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Saviano – Teatro Auditorium – In scena il gruppo teatrale “ Omega”di Cercola con “E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano” – “Equivoci e falsi miracoli in scena

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Saviano – Teatro Auditorium, Antonio Romano – Sulla scena la proposizione di  “E’ asciuto pazzo ‘o parrucchiano” di Gaetano Di Maio. Consenso ampio di pubblico per la compagnia teatrale; teatro pieno in ogni ordine di posto; il tutto esaurito delle grandi occasioni.  La proposizione scenica si deve al gruppo teatrale “Omega”  proveniente da  Cercola per la regia di Francesco Amoretto. Avvincente il quadro dove si apre la vicenda e si svolge la trama: il paesino si chiama Pietrascura, un paesino di contadini, isolato quale località di montagna; gente  attaccata alle proprie tradizioni arcaiche, alla religione; una religione intesa nel peggior modo, fatta ad arte,  ad uso proprio e secondo la convenienza. In altri termini  un vivere quale  credenza  popolare, con tanto di superstizioni e rituali popolari. Un  potere di natura irrazionale che può influire sul pensiero e cosa più grave sulla condotta dell’esistenza di una comunità. Una  devozione patologica di chi trascorre le giornate rivolgendo alla divinità istanze varie; non a caso su di un lato della scena è presente un quadro raffigurante La Madonna. Contro tutto questo combatte quotidianamente, in un difficile compito, seppur in un contesto di comicità, il parroco Don Sandro interpretato da Mario Borrelli.  Il sipario s’apre, dopo una breve canzone spassosa introduttiva, nella casa di quest’ultimo, parroco del paese, con la sua indisciplinata, di manzoniana memoria “perpetua”  di nome Donna Rosa e con il divertente sacrestano Modestino. Il parroco con ogni mezzo combatte battaglie contro  litigi e difficoltà dei fedeli, provando a consolidare la loro condotta e riportarla sulla retta via. S’addentra su un terreno minato andando contro ogni minima prudenza;  adopera con tutti i rischi spesso ingenui espedienti e cosa più grave finti miracoli che sono solo semplici raccomandazioni circa impegni lavorativi ed altro. Personaggi, coordinati subentrano in scena! il tentativo del sacerdote è comunque nobile: tenere il paese unito e dinamico nella vera fede quale sua missione ministeriale. In  scenica il Sindaco, una baronessa con famiglia al seguito, una maestrina ragazza e madre, contadini e altri personaggi. La vicenda approderà inevitabilmente, all’attenzione del Vescovo per la serie di ragioni esposte e per  circa un presunto miracolo! Alla fine nell’epilogo complice una presunta pazzia, rimasta tale, del sacerdote emergono le mancanze, anche quelle più nascoste e imbarazzanti, commesse dai protagonisti del paese; non se ne salverà nemmeno uno! loro che ostentavano onestà al massimo grado e rettitudine morale! La visita del Vescovo, in precedenza era  culminata con uno scontro verbale, in una sorta di confessione, tra i due religiosi; Don Sandro  farà valere le sue ragioni e il Vescovo, dove ne aveva avuto occasione, la sua veemenza e autorità! Alla fine le parole di Don Sandro  poco prima della chiusura del sipario appaino quanto mai  opportune al suono di campane ecclesiastiche da sottofondo: “Sona l’onesta, sona. Qualche cosa da salvare c’è ancora, qualche cosa di buono c’è ancora nel cuore della gente, anche se c’è bisogno si scavare molto per trovarlo, ….”.  Questa rappresentazione teatrale fu un riadattamento di Nu paese mieze ‘e guaie. “Equivoci e falsi miracoli in scena”, la commedia di potrebbe riassumere in questi termini; negli anni ’70, fu il cavallo di battaglia di un attrice famosa come Luisa Conte, allora protagonista incontrastata, nel teatro Sannazzaro di Napoli. Gaetano Di Maio scrisse per il teatro Sannazzaro, una notevole quantità di commedie, tutte disegnate su misura. Accanto alla Conte è il caso di ricordare  attori quali Nino e Carlo Taranto, Pietro De Vico, Enzo Cannavale, Giacomo Rizzo, Oscar Di Maio e Giulio Adinolfi. Questa rappresentazione fu scritta, probabilmente, in seguito ad un grande successo di un musical di Garinei e Giovannini. Completano il quadro degli attori: Gabriele Milano, lo stesso regista Francesco Amoretto, Raffaella Rocco, Anna Alboretto che è la perpetua in scena, M. Rosaria Fascia nel ruolo della Baronessa, Elda Vannelli, la muta che riacquista la parola con un presunto miracolo o quasi…, Marco Carotenuto, Rosa Cacace, nel ruolo di Ninetta la ragazza madre, Stefano Gallo, Marco Vittozzi che interpreta il sindaco del paese, Anita Cristiano, Giuseppe De Luca Bozza, Nathaly Aline Zanette e infine, molto apprezzato dal pubblico, nel ruolo del Vescovo, Gaetano Orefice. Quest’ultimo un attore non vedente. Alla fine dello spettacolo ha annunciato un suo prossimo impegno, nell’ambito dell’associazione UIC “ Unione Italiana Ciechi” con un copione dal titolo “Era zitella ma…” in un teatro di Ercolano;  in scena, per l’occasione, tutti attori non vedenti.

Antonio Romano PER RADIO PIAZZA EVENTI plusfinaligrup

 

 

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