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Saviano – Teatro Auditorium – Rassegna Festival Città di Saviano XV edizione: in scena la compagnia “ I Contrattori” con “Adelaide “di Fortunato Calvino.

Saviano – Chiusura della Stagione teatrale; in scena la compagnia “ I Contrattori”, con “Adelaide “di Fortunato Calvino per la regia di Antonio Vitale e l’aiuto regia di Laura Alaia. In scena una vicenda che genera, pathos, sensibilità, umanità, violenza; in sintesi le emozioni che l’animo umano, in particolari momenti, percepisce, esprime, subisce. Consenso molto ampio di pubblico per l’evento. Si tratta di una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza di alcune autorità: il Sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, il Consigliere Metropolitano, Francesco Iovino, il Senatore, Francesco Urraro che hanno tenuto un breve discorso di saluto ai presenti. In platea la presenza dell’autore della commedia, Fortunato Calvino.  Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione musicale da parte di Maria Luigia Esposito; un doveroso omaggio, una canzone dedicata a tutte le mamme. Una trama intrecciata da incredibili vicende e paradossali enigmatici eventi. “Adelaide “ è la storia scenica; formalmente sì surreale, in alcuni contesti, drammaticamente attuale! Il tema dominante è il quotidiano compromesso con il disagio, povertà morarle, rabbia; il quotidiano inferno addosso! Un personaggio, ruolo affidato ad Antonietta Sorrentino, entra in scena su delle pause musicali; delle note accennate malinconiche che invadono la scena e scandiscono le pause e i tempi di riflessioni. Lì il tempo si ferma e quelle note musicali e magiche sono giudizi di una coscienza critica che urla, anche se è dolce il suo canto! È ovvio che quel personaggio sia invisibile; nessuno lo nota, anche se un accenno a rivolgergli le parole esiste a un certo punto del racconto. Da sfondo è un normale appartamento; ben curato e fiori in ogni angolo; un letto che se potrebbe in qualche maniera comunicare avrebbe di che discutere! Un piccolo televisore, di quelli che ormai non si usa più, completa il quadro dell’idea  del bell’arredamento se pur annebbiato da un velo di tristezza! L’inclinazione dei personaggi e tremenda! molti sono stati i potenziali clienti di “Adelaide “! “Anime in continuo vagare con  la nostalgia anomala di una vita mai vissuta”; concetti che s’intuiscono dalla lettura di alcune note di regia.  Un personaggio di nome Patrizia, interpretato da Rossella Di Lucca, ha parole di grande affettuosità per il suo amato del quale sente la chiamata alla condivisione di una vita futura! L’abisso è troppo forte! Il delitto quale ultimo stadio è solo l’ultima tappa di una via fatta di speranze disattese, di feroce e celata rabbia sociale, di armi di sopravvivenza gradualmente sempre più sbiadite. Prima della chiusura del sipario, nell’epilogo della vicenda e inevitabile situazione, Patrizia lascia cadere una potenziale arma del delitto; un grosso coltello che cade in un “silenzio rumoroso” e tagliente! Una storia che ha una situazione di grande impatto emotivo, c’è spazio per una sottile ironia scenica non per il credere all’incerto ma solo per evidenziare la sua spietatezza e cruda realtà. In sintesi le note dell’autore: “Adelaide “, interpretata da Eleonora Effe Flauto, come intuito, è una prostituta già avanti con gli anni; gli capita spesso di ospitare malavitosi, killer spietati, dar rifugio e assistenza loro quando sono feriti da bande avverse.  “ Un’intera umanità ha giaciuto in quel letto, crocevia di vizi e di piaceri e ora giaciglio per uomini lordi di sangue “. In breve una nuova attività con la quale sopravvivere! Un letto, simile a quello di un pronto soccorso, ancora, con modalità diverse, fonte di guadagno! Ogni tanto fa visita a “Adelaide “ un vecchio cliente interpretato dallo stesso regista della compagnia: è un avvocato ormai cieco e che trova motivo di astio nei confronti di Genny aspirante boss del quartiere! Quest’ultimo ha una fidanzata, Patrizia che non gli dispiacerebbe esser più considerata. Genny, ruolo affidato ad Andrea Fiorentino, ha altro per la testa secondo le sue nefaste ambizioni! Il tutto diviene teatro di uno scontro sociale; “violenti attori di un universo disgregato vittime e carnefici al tempo stesso” come afferma lo stesso autore!

Antonio Romano

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