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Senato, Riforme, doppio stop per il governo

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Esplora il significato del termine: «Stiamo mettendo fine ad anni di bicameralismo perfetto»: interviene anche Renzi- dalla direzione del Pd- nel corso di questa convulsa giornata in cui il ddl delle Riforme è in discussione al Senato: dopo quattro giorni è stato approvato solo l’articolo 1 del testo, non senza qualche intoppo. Nel pomeriggio i lavori sono stati sospesi per oltre due ore dopo le proteste dei capigruppo di opposizione, e il presidente Pietro Grasso ha minacciato di far intervenire i commessi per cacciar via quanti «fanno gazzarra». E qualche ora prima la maggioranza è andata sotto nella votazione ad un emendamento presentato dalla Lega, mentre in commissione Giustizia un altro emendamento al decreto carceri è passato grazie all’appoggio di alcuni senatori della maggioranza. Ma Renzi ribadisce la sua volontà di resistere ai ricatti, di nessun genere: né quelli «della tecnocrazia e burocrazia», ma neanche quelli politici: «Vinceremo le elezioni regionali anche senza Sel – ha detto Renzi – perché non abbiamo bisogno di esser ricattati sulla base dei voti. Se uno mi accusa di aver stuprato la Costituzione e di essere l’emblema della deriva autoritaria, io un’alleanza non ce la farei». Dunque, marcia dritta sulla riforma del Senato, che è «straordinariamente importante e storica». E a chi accusa il Pd di svolta autoritaria, Renzi replica: «Noi abbiamo e avremo uno stile sulle riforme, che non è evitare il canguro, ma la lumaca: le riforme non devono diventare l’ennesima discussione su cui stare anni e anni, noi abbiamo voglia di cambiare» la Carta «assieme ai cittadini».«Stiamo mettendo fine ad anni di bicameralismo perfetto»: interviene anche Renzi- dalla direzione del Pd- nel corso di questa convulsa giornata in cui il ddl delle Riforme è in discussione al Senato: dopo quattro giorni è stato approvato solo l’articolo 1 del testo, non senza qualche intoppo. Nel pomeriggio i lavori sono stati sospesi per oltre due ore dopo le proteste dei capigruppo di opposizione, e il presidente Pietro Grasso ha minacciato di far intervenire i commessi per cacciar via quanti «fanno gazzarra». E qualche ora prima la maggioranza è andata sotto nella votazione ad un emendamento presentato dalla Lega, mentre in commissione Giustizia un altro emendamento al decreto carceri è passato grazie all’appoggio di alcuni senatori della maggioranza. Ma Renzi ribadisce la sua volontà di resistere ai ricatti, di nessun genere: né quelli «della tecnocrazia e burocrazia», ma neanche quelli politici: «Vinceremo le elezioni regionali anche senza Sel – ha detto Renzi – perché non abbiamo bisogno di esser ricattati sulla base dei voti. Se uno mi accusa di aver stuprato la Costituzione e di essere l’emblema della deriva autoritaria, io un’alleanza non ce la farei». Dunque, marcia dritta sulla riforma del Senato, che è «straordinariamente importante e storica». E a chi accusa il Pd di svolta autoritaria, Renzi replica: «Noi abbiamo e avremo uno stile sulle riforme, che non è evitare il canguro, ma la lumaca: le riforme non devono diventare l’ennesima discussione su cui stare anni e anni, noi abbiamo voglia di cambiare» la Carta «assieme ai cittadini».

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