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Se L’ansia È Così Comune E La Depressione Giovanile È La Malattia Del Secolo Ci Sono Diversi Motivi (E Vanno Compresi)

Oggi salute radio piazza Un sondaggio dimostra che sempre più giovani fanno uso di antidepressivi..

Che stress. Che ansia. Che depressione. I ragazzi usano spesso queste esclamazioni, in molti casi come un semplice intercalare, in altri come reale espressione di malessere emotivo. In Italia sono circa 800 mila i giovani depressi: un sondaggio internazionale condotto da Sodexo, società che si occupa di servizi finalizzati a migliorare la qualità della vita, su oltre 4 mila studenti universitari dimostra che i giovani italiani sono i più insoddisfatti della propria vita. Se nel Bel Paese il livello di soddisfazione tocca il 62%, in India (82%), Cina (76%) e Regno Unito (75%) gli studenti rivelano un maggiore benessere, al contrario di quello che potremmo pensare perché “in Italia si sta meglio” o così abbiamo sempre pensato. La percentuale scende addirittura al 54% in relazione agli studi. Tra le principali preoccupazioni dei giovani ci sono il carico di lavoro e i troppi impegni.

UNSPLASH

La Società Italiana di Farmacia Ospedaliera ha reso noto qualche tempo fa che la media nazionale dei ricoveri per problemi psichiatrici negli giovani post adolescenza è salita a 27 al giorno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, purtroppo, lo aveva già previsto anni fa, e la percentuale disturbi mentali nei giovani è destinata ad aumentare fino al 20% nel 2020. La depressione giovanile è in crescita costante e si presume che nel 2030 sarà la patologia cronica più diffusa tra i giovanissimi. Un dato molto allarmante che fa riflettere: perché i giovani sono così depressi?

Come riporta il Guardian in un’inchiesta, l’infelicità nei giovani è la conseguenza dello stile di vita contemporaneo. È credenza popolare che a soffrire di disordini mentali siano solo gli adulti. Un altro pregiudizio fondato nella nostra cultura riguarda l’eziologia della malattia: c’è chi sostiene che la causa del mal di vivere sia sempre ambientale e chi, invece, propende in ogni caso per quella “organica”. In realtà si tratta, solitamente, di disturbi scaturiti da più fattori e in cui concorrono sia le vulnerabilità ambientali che genetiche. Ma DNA a parte, in questo momento storico è bene soffermarsi sulla velocità digitale che condiziona lo stile di vita dei giovani. Il fatto che le psicopatologie giovanili siano in aumento è un lampante segno che nella società si sta verificando un grande cambiamento. I giovani di oggi si trovano da soli ad affrontare la realtà, mentre le madri hanno sempre lavorato, i padri risentono del potere femminile, le famiglie si disgregano e tutte le certezze vengono portate via. L’era delle amicizie e amori nati sul web, il sesso che s’impara con la pornografia onlineInstagram come canale della vita sociale. La contemporaneità consiste, insomma, in un mero black mirror, come la celebre serie tv di Netflix, ossia uno schermo nero, privo di emozioni reali. In Giappone li chiamano Hikikomori, si escludono volontariamente dalla comunità per ritirarsi nel virtuale. Sono un milione, depressi, soli, spesso ossessivi-compulsivi e soffrono di manie di persecuzione.

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