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Saviano – Teatro Auditorium – In scena un opera dal titolo “ La figliata”; del gruppo “ Onda Verde” – Rassegna teatrale – XIII edizione

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Saviano – Teatro pieno in ogni ordine di posto per la proposizione scenica “La figliata”  del gruppo teatrale “Onda Verde” per la regia di Francesco Perretta. In platea la presenza del Sindaco di Saviano Carmine Sommese e altre autorità amministrative, come Francesco Iovino, Consigliere Città Metropolitana di Napoli, il Consigliere Regionale, Nicola Marrazzo.   Un opera di Raffaele Viviani è quanto portato sul palcoscenico savianese; “La figliata”; una commedia datata 1924. Una rappresentazione scenica in due atti in prosa, versi e musica. E’ la ”storia ‘ di un uomo bonario, avanzato negli anni e quasi cieco che attraversa inaspettatamente un momento apparentemente  di grande apertura alla vita: ha una moglie, una donna giovane e di bell’aspetto;  in breve  attraversa quel istante di grande emozione quale quello della auspicata,  paternità. Il  palcoscenico s’apre sul momento di una nascita di una nuova vita umana; la scena s’immagina in una stanza adiacente e, la moglie del protagonista, pur rivestendo nel racconto un ruolo determinante, non si presenta mai in scena!  ma se ne sentono i dolori e tutto il travaglio di quanto nei segue; in quei tempi, generalmente, si partoriva in casa! Sul palcoscenico della vicenda c’è molta agitazione, concitazione; una levatrice, interpretata da Gioia De Lucia, sembra abbia il difficile compito, oltre le sue consuete funzioni del caso, di riportare un minimo d’ordine; vicine di casa venute a dar una mano, un aiuto per l’evento. In realtà la loro collaborazione si riduce ad un serie di sequenze di puro gossip, di inciuci, più propriamente e usualmente  detti; come si potrebbero definire per la realtà storica narrata. Ma in oggettività, centrano in peno la questione; quello che affermano è drammaticamente vero; il nascituro non è del protagonista della vicenda ma dell’amante della stessa madre. In uno spazio tempo la storia è ambientata in una stagione rapida, calda come quel periodo denominato estate di San Martino; non è un caso che i fatti si svolgono tra l’11 ed il 19 novembre e Don Gennaro, questo il nome del protagonista, nell’epilogo,  quando gli è ben noto come stanno le cose, sarà schiacciato dalla dura realtà: la moglie è l’amante del suo più caro amico ed il figlio che porta il suo nome è nato da questa relazione volutamente illecita. ”La figliata” -dice un noto regista- “appartiene al miglior periodo della produzione di Viviani, composta nel momento artistico più felice e compiuto, prima che l’avvento del fascismo imponesse una visione addomesticata e confortevole della realtà popolare”. Non è una vicenda semplicistica: ad arricchire la narrazione intervengono altri personaggi come una specie di servitore di casa i limitata intelligenza, dei musicisti venuti a suonare una serenata per il lieto evento; un cantante, non ben visto da un personaggio; viene accusato da quest’ultimo di  esser uno jettatore! Mentre  sta suonando in un locale vicino! E altri fattori ancora. Una vicenda dinamica che si sposta, nel secondo atto, in un cortile interno dal quale si accede da due portoni laterali secondo un metodica  scenografia.  Un ambito raccolto, una corte interna, dove giocano dei bambini, ormai, un vecchio gioco. Un ambiente quale poteva esser un aia di un fattoria, oppure il prolungamento di un vicolo d’altri tempi. È qui che si conclude la vicenda; Don Gennaro, interpretato da Francesco Perretta, dopo un lieve accenno di colluttazione con quello che credeva il suo miglior amico e che invece era, fin troppo, molto amico di sua moglie; ha un mancamento: gli si appannano gli occhi e non vede più! Nel frattempo il cantante, ruolo affidato a Tommaso Cipollaro, continua il suo canto; una canzone lenta e  nostalgica con le note che accompagnano la lenta chiusura del sipario! Chiudono il quadro degli attori: Lucia De Vito che interpreta la guardiaporta dello stabile, Antonio Di Mauro nel ruolo di Don Peppino, l’amante, Ioselita Caprio, Maria Raggio, Carmela Allocca, Giusy Caprio, Gloria Orlanducci, Ornella Borrello, Alessandro Tafuto, Felice Romano, Michele Allarà, Luigi Napolitano, Margherita Prisco, Umberto Franzese, Michele De Sena, Carmine Cesarano, Agata Hurter e infine  Raffaele Strocchia. Secondo il racconto scenico anche la presenza di attori piccoli d’età: Carmine De Lucia, Antony Romano, Anita Manganiello, Maria Sole Perretta, Lucia Ciccone, Gabriella Diocesano, Sofia Tafuto e infine Anna Belotti.

Antonio Romano

 

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