibili e senza prudenza alcuna, che di solito avvengono in un rapporto sessuale, in un amplesso coniugale amoroso.  Le signore di palazzo immaginavano la coppia in un momento di ordinaria intimità! Ma la loro sorpresa e totale quando si rendono conto che il marito della signora era fuori sede per motivi lavorativi. Il momento è sottolineato con una sorta di fulmine a ciel sereno, con un secondo di buio scenico alquanto suggestivo e un rumore cupo che invade la scena! La signora, interpretata da Antonia Tudisco, aveva, non c’erano dubbi, un amante! Ne fanno una situazione di principio! Le briose donne del palazzo devono scoprirlo assolutamente! Ne va di mezzo il loro prestigio la loro reputazione di esperte in indiscrezioni. Le donne del palazzo, non sono dei personaggi emblema di  negatività! usano, in tal modo passare il loro tempo; un modo come un altro di dialogare tra di loro, scambiarsi un opinione, superare la noia! Ma come spesso accade il loro fare va oltre le aspettative e genera le ovvie conseguenze. Il portiere del palazzo interpretato dallo stesso autore Thomas Mugnano ha il suo bel da fare a gestire quel via vai. Si assenta spesso, molto spesso, lasciando in portineria la moglie e la figlia. La vicenda diventa una caccia al colpevole dai contorni quasi investigativi. Tra la sorpresa generale lo stesso portiere è l’amante della signora! Sorpresi nella stanza, scendono, in fuga, verso l’atrio del palazzo; il loro abbigliamento, ridotto ai minimi termini, non lascia dubbio; erano stati colti in flagranza di reato. Il marito della signora impugna un vistoso coltello con intenzioni ostili e tutti tentone di ridurlo a più prudenti consigli! La trama si connota di elementi sotto forma di monologhi; la signora ammette il suo cadere ma annovera tutta una serie di circostanze validamente vere; un attenuazione e non giustificazione, che è una descrizione quasi poetica. Un marito preso dal suo lavoro al punto da sacrificare vacanze, affetti e quant’altro! Cosa più grave la non considerazione di aver magari dei figli, di esser una vera famiglia nel senso più usuale del termine. Non miglior sorte tocca al portiere, inutili le sue attenuanti di un momento di debolezza; la moglie e la figlia, con delle loro cose di prima necessità in un trolley abbandonano la loro casa. Il monologo finale che segue è una riflessione; quelle del portiere del palazzo lasciato solo. Una riflessione sul mondo del cedere alla debolezze proprie della lussuria; a nulla valgono le convinzioni più consolidate di un essere dominate e che deve assolutamente dimostrare di esser tale. Quell’essere, dopo il caos scenico in una calma dolorosamente  piatta, ora è tremendamente solo! Un pentimento tardivo e che pone l’accento sulla futilità di alcune situazioni di vita  e che meritavano un diverso discernimento! Meritano citazione gli attori; il cast completo oltre l’autore Thomas Mugnano: Carlo De Vivo, MariaRosaria Ruotolo, Antonia Tudisco, Alice Grandi, Giuseppe Tudisco, Filippo De Simone, Mirko Mugnano, Antonio Alfano, Maria Luisa Gremito, Anna Mugnano, Ciro Mascolo, Mikela Russo, Carmela Russo, Anna Napolitano, Monica Chiancone, Rosa Miele e infine Gennaro Meo il Presidente dell’associazione i Matt…attori.

Antonio Romano

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