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Scisciano – La Compagnia “Gruppo Amici Teatro” ha presentato il “Paradiso”

TEATRO ANTONIO ROMANO PER RADIO PIAZZA EVENTI

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Scisciano – Teatro comunale di Scisciano – Consenso di pubblico per lo  spettacolo che si è svolto presso il Teatro Comunale di Scisciano.  Sul palcoscenico La commedia “ Il Paradiso” di Charles Maurice Hennequin  proposta dalla compagnia “Gruppo Amici Teatro”,  che  è inserita nel cartellone della XV Stagione Teatrale di Scisciano. Di recente si è svolta  ultima replica delle tre in programma. La Rassegna è il frutto del lavoro dei gruppi teatrali con l’Ente Teatro Autonomo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune. L’adattamento e regia si deve a Giuseppe La Rezza. Le scenografie sono di Felice Alvino, Fonico Ernesto Serpico, apprezzati gli adattamenti musicali di Antonio Franzese, assistente di scena Antonio Buonincontri. Importante il ruolo svolto dalle ballerine che di fatto chiudono lo spettacolo a passo di danza e sono rispettivamente : Elisabetta Sena e Rossella Iovane. Charles Maurice Hennequin, l’autore è stato un commediografo belga naturalizzato francese. La commedia “ Il Paradiso” è datata 1896. In oltre 45 anni di carriera, l’autore  ha scritto quasi un centinaio di lavori, per lo più commedie e vaudeville, scritte anche in collaborazione. Molte di queste opere ottennero grande successo, per esempio “Il sistema Ribadier, scritta in collaborazione con Georges Feydeau  o” Le Monsieur de cinq heures”, che ebbe 568 repliche, un record considerevole per il tempo. Tornando allo spettacolo, in scena, al Teatro comunale di Scisciano, in palcoscenico si sono proposti: Luigi Ambrosino, Vincenzo Barberini, Antonio Buonincontri, Antonella Esposito, Antonio Esposito, Rosalia Esposito, Federico La Montagna, Anita La Rezza, Diamante Montagna, Cristina Mucerino e infine Ernesto Sviluppo. “Il Paradiso” è una commedia brillante degli equivoci, vivace, con divertenti spunti di comicità il cui motore trainante è, soprattutto, il personaggio che svolge un ruolo da protagonista. Sullo sfondo una scenografia essenziale ma rimarcante punti salienti come una torre Eiffel, di colore bianco, vista in lontananza dove lo spettatore immagina, senza vedere, una bella città. Non una città qualsiasi ma una come Parigi. Tratta liberamente dall’originale francese di Charles Maurice Hennequin, mantiene, nell’intreccio, una vivace immediatezza che, arricchita da effetti, garantisce risultati piacevoli. La trama de Il paradiso si svolge nella Parigi di fine Ottocento, dove una famiglia, per permettere alla figliola Giovanna, questo il nome del personaggio, di frequentare la buona società, è alla ricerca di un buon partito. Così la commedia ruota intorno all’organizzazione del futuro, del matrimonio della figlia da parte dei due genitori.  La  madre vuole un giovane che non abbia avuto relazioni incerte, il padre, disorientato dalla brillante frivolezza della capitale. Questo è in sintesi, il Paradiso per l’autore; un qualcosa di molto materiale e sensuale  e  non qualcosa di trascendentale e al di sopra della realtà terrena, un mondo  pieno di contraddizioni; un mondo fantastico splendido e a volte anche disagevole. Ed è quest’ultima definizione che ha a che fare con il protagonista della vicenda: il Paradiso così come lui ha avuto modo di  concepire, non avrà mai modo di raggiungerlo. Rimarrà nella sua semplicità, nella sua vita di campagna; Parigi è una città troppo grande per i suoi sogni e la sua concupiscenza.  Per la figlia e il suo futuro, nella sua ottica, al contrario della moglie, desidera un ragazzo con molte esperienze, che abbia provato le festosità del paradiso dei sensi. Ed è qui che in lui  sorge uno scopo quello  di aver o meglio per poter avere, in conclusione, anche lui, ormai non più giovane, delle vere amanti. Suo questo concetto ruota tuttala comicità dell’opera anche quando in scena ci sarà un grosso letto centrale, di quelli antichi con tende e tetto di copertura,  punto di riferimento di intricate situazioni.  Questo è “Il paradiso“:  un empireo forse più materialistico. Il paradiso è una commedia brillante degli equivoci, briosa, con divertenti spunti di comicità il cui motore trascinante è, soprattutto, nel reticolo di una vivace impulsività che, incrementata da conseguenze sempre nuove, assicura risultati divertenti. Un Paradiso non dantesco, che si dispone nell’era della Belle Époque, si colloca come un periodo di pace e relativa prosperità; ma non è, ovviamente, quello del luogo utopico e sereno dove il tempo si ferma e interrompe il suo trascorrere.

Antonio Romano PER RADIO PIAZZA EVENTI

 

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