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Serial killer evaso: avvocati ‘assolvono’ magistrato sorveglianza

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 Genova, IERI- Incassa la solidarieta’ degli avvocati penalisti liguri il magistrato di sorveglianza Daniela Verrina che aveva firmato l’autorizzazione per il permesso premio al serial killer Bartolomeo Gagliano, protagonista di una evasione durata quasi quattro giorni. “La camera penale regionale ligure esprime in modo compatto la propria solidarieta’ al magistrato di sorveglianza genovese Daniela Verrina, ingiustamente e superficialmente criticata da taluna stampa per la vicenda “Gagliano” – si legge in una nota dei penalisti liguri – Sono note all’intera avvocatura ligure la preparazione e la serieta’ della dottoressa Verrina e di tutta la magistratura di sorveglianza ligure. Sono altresi’ unanimemente apprezzati i suoi provvedimenti, sempre e costantemente caratterizzati da motivazioni scrupolose e mai stereotipe, con le quali viene attentamente analizzata non solo la personalita’ del condannato, ma anche la vicenda processuale “a monte”, formalmente estranea al procedimento di sorveglianza”. Sottolineano i legali della camera penale che “la magistratura di sorveglianza svolge una funzione assai delicata – si legge ancora – e ad essa e’ rimesso dalla legge il compito di valutare,alla luce delle osservazioni svolte in carcere eo dagli organismi esterni,la possibilita’ che i detenuti siano ammessi a fruire di benefici, tra i quali il permesso previsto dall’art.30 O.P. I termini,i tempi e i motivi eventualmente ostativi al rilascio sono indicati dalla legge ed il giudizio sulla pericolosita’ deve essere vagliato alla luce del comportamento tenuto in carcere e della partecipazione al percorso rieducativo da parte del reo, percorso che viene seguito da equipe specializzate”. Concludono i penalisti liguri sostenendo che “In presenza dei presupposti indicati (tra i quali anche il titolo di detenzione, il fine pena e le motivazioni sottostanti la richiesta) solo una Magistratura poco attenta non applicherebbe o non disporrebbe la fruizione di benefici.
  Pertanto la critica mossa a chi invece, come la dottoressa Verrina, ha nello specifico, applicato cio’ che e’ normativamente previsto, pare frutto di strumentalizzazioni non accettabili”.

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