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Scajola: intercettazioni, la ‘sceneggiata’ di Chiara Rizzo in aereo

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 Reggio Calabria, 16 mag. – E’ il 16 gennaio, prime ore del giorno. Claudio Scajola, l’ex ministro arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Breakfast” per aver progettato un piano di fuga da Dubai per l’ex deputato Amedeo Matacena, e’ su un aereo con Chiara Rizzo, moglie del ricercato. I due devono raggiungere Roma per un appuntamento con la persona incaricata di gestire il passaggio di Matacena in Libano. La donna improvvisamente chiede al comandante dell’aereo di poter scendere spiegando di aver ricevuto una telefonata da cui aveva appreso che il figlio era svenuto a scuola. La moglie di Matacena, secondo gli inquirenti, “aveva programmato la sceneggiata”.

Lo testimonierebbero le intercettazioni allegate all’ordinanza del gip di Reggio Calabria che ha portato in carcere Scajola, la stessa Chiara Rizzo Matacena e altre persone. Allontanatasi dall’aereo – scrivono i magistrati – “la donna aveva chiamato una persona a cui chiedeva di andarla a prendere in aeroporto”.

“Sono uscita dall’aereo – spiega Chiara Rizzo mi stavano prendendo per pazza”. Chiusa la comunicazione, Rizzo telefona alla madre e spiega di non essere partita perche’ non voleva recarsi “in un posto”. Secondo gli uomini di Dia e Dda, “era stata la Rizzo che in precedenza aveva chiesto alla madre di chiamarla per dirgli che il figlio stava male e quindi consentirle di lasciare l’aereo”. Chiara Rizzo rassicura la madre e dice: “Mamma, tutto a posto. No, e’ perche’ non volevo andare in un posto e ho dovuto fare una cosa cosi’. Hai capito… Ma non c’era niente: c’e’ pericolo, Mamma, poteva essere pericolo? Che il bambino stava male era una scusa. Che pericolo?!”.

Giunto a Roma, intanto, Scajola chiama la sua segretaria Roberta Sacco e racconta l’episodio, parla di “un allarme, un casino. Lei – dice – non sapeva cosa fare, presa dalla crisi isterica”. Alle 14,01 Rizzo e Scajola si sentono. Il secondo si lamenta del fatto che l’incontro rischia di saltare per la sceneggiata della donna. L’appuntamento, annotano gli investigatori, “era stato programmato da venticinque giorni” e Scajola “non sapeva cosa raccontare ai suoi interlocutori”.
  La donna chiede a Scajola di chiamare il suo contatto per giustificare con un pretesto la sua mancata partecipazione all’appuntamento, ma l’ex ministro tentenna, spiega che l’uomo con cui dovevano vedersi si era spostato apposta a Roma da Milano: “Sono preoccupatissimo che questo mi mandi a fanculo”.
 

Durante la conversazione i due fanno riferimento a “un piano”.
  Chiara Rizzo tenta di convincere Scajola ad andare comunque all’incontro. “Il problema – dice l’ex ministro – e’ che e’ di un complesso pauroso, io non so come venirne fuori, adesso non so… Sto andando in ritardo, ho fatto gia’ chiamare che sono in ritardo ma non lo so, non lo so, non lo so”. Rizzo insiste e afferma: “Quello di oggi non e’ un problema perche’, siccome e’ un tuo amico, da quello che ho capito e’ molto tuo amico, quindi che motivo ha di non dirtelo a te il piano”. Scajola spiega che il personaggio in questione non intende assumere responsabilita’ “se non parla con una persona di voi”. I due parlano di un “programma” da confrontare.

“Ma il programma – dice Scajola – lo doveva confrontare con te!”. La risposta della donna: “Va benissimo, ma se non ce l’ha il programma che confronto a fare? Lo prendi tu e lo confrontiamo io e te!”.

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