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Saviano – Teatro Auditorium- Rassegna Festival Città di Saviano – XVI edizione – In scena La compagnia “Ricomincio da tre” con ” Vita morte …e miracolo” di Antonia Tudisco e Francesco De Cenzo”

ANTONIO ROMANO PER RADIO PIAZZA EVENTI

Saviano – Notevole consenso di pubblico accorso all’Auditorium per la serata dedicata a questo evento.  L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. All’inizio della rappresentazione sono intervenuti, in rappresentanza del Sindaco di Saviano, Francesco Iovino, Vicesindaco Città Metropolitana, e Nunzio Della Marca, direttore artistico della manifestazione al teatro Auditorium, per un saluto al pubblico. Vi è stato, come di consueto, un momento dedicato alla moda con la presentazione di un modello di vestito da sposa per merito di un’artista savianese del settore.  La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di primo piano, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. Rassegna Festival Città di Saviano, Teatro Auditorium; una manifestazione giunta ormai alla XVI edizione: “Ricomincio da tre” con ” Vita morte …e miracolo” di Antonia Tudisco e Francesco De Cenzo”. E’ una divertente commedia, tra irresistibili trovate, divertenti equivoci, colpi di scena, intrecci dei personaggi che originano il caos scenico: il tutto è studiato per il finale sorprendente, del tutto inatteso. Anche se tutto sembrava correre lungo un semplice percorso di vita l’impatto è immediato; la tranquillità relativa è resa visibile da un ambiente familiare, dove è di scena una signora raffinata, elegante, un’altra eccentrica che sembra preferire, in maniera assillante, la musica di Donatella Rettore.   L’imprevisto è, come spesso capita nel mondo del reale, è dietro l’angolo; una caduta nel tentativo di raggiungere un lampadario per cercare una non certo qualunque cosa e si va in ospedale in coma. Gli autori hanno immaginato, in un ambiente buio illuminato da una luce di posizione sul personaggio, che in quel particolare momento, la voce del Signore Dio si faccia sentire per il suo giudizio o per dargli una nuova possibilità in seguito all’uscita dal coma.  Nel racconto scenico, il punto nevralgico è un certo debito che ammonta a circa 30.000 euro; la figura di un usuario incombe minacciosa.  Si tratta di trovar una soluzione in grado di potenziare tutte le risorse per sfuggire a un simile problema tanto più che non si può, economicamente, far fronte a tale inconveniente.  La scena ha una carica straordinaria visibile in un eccentrico personaggio; un tunisino; ha un’incontrollata energia nel suo modo di esprimersi e nel suo abbigliamento sgargiante. Quest’ultimo ha avuto l’idea geniale, miracolosa economicamente, di aprire un’attività lavorativa; una pasticceria che ha un nome caratteristico: ” Che Babà”. Emergono in questo testo teatrale temi attuali in materia d’immigrazione e di gestione di attività lavorative riguardo alla popolazione residente che magari percepisce un reddito di cittadinanza; il tutto in chiave ironica, di comicità.  A sollevare quest’ultime circostanze è un estroso personaggio che veste di una tuta sportiva per la maggior parte, un amico di famiglia;  forse un nemico di casa poiché quel debito di 30.000 euro lo attribuisce, in maniera illecita, all’amico in coma; il piano era sperare in un suo decesso che avrebbe, secondo il suo cinico disegno, risolto il tutto. Improvvisamente la vita sembra istantaneamente sia guidata da una concezione di stampo improvvisato e i due protagonisti della vicenda non trovano altro da fare se non un travestimento e un alterazione dei dati personali per sfuggire all’usuraio.  Si genera una serie incontrollata di equivoci, di situazioni paradossali. Uno dei giovani personaggi è un influencer; come si sa quest’ultima definizione, in ambito pubblicitario, si usa per indicare quelle persone che, essendo decisivi nell’influenza dell’opinione pubblica, istituiscono un target importante. Le sue entrate caratterizzano la scena; un momento  di contemporaneità per ricordare che la vicenda è ambientata ai giorni nostri che coinvolge  dove l’intreccio si era già complicato a causa degli sprovveduti tentativi dei due protagonisti di risolvere la situazione imbarazzante; problema dell’usuraio. Nel frattempo, alla conclusione, in una situazione di dinamicità scenica, in un groviglio d’inestricabile e assicurata comicità e ironia; cade un netto epilogo finale che riscrive l’intera trama. Una seconda caduta del protagonista padrone di casa mostra come la scena, come in un fermo immagine, si trasformi!  quella realtà fino al quel punto espressa, in effetti, è inesistente!  Per meglio intenderci la trama, fin lì, è il suo svolgersi in un sogno del protagonista; ridestatosi, quest’ultimo si accorge che la realtà vera è leggermente differente ma decisiva in alcuni punti essenziali. Una cosa sola rimane predominante, intatta, quei trentamila euro! Non sono un debito nei confronti di un usuraio ma una richiesta semplice di un prestito! Come dire ci risiamo! Qualunque realtà si presenti, quella tangibile o quella onirica per il protagonista è un’immancabile seccatura! Il quadro degli attori che meritano citazione: Raffaella Orefice, Francesco De Cenzo, Antonia Tudisco, Mario Bracigliano, Giovanni Ciramella, Daniele Fiorentino e infine Carmine Camardella
Antonio Romano

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