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SCANDALO CAMPANIA FELIX: attacco fontale di Lista Civica Per Tufino alla gestione Ferone

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Infuria la polemica per il fallimento della società Campania Felix, decretato dal Tribunale di Nola lo scorso 8 aprile. Il tema è scottante e investe in pieno la campagna elettorale di Tufino, dove è candidato Carlo Ferone, che da sindaco nei primi anni del 2000 investì molti soldi nell’acquisizione di quote che vendute dagli comuni del nolano, i quali vendevano non reputando equilibrata la gestione della società. I fatti hanno dimostrato che le scelte di Ferone sono state molto avventate, e sono costate ai Tufinesi milioni di euro.

Contro quelle scelte e contro l’ipotesi di vedere Ferone ancora a capo del piccolo comune, si scaglia un duro manifesto della Lista Civica per Tufino, guidata dall’altro candidato a sindaco Nicola di Mauro. Un manifesto che gioca sul filo dell’ironia.  “Si ride per non piangere – commenta amaro Di Mauro – in questi anni abbiamo denunciato la gestione clientelare e opaca di Campania Felix, per noi questo finale era scritto nei fatti. La cosa grottesca è che dopo l’esplosione di una bomba così clamorosa, Carlo Ferone resti in campo in questa campagna elettorale. Sarebbe opportuno chiedere scusa e togliere il disturbo.”

“Molto resta ancora da chiarire – ragiona serio Di Mauro –  sui debiti accumulati da Campania Felix e sulla gestione inefficiente dei suoi amministratori. Di quello si occuperà eventualmente anche la magistratura. Quello che invece ci piacerebbe sapere subito, senza troppi giri di parole, è come è saltato in testa a Ferone di impegnare milioni di euro di cittadini tufinesi in un’operazione così spericolata, senza che ci sia stato beneficio alcuno per il nostro paese”

Di seguito un estratto del manifesto:

Lo scorso 8 aprile hanno dichiarato fallita Campania Felix. La sua (di Carlo Ferone, ndr) creatura più perfetta, l’operazione più brillante, il pacco di cui andava più fiero e di cui ancora adesso si vanta. (…) E poi per cosa? Si deve essere proprio pignoli per dichiarare fallita una società solo perché ha qualche milione di euro di debiti che nessuno sa dove andare a recuperare, solo perché ha chiuso sistematicamente in perdita i bilanci degli ultimi dieci anni, solo perché ha assunto più personale di quanto ne occorresse e ha fatto qualche favore all’amico di turno.

Per la verità Carlo Ferone non piangerà da solo.

A Tufino ci siamo rimasti tutti molto male, di questa cosa del fallimento. Non solo per l’affetto che vogliamo al nostro ex sindaco, quanto anche per il fatto che i soldi con cui ha comprato quasi la metà di Campania Felix erano nostri. Di tutti i cittadini tufinesi. Quei milioncini bruciati, buttati al vento, regalati agli altri Comuni che scappavano a gambe levate dalla società, usati per tappare i buchi di assunzioni clientelari, li abbiamo pagati noi. Da Tufino con amore.

Insomma i Tufinesi non possono più credere alle imprese di Carletto, il grande manager di piazza Vittorio Emanuele capace di fare solo disastri. E Tufino Bene Comune con Franco Esposito? Il loro silenzio non è quello degli innocenti ma quello dei complici!

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