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Saviano – Teatro Auditorium – Rassegna Festival XVI edizione: la compagnia teatrale “Camomilla Colazione” è di scena con “Non sono un gigolò” di Sasà Palumbo.

TEATRO PER RADIO ANTENNA CAMPANIA

Saviano – La compagnia teatrale “Camomilla a Colazione”, compagnia teatrale proveniente da Visciano, è stata di scena a teatro con “Non sono un gigolò” di Sasà Palumbo. Grande consenso di pubblico; Teatro Auditorium quasi da tutto esaurito in ogni ordine di posto! La serata è stata presentata dal direttore del teatro Giovanni Palladoro; sul palco è intervenuto, per un saluto ai presenti, il Sindaco di Saviano Carmine Sommese; l’assessore alle politiche sociali del comune di Visciano, il Vicesindaco del comune di Saviano Carmine Addeo. Un appuntamento culturale atteso nell’ambito della XVI edizione, Rassegna Festival Città di Saviano. L’iniziativa si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano nell’ambito delle attività sociali. Il premio relativo alla Rassegna è dedicato a Carmine Mensorio, personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica italiana. Il lavoro portato in scena è la storia di Michele Gigolo, un giovane chef, proprietario di un ristorante, che dopo anni di onorata attività, all’improvviso, senza riuscire a capire il perché di quel destino avverso, riceve l’ordine di chiusura. È un dramma esistenziale! Il tema dominante è risolvere quell’intricata e oscura questione. Gli interpreti della compagnia teatrale meritano citazione: Luigi Scafuro, Gianfranco Santorelli, Emanuela Carifi, Ilaria D’Elia, Giusy La Manna, il regista della compagnia Felice D’Onofrio, Antonio La Manna, Nicola Pandico; aiuto regia di Salvatore Soviero ed Emila Carifi. “Non sono un gigolò” è una commedia che attraverso la comicità affronta problematiche sì serie ma non manca la comicità, l’ironia. Grande consenso per il testo, vivace e ritmo sequenziale, dinamicità. Il Protagonista all’inizio del racconto scenico è affacciato alla finestra e inizia la sua storia dopo l’introduzione in un ambiente oscurato e reso evidente solo da un raggio di una torcia elettrica. È sull’orlo di una crisi di nervi e su vicino alla  finestra per un improbabile suicidio; la finestra s’intuisce; non è marcatamente visibile, è sulla quarta parte; il protagonista non vede se non il proprio abisso. Si ritroverà, nell’epilogo della storia, sulla sua stessa finestra; questa volta è solo una casualità scenica voluta e per dar un senso di suspense e continuità al racconto. Procedendo con ordine dal prologo iniziale: il protagonista, come detto, ha perso il suo lavoro; nel suo nuovo ordinamento temporale è quasi sempre in compagnia del suo inopportuno e più che eccentrico avvocato! Vive con sua zia che è rimasta in casa e non ha trovato occasione per una svolta! Le sorprese non mancano; a Michele si presenta, dopo diversi tentennamenti, la possibilità di lavorare come Gigolò dietro consiglio dell’avvocato. È solo una coincidenza il protagonista si chiama Gigolo di cognome; senza l’accento sulla lettera finale. Nella sua nuova condizione “lavorativa” spera di trovar, sul suo cammino, delle belle donne di cui invaghirsi. Il protagonista della vicenda interpretato dal regista Felice D’Onofrio, al contrario non ne va bene una; al suo cospetto compaiano donne di bruttezza fisica e interiore. Una sembra un’accettabile eccezione e irrompe in scena, in maniera casuale, per sfuggire al marito apparentemente gelosissimo, un onorevole, un politico importante con tanto di guardia del corpo al seguito vestito, in modo austero, di nero in giacca e cravatta e pistola in pugno! Per il protagonista guai a ripetizione; va riproponendo il suo concetto di non esserne all’altezza del suo nuovo incarico a dispetto delle lezioni introduttive di un esperto in materia; un Gigolò professionista! L’arrivo dell’onorevole politico in scena è tra i più esilaranti; tra altro indossa per un gioco, oppure per l’esattezza, per una certa perversione, il costume della Pantera Rosa, celebre personaggio immaginario dei cartoni animati: tra altro confessa, chiedendo una tutela della privacy, la sua copertura circa la sua presunta gelosia nei confronti della moglie. In breve ha atteggiamenti omossessuali e tra altro è lui il principale autore, anche se costretto da svariate circostanze, della chiusura del locale. Il protagonista: In un primo momento, quest’ultimo, lascia tutto correre per meglio preparare la sua riscossa! Nell’epilogo un rimescolamento delle situazioni: tra altro, dopo alterne vicende, ritrova il suo locale nel senso che ritrova il suo “vero” lavoro. Tutto sembra tornare nella tranquillità. Si riavvolge il nastro del tempo e il protagonista appare nuovamente, in piedi, su di una sedia con davanti una finestra; sembra in quel ritorno al punto iniziale, che la storia ricominci!
Antonio Romano

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