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Saviano – Teatro Auditorium – Rassegna teatrale XI edizione – “Non è vero… ma ci credo”, commedia proposta dalla compagnia teatrale “ Le monade” di Terzigno.

Antonio Romano.PER RADIO PIAZZA NEWS

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Una commedia in tre atti del 1942, scritta da Peppino De Filippo è il testo teatrale scelto dalla compagnia teatrale “ Le monade” di Terzigno per la regia di Mariograzio  Balzano. Consenso di pubblico per la manifestazione. La trama sinteticamente descritta; dalla commedia fu tratto un film omonimo, nel 1952: La scena si svolge in un qualsiasi ufficio lavorativo con tanto di addetti e ingombranti scrivanie. Il commendatore Gervasio Savastano è la figura principale è perseguitato dalla sua personale superstizione; i suoi affari non vanno per il verso giusto: la colpa secondo una sua personale convinzione, è che sia  di un suo impiegato, Belisario Malvurio. A quest’ultimo  gli attribuisce una potenza malefica. Neanche in famiglia le cose sono ottimali : sua figlia Rosina, in scena interpretata da Mafalda Balzano, è innamorata di un giovane impiegato. Il punto è che il commendatore lo ritiene non adeguato alla ragazza, anche se non lo conosce bene  di persona, non consono al suo rango sociale. All’improvviso, però, tutto sembra cambiare; in azienda arriva, un nuovo assunto, un giovane, Alberto Sammaria. È  gobbo, o meglio ha una gobba finta che solo nell’epilogo svela, e soprattutto rivela  il perché si presentato in tal modo. Con l’ arrivo di quest’ultimo gli affari cominciano, stranamente,  ad andar bene. Anche la figlia del commendatore sembra aver ritrovato la calma abituale. Il classico colpo di scena: Alberto Sammaria confessa al commendatore di essersi innamorato di Rosina. Un motivo che gli fa palesare in mente di dare le dimissioni. Il commendatore è a dir poco sorpreso e imbarazzato. L’unica soluzione, per non perdere, secondo le sue personali convinzioni, il benefico influsso di fortuna negli affari, è quello di  convincere sua figlia a sposare Sammaria. Una decisione ardua: dopo un iniziale ben celata, resistenza, la ragazza si convince. Ora  un incubo sconvolge i sogni del commendatore: che i suoi nipotini ereditino il difetto fisico: la gobba, di Sammaria. Il matrimonio si celebra, ma il commendatore non riesce ad allontanare le sue insicurezze e comunica, tra lo stupore generale, la sua intenzione di invalidare le nozze. Solo allora scoprirà di essere stato abbindolato: Sammaria non è altri che il giovane di cui Rosina era sempre stata affascinata e la gobba era solo uno stratagemma per presentarsi in famiglia. Un imbroglio ben orchestrato e programmato seppur per un nobile fine: il trionfo di un amore tra due giovani. Il commendatore cede allora, ben volentieri, alle intenzioni dei due giovani. Forse abbandonerà la sua ossessione per la superstizione: dopo tutto l’intera vicenda avrebbe dovuto ridurlo a più miti consigli. Macché! Il solo pensiero che i due sposi devono prendere l’aereo per il loro viaggio di nozze lo turba incessantemente! Allora propone al giovane sposo di indossare nuovamente la giacca con la gobba camuffata: solo e almeno per il viaggio s’intende! La commedia proposta dal gruppo di Terzigno è comunque un personale adattamento; un  esempio tra alcuni: all’aprire del sipario gli attori partono dalla platea in mezzo al pubblico; nei saluti finali gli stessi componenti della compagnia inscenano delle movenze, al rallentatore, tra gli applausi e consensi del pubblico! Completano il quadro degli attori: Rosalba Pedatella, Pasquale Ambrosio, Giuseppe Romano, Umberto Napolitano, Claudio Balzano, lo stesso regista Mario G. Balzano, Rosaria Annunziata, Melany Pagano, Silvio Ambrosio, Pasquale Casillo, infine  gli invitati alle festa di matrimonio finale, interpretati da  i seguenti, rispettivamente: Carmen Bifulco, Lucilla Bifulco, Gianfranco Romano e infine  Doriana Carillo.

Antonio Romano

 

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