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Sequestrati altri 1.500 chili di pesce a Torre: non c’era la tracciabilità. Sfameranno gli animali dello zoo di Napoli

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Maxi operazione della capitaneria di porto: 1500 chili di prodotti ittici sequestrati e due persone denunciate. E il bilancio del blitz effettuato nella notte in un centro di vendita allingrosso nella zona sud di Torre Annunziata. Non aveva ancora nemmeno la denominazione il centro di «smistamento» dei prodotti, era stato aperto pochi mesi fa in via Castriota, a due passi da piazza Imbriani, ed era intestato a due fratelli.
Dei prodotti che venivano rivenduti alle pescherie, non si conosceva la provenienza, così come hanno accertato i militari. Il blitz è scattato nellambito dei controlli che rientrano nelloperazione Estate sicura 2012 nella quale i militari verificano il rispetto delle normative legate alla conservazione degli alimenti e al commercio.
Nel punto vendita sono state controllate non solo le documentazioni attestanti la rintracciabilità del prodotto, ma anche le informazioni obbligatorie che dovrebbero essere fornite ai consumatori.
Due ore di controlli, agli ordini del tenete di vascello Claudia Di Lucca, poi la relazione finale: sequetro e denunce. Lennesimo bilancio negativo di questa estate.
Loperazoone è iniziata dopo la mezzanotte di lunedì ed è poi continuata sino allalba presso altri punti vedmita.  
Il blitz della Guardia Costiera ha interrotto le normali operazioni di scarico e successiva vendita dei prodotti. Erano le due di notte quando i militari sono entrati in azione. Nel centro allingrosso di via Castriota cerano sei persone impegnate a dividere il pescato e i frutti di mare in apposite vasche.

Dalle cozze alle ostriche, dai cannolicchi alle vongole, ma anche alici, pesce spada, orate e spigole, persino datteri e qualche riccio di mare. Una varietà immensa di pesce, frutto, hanno detto i titolari dellattività, della notte di lavoro dei pescatori al largo delle coste torresi.  Ma quando i militari hanno chiesto la documentazione per verificarne la tracciabilità, il proprietario dellattività commerciale non ha saputo rispondere. Di qui la perquisizione e la scoperta del cattivo stato di conservazione di alcuni prodotti pronti alla vendita.
Grazie al supporto del personale dellAsl, i militari hanno accertato le infrazioni. Il pesce era stato selezionato «senza nessuna confezione che ne garantisse la corretta integrità e conservazione secondo le norme igienico sanitarie». Risultato: oltre 1500 chili di prodotti ittici sequestrati per un valore di circa 20mila. Le denunce sono scattate per B.A., 39enne, e C.A., 40enne, entrambi di Torre Annunziata. Per loro la denuncia è di reato di commercio di alimenti in cattivo stato di conservazione.
I frutti di mare sequestrati sono stati affondati a largo, laltra parte del pescato sequestrato dalla capitaneria verrà usato invece per sfamare gli animali dello zoo di Napoli. I medici veterinari dellAsl Napoli 3 hanno dato già il via libera.
Il servizio di controllo proseguirà ancora per le prossime settimane, finalizzato alla tutela del diritto alla salute dei cittadini torresi, ma anche al controllo sulla pesca: tropo spesso specie come datteri o ricci di mare vengono pescati nonostante i divieti.

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