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Saviano – XV Edizione della Rassegna Teatrale. “Avendo, potendo, pagando”. In scena la compagnia Teatrale “Omega”

Saviano –Stagione teatrale; L’iniziativa culturale si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla Cultura – Sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano. Sul palcoscenico la proposta della compagnia, proveniente da Cercola.  Consenso ampio di pubblico manifestato per l’evento. Una commedia, inserita nell’ambito della Rassegna Festival Città di Saviano. La Rassegna è dedicata a Carmine Mensorio, un personaggio di rilievo, di origine savianese, della politica di alcuni anni fa. In platea, la presenza dell’Assessore alla Cultura, Consigliere della città Metropolitana di Napoli, Francesco Iovino. Prima dello spettacolo vi è stato un momento di presentazione musicale da parte di Maria Luigia Esposito per un’introduzione alla rappresentazione teatrale. La compagnia Teatrale in scena: il lavoro proposto è stato “Avendo, potendo, pagando” di Gaetano Di Maio e Nino Taranto per la regia e adattamento di Francesco Amoretto. L’opera portata in scena è un titolo tratto da un vecchio proverbio napoletano. In queste tre parole si racchiude uno degli aspetti della filosofia popolare, di vissuto quotidiano. E’ la storia di una famiglia formata dal protagonista, Michele Assante, questo il nome del personaggio interpretato, da Mario Borrelli che vive, sopravvive di accorgimenti, facendo come attività, se così si può chiamare, un intermediario di matrimonio. Michele Assante, in scena, è con la moglie Lucia e il fratello Nicolino. Quest’ultimo, personaggio d’ironia è comicità è interpretato da Marco Errico; ha una logica tutta sua al di fuori della realtà materiale e visibile; una mina vagante, mentalmente instabile! Un personaggio che è pur sempre vivo nella sua personalissima  logica e nell’acutezza delle sue osservazioni!  Per una serie di peripezie, in quella casa ruotano una serie di altri personaggi: un’usuraia che vorrebbe la restituzione di un debito; l’amico Armando, interpretato da Stefano Gallo con la gelosa, più che sospettosa moglie, ruolo affidato a Rasaria Gabellone, e altri. Interessante lo zio Ottavio, ruolo affidato a Marco Vittozzi, che viene da lontano per dare il suo supporto alla famiglia; lodevole intenzione per un cambiamento epocale, ma che, in una situazione d’ironia e comicità, riesce del tutto sgradita e assai sconveniente. Esiste in scena, una vita molto irrequieta! L’opera teatrale s’inserisce nell’ovvia tradizione del teatro comico che presenta, come spesso accade, per questi autori sfumature sociali, antropiche ed esistenziali. L’autore nel 1962, in seguito al suo incontro con Nino Taranto, scrisse la commedia in oggetto.  La trama trova, in un’estrema sintesi, il suo svolgersi in un modesto appartamento. La storia narrata: massima esaltazione comica quando il protagonista intuisce la prospettiva di incassare una pensione d’invalidità mentale in antitesi al principio fondamentale della persona umana.  In famiglia, quasi una norma regolatrice, punto nevralgico della situazione, le condizioni economiche non sono idilliache poiché tendono a una graduale e preoccupante miseria; tutto un modo di sopravvivere; l’abbaglio di una pensione d’invalidità per infermità mentale è un pensiero dominante sì palese alla chiusura del primo atto. Quando il protagonista tenta un suicidio lanciandosi sotto un pullman rimanendone solo veramente turbato e senza lesioni, la storia narrata giunge al culmine; è l’occasione!  Fingere una falsa patologia mentale; disfunzione che, il protagonista della vicenda, manifesta, ovviamente, solo alla presenza di estranei! Tutti i suoi conoscenti corrono per sincerarsi e manifestare la relativa solidarietà! In tal procedimento ha modo di scoprire delle scomode realtà! Un esempio è il suo migliore amico che tale non è; ha una confidenza morbosa, non ricambiata, per la moglie, e altro ancora! Il regista – Attore, Francesco Amoretto interpreta Totonno Barbieri, personaggio che vuol esser d’aiuto complice il fratello di Michele Assante, Nicolino.  L’autista del pullman in questione è chiamato a rispondere delle sue responsabilità! Rischia il posto di lavoro.  Tra altro sicuramente ci potranno essere ripercussioni economiche sulla sua famiglia; ha cinque figli. Il protagonista Michele, in un tumulto di emozioni, animato da nuova energia, rimasto solo in scena con la moglie, dopo blande esitazioni capisce che la via illecita per sopravvivere non è opportuna, la sua coscienza, nel suo ritmo ipnotico, non può ammettere una situazione simile.  Il suo intento è ristabilire un ordine che solo le sue condizioni economiche negative avevano ritenuto necessario infrangere ! un meccanismo a orologeria che è di fatto giunto al termine e non ammette altro! Nell’abbraccio fraterno del protagonista con Nicolino è palpabile uno sguardo profondo ed espressivo fra i due, una ritrovata intesa, una luce nel buio che annulla il divario culturale prima del calar del rosso sipario.  Il finale, come da adattamento di regia, è un inno al gioco del lotto; sulla vicenda dei protagonisti molti, tutti o quasi giocano dei numeri; è incredibile sono estratti e tutti i personaggi si arricchiscono; da una triste vicenda umana ne esce un’incredibile conclusione felice. Il quadro completo degli attori è sì composto: Mario Borrelli, Anna Alboreto, Anita Cristiano, Marco Errico, Stefano Gallo, Rosaria Gabellone, Mary Catapano, Fortuna Manferlotti, Christian Maglione, Marco Todisco, Marco Vittozzi, Liana Riccio, Paola Bagnoli, Francesco Amoretto e infine Luigi Sigillo.

Antonio Romano

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