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Si indaga ancora sul crollo ponte autostrada

Cronaca radio piazza newsCosì Daniele Diomede, figlio dei coniugi morti in autostrada per il crollo del cavalcavia

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Sono morti sul colpo per un politrauma complesso da decelerazione, con lesioni da schiacciamento in particolare su torace e addome, i coniugi Diomede, vittime del crollo del ponte sull’A14. E’ il primo esito dell’autopsia, eseguita dal medico legale incaricato dalla Procura di Ancona Mauro Pesaresi. Tra i quesiti posti dalla Procura anche se i coniugi indossassero o meno le cinture di sicurezza. Aspetto da approfondire. In ogni caso, da quel che trapela, l’esito dell’incidente sarebbe stato comunque mortale.

“Ora è il momento del dolore, che non finirà mai: dovrò abituarmi a conviverci”. Così Daniele Diomede, figlio dei coniugi morti in autostrada per il crollo del cavalcavia. “Abbiamo perso due persone eccezionali – ha aggiunto -, che facevano solo del bene”. “Sapere le cause della morte – ha detto ancora, al termine dell’autopsia sui corpi dei genitori – cambia poco. Se fosse stato per un loro errore allora saprei con chi prendermela, invece così non lo so”.

“Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, perché stiamo aspettando il resto della documentazione. La situazione è da esaminare sotto diversi punti di vista”. Così il pm Irene Bilotta, titolare dell’inchiesta sul crollo del cavalcavia in A14. “Importante – ha aggiunto – sarà vedere cosa c’è sotto i monconi rimasti in piedi”, per avere elementi in più utili alla ricostruzione della dinamica dell’incidente. “Ma non escludo di poter individuare, prima, responsabilità” a carico delle ditte e dei vari soggetti coinvolti. Bilotta sta aspettando anche la relazione degli ispettori dell’Asur.

Sul crollo del ponte in A14, il ministero delle Infrastrutture ”non guarderà in faccia a nessuno”. Lo ha detto il viceministro Riccardo Nencini, esprimendo il suo cordoglio alla famiglia dei due coniugi rimasti uccisi. ”Abbiamo nominato tempestivamente una commissione d’inchiesta del ministero – ha ricordato – che la prossima settimana entrerà nel pieno delle sue funzioni, muovendosi con l’urgenza dovuta”.

Stando alle prime ipotesi di indagine, il crollo del cavalcavia sarebbe avvenuto per un errore, materiale o strumentale, durante i lavori di sollevamento e stabilizzazione del ponte, con un’errata distribuzione dei pesi che ha poi provocato il cedimento.

La società Autostrade ha chiesto con urgenza alle aziende che hanno progettato ed eseguito i lavori sul cavalcavia crollato una relazione dettagliata su quanto accaduto, per accertare eventuali errori umani.

La Procura di Ancona ha aperto un’inchiesta. L’ipotesi di reato è, per il momento, di omicidio colposo plurimo. “Mi riservo di valutare se esistano i presupposti per ipotizzare il reato di disastro colposo. L’errore umano? Per definizione un reato colposo comprende anche l’errore umano, ma l’indagine è appena iniziata”, dice il pm Irene Bilotta.

Nel cantiere lavoravano almeno due ditte, “ma ce ne sono anche altre che stiamo cercando di individuare”. Lo hanno detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti e il pm titolare dell’inchiesta Irene Bilotta. Oltre alla Delabech srl di Roma, che stava lavorando in subappalto per conto della Pavimental, società controllata di Autostrade, c’era anche il Gruppo Nori srl di Castelnuovo di Porto (Roma). Diversi anche gli operai al lavoro, almeno due squadre. I feriti sono tre operai romeni di 56 e 46 anni. Sono precipitati da un’altezza di circa sei-sette metri ma non sono in pericolo di vita: il più anziano si è fratturato un polso e ricorda tutto quanto è accaduto, un altro invece apparentemente non avrebbe riportato fratture, ma non ricorda gli attimi dell’ incidente. Il terzo ha riportato lesioni lievi tanto che è stato trasportato all’ospedale di Osimo, dove è stato medicato e tenuto in osservazione.

Il ponte crollato era una struttura provvisoria posizionata a sostegno del cavalcavia, che era chiuso al traffico. Il ponte si è spezzato ai lati, schiantandosi a terra proprio mentre transitava la Nissan con i due coniugi rimasti uccisi.

Le testimonianze – ”Me lo sono trovato davanti caduto, all’improvviso, siamo tutti sotto choc. Poi abbiamo capito che sotto c’era una macchina con delle persone. Terribile…”. E’ quanto riferisce all’Ansa Francesco, un giovane calabrese residente a Reggio Emilia che è stato tra i primi a fermarsi davanti al ponte crollato. ”Siamo salvi per miracolo: una signora davanti a me era scossa davvero, ha fatto una frenata e si è fermata a 10 mt dal ponte. E’ successo tutto di colpo”, racconta.

Si sente “miracolata” Anna Maria Mancinelli, di Porto Sant’Elpidio (Fermo), che stava viaggiando sull’autostrada A14 su un’automobile che si è fermata “un centinaio di metri prima del ponte crollato. Prima abbiamo visto della macchine ferme – racconta all’ANSA -, poi un autoveicolo schiacciato e abbiamo capito che cosa era successo. Sono laica, ma stavamo tornando da un conferenza stampa di presentazione ad Ancona della Festa delle Pro Loco che si terrà il 12 marzo a Loreto, dove verranno benedetti i gonfaloni dell’Unpli. Questo e il fatto che ci troviamo nel territorio di Loreto mi fanno sentire una miracolata”.

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