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Saviano Teatro Auditorium- Rassegna Festival Città di Saviano – XV edizione – In scena la compagnia “Jamme …Ja” – Una proposizione scenica scritta da Nello D’Auria.

Saviano – Ennesimo appuntamento della stagione teatrale: in scena “la compagnia Jamme …Ja” con “Pentagramma a colazione” di Nello D’Auria che ne ha curato anche la regia. Notevole Consenso di pubblico per l’evento. Consenso di pubblico per l’evento. Si tratta di una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese, il Consigliere Metropolitano, Francesco Iovino. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione; una canzone cantata da Maria Luigia Esposito, presentatrice della Rassegna. L’opera teatrale si avvale di un sottotitolo scritto in lingua napoletana: “ ‘E note? Ce magnamme!”; Un nota, sì tradotta: “Le note? C’è le mangiamo!”, che ben introduce l’argomento trattato. Una commedia brillante; lo stesso autore sì introduce l’argomento in una nota informativa: “ La storia si svolge a Napoli. Il protagonista è un cantante classico melodico napoletano, egocentrico artisticamente decaduto, che si arrabatta a interpretare, senza successo, canzoni classiche napoletane e quelle cosiddette di “ Giacca”. “. È la storia di un conflitto generazionale in campo musicale e non solo.  Un diverso modo di osservare la realtà fin dai tempi più lontani, ha creato un rapporto tipico tra padri e figli, tra generazioni e da questo clima derivano: una relazione animata, inquietudini e certezze, spesso contrasti. Questi ultimi hanno da sempre sostenuto la tradizione sul conflitto generazionale; la tematica in tale opera teatrale si sposta sul termine Neomelodici che è stato usato per la prima volta nel libro “Concerto Napoletano” datato 1997, per descrivere un complesso e stratificato filone musicale sotterraneo che si contraddistingue dalla canzone classica napoletana. A replicare a tale identità e la musica rep e quanto ne deriva.  Proseguendo nel racconto della trama, altri straordinari personaggi entrano in scena; rompendo gli schemi consolidati potremo anche citare la presenza di un cagnolino in scena di nome “Elliot” e il suo assai moderato abbaiare; un amico del protagonista è un impresario che lo propone con pessimi risultati; In alcune feste di piazza il pubblico non gradisce per nulla l’arte del protagonista, disapprova il tutto attratto da nuove melodie e ritmi.  Per l’artista incompreso è un colpo basso, non solo moralmente! La sua situazione economica comincia a mostrare i tristi effetti, la sua consorte non fa altro che recriminare temendo i peggio: da qui si deduce il titolo dell’opera: “Pentagramma a colazione”; nel senso ironico, ovvio, di non potersi nutrire solo di musica quando quest’ultima non produce anche una giusta ricaduta economica.  A nulla valgono i consigli, dei familiari, per tentativi di cambiare genere musicale per provare una via alternativa più adeguata ai tempi contemporanei.  Enzo, questo il nome del protagonista interpretato dallo stesso Nello D’Auria è un perseverante nei suoi principi. Le sue convinzioni fanno da contrasto ai due figli di tutt’altra opinione nel panorama musicale: il primo è un neo rapper, interpretato da Peppe Nardelli e la seconda, una figlia soprano; ruolo affidato a Gaia Moschetti. Come quando accade la cosa più inaspettata, i fatti daranno ragione al protagonista: una fortuna enorme è all’orizzonte; un’impresaria, con l’accento dell’est, un’ucraina, le offre un contratto nel campo musicale. La situazione economica potrebbe essere di nuova florida anche se questo, portata inevitabilmente a esser lontano da casa per periodi piuttosto lunghi. Questa inaspettata fortuna non è proprio tale; va gestita con accortezza e non sempre è facile come sembra. A rendere difficile la situazione contribuisce una moglie gelosa e sospettosa che teme le più nefaste conseguenze. Con tale disposizione si sussegue momento di esilarante comicità; nel caos scenico finale si arriva pur a una conclusione di attesa e recuperata serenità in famiglia necessaria per lo svolgersi sociale della vita. L’autore D’Auria sintetizza questa morale in due definizioni: Credere nelle proprie capacità, praticandole con sacrifici, consente la concretizzazione dei sogni; far prevalere i valori della famiglia e l’amore verso di essa, consolidano le fondamenta di una società sana e scevra dall’effimero. Completa il quadro degli attori: Rino Soprano, Elena Sansone, Sandro Aiello, Ciro Esposito, Franca Peirge, Teresa Di Lauro, Roberta Carrino, Carmine Brogna e infine Gloria Parlato. Inoltre la collaborazione alla regia è stata di Tina Scatola.  Nella rappresentazione ci sono dei momenti musicali con canzoni dello stesso Nello D’Auria e di Peppe Nardelli e momenti di declamazioni di versi in un momento specifico della commedia.

Antonio Romano

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