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Saviano – Teatro Auditorium- Rassegna Festival Città di Saviano – XV edizione – In scena la compagnia “‘O Spassatiempo” – “Casa dolce casa “ – Una proposizione scenica per la regia di Franco Tortora.

Saviano – Ennesimo appuntamento della stagione teatrale: in scena la compagnia, proveniente da Tufino, con “Casa dolce casa “ di Antonio Cicerone per la regia di Franco Tortora. Consenso di pubblico per l’evento. Si tratta di una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese, il Consigliere Metropolitano, Francesco Iovino. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione da parte del Sindaco; Afferma lo stesso regista in un comunicato: ““ Casa, dolce casa” è una commedia che ha un solo obiettivo: far ridere un po’ alle spalle della famiglia Castagnella, sfruttando un tema caro ai napoletani e utilizzato anche da grandi autori come Eduardo: ‘O Munaciello, quello spiritello napoletano che può essere tanto benevolo quando ti prende in simpatia quando tremendamente angosciante quando non ti sopporta! È proprio da esseri come questi che la vita della famiglia Castagnella è stravolta in un crescendo di emozioni e un finale inaspettato attendono l’ignaro spettatore”. La commedia, con questa premessa ben introduce una commedia riflessiva, surreale è piena di situazioni d’impatto emotivo; al centro è la famiglia con tutti i suoi attimi quotidiani. Un padre di famiglia, interpretato dallo stesso Franco Tortora di nome Ciro; ha una figlia, ruolo affidato a  Chiara Silvestre e, per una serie di motivi, un immancabile, conflitto familiare. È Ciro il coprotagonista del racconto scenico insieme alla moglie Adele con la quale ha diverbi e mostra una comica gelosia. Una morale che traspare dalla narrazione fatta di vissuto quotidiano! La scena si apre con del fumo anomalo generato da un fornello acceso e dalla cottura eccessiva dei cibi. Non è l’unica volta che capita! La famiglia è intenta a scacciare, in qualche modo il fumo invasivo con qualsiasi mezzo; nel caso specifico utilizzando degli stracci o tovaglie e altro. E il classico diverbio tra marito e moglie a manifestarsi: subito subentra una comicità legata alla coppia. La famiglia al completo è composta anche dal nonno: si presenta spesso, sempre, in tenuta da notte, in abiti intimi con tanto di cappello da bersagliere; non è più lucido mentalmente; ha un cervello atrofizzato ma rammenta il suo passato militare spesso scambiando i suoi parenti più prossimi per il suo generale. Sostiene la scena spesso insieme alla figlia una zia rimasta zitella! Quest’ultima, spesso in conflitto con la padrona di casa, ostenta raffinatezza ma spesso usa, nei suoi ritmi, i grezzi modi del parlare con assicurata comicità. Una leggenda non per nulla razionale raccontata scenicamente; un giallo esoterico se si prende in considerazione il finale surreale! Nell’epilogo fantasmi irrompono in scena; in un clima misterioso attori indossano una maschera bianca e vestito dello stesso colore.  In un tempo istantaneo, proprio dell’occulto, mentre una dolce musica da colonna sonora, accompagna lo svolgere del racconto, queste figure invitano a unirsi a loro il nonno per il suo ultimo viaggio verso l’eternità.  La casa, di certo, è popolata da fantasmi che spesso si sono manifestati quasi linciando gli abitati della casa e i loro ospiti. Altri personaggi entrano in scena; in particolare è dominate, in alcune situazioni, un gioco di equivoci. Da menzionare: uno pseudo e stravagante vigilante agente detective di polizia privata che sorveglia la casa e accresce il clima del racconto in una situazione d’ironia e comicità; creditori, all’aprire del sipario nel secondo atto, che, al limite della loro pazienza, pretendono la restituzione dei loro soldi; un inquilino dello stabile che protesta per alcuni lavori idraulici da realizzare e per delle perdite d’acqua eccessive; uno corteggiatore della figlia che viene convolto nel caos, nel vortice scenico sempre più veloce. Completano il quadro degli attori: Antonietta Rimoli, Mimì Manganiello nel ruolo del nonno, Antonella Napolitano che ha interpretato la zia Deborah, Domenico Ercolino, Francesco Milo, Anna Menna, Carmela De Rosa, Maria Grazia Russo, Alfonso “Fox” Marsella e infine Vladimir Mirabile.

Antonio Romano

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