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Saviano – Teatro Auditorium – Rassegna Festival Città di Saviano – XV – In scena la compagnia Pro Loco Hyria in “ Cani e gatti”.

“La causa scatenante è sempre un’eccessiva gelosia imprevedibile e irreversibile”.

Saviano – Secondo appuntamento della stagione teatrale: in scena “ Cani e gatti” di Eduardo Scarpetta. Consenso di pubblico. Si tratta di una proposta, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio. In platea, la presenza del Sindaco di Saviano, Carmine Sommese, il Consigliere Metropolitano, Francesco Iovino, l’Assessore del Comune di Casamarciano, Carmela De Stefano. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione e uno spazio dedicato a una tematica d’attualità. L’occasione è stata data dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un problema sociale serio, quello della violenza di genere, che merita l’attenzione, nella speranza di debellare questo triste fenomeno. In scena, la compagnia di Casarciano, Pro Loco Hyria diretta da Giovanni Cavaccini, con “ Cani e gatti” di Eduardo Scarpetta. La regia è stata curata dallo stesso Cavaccini e Franco Tortora. Le scenografie sono di Carmine Ciccone. Un appartamento; al centro domina un grande quadro. Ai lati due figure simboleggiano la storia: due opere d’arte raffigurano rispettivamente un elegante e raffinato cane di razza e l’altro un altrettanto gatto della medesima categoria.  Ai lati della scena sono stati posti gli ingressi laterali sormontati da una finestra tipo. Questo lo scenario di primo impatto; negli atti successivi cambia la scenografia; il quadro centrale, di grandi dimensioni, si trasforma, con l’ausilio di pannelli girevoli, in un orto.  Interno ed esterno abitativo si fonda in un tutto uno; in simbiosi con gli eleganti abiti di scena. Nel racconto teatrale balzano subito in vista le problematiche di un generico rapporto di coppia e la relativa ingigantita gelosia.  A complicare la vicenda ci pensano, da subito, i servitori di casa, anche se giunge, nell’epilogo, il loro tardivo pentimento. Sono loro che per un momentaneo vantaggio, sì dal caso, spruzzano un particolare profumo da donna, a loro insaputa, sui malcapitati. L’odore caratteristico genera più di qualche ingiustificato sospetto e inevitabile equivoco! Sulla scena è marcato l’umorismo e ironia di un’anziana coppia di coniugi.  Questi ultimi pensano di esser obbligati, a metter su una finzione “una finzione nella finzione”. Un’assordante lite studiata ad arte per mostrare alla figlia, da poco sposata, in conflitto col marito, quanto sia deleterio litigare. Il regista Cavaccini, partendo dalla platea e salendo sulla scena chiude con un monologo. Gli attori, interpreti: Restaino Michela, in scena è la cameriera che ha una sorella gemella, De Stefano Pasquale, Ercolino Domenico, Manzi Francesca che, in scena, è Gemma la giovane e gelosa sposa. Inoltre Girolamo Buono, Addeo Gennaro, Restaino Pina, Franco Tortora che, in scena, è un commerciante nel settore allevamento, Napoli Maria, Allocca Rosa; interpreta la padrona di casa a Sorrento, dove vive con il marito ruolo affidato a Basile Gennaro, Virtuoso  Luisa infine Michele Palma nel ruolo di un avvocato.

Antonio Romano

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