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Sincerità, che fortuna chi ce l’ha! A Napoli e dintorni non hanno ancora capito l’uomo Gattuso

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Napoli, ecco le possibili avversarie ai sedicesimi di Europa League

 Corriere dello Sport | 7 ore fa – giovedì 10/12/20 23:26

Gli azzurri chiudono al primo posto il Girone F dopo il pareggio per 1-1 con la Real Sociedad e ora si preparano all’urna di Nyon per conoscere la prossima squadra da affrontare

 

Time: Biden e Harris persone dell’anno

Onori anche a Fauci e agli attivisti di Black Lives Matter

(ANSA) – NEW YORK, 11 DIC – Joe Biden e la sua vice Kamala Harris sono le Persone dell’Anno del 2020 per il settimanale Time, battendo il presidente uscente Donald Trump. “Assieme Biden e la Harris hanno offerto ristoro e rinnovamento in un unico ticket.

E l’America ha comprato quello che avevano messo in vendita”, scrive il magazine.
L’annuncio e’ arrivato ieri durante uno speciale della Nbc.
Quattro i finalisti per l’ambita copertina che ogni anno dal 1927 ritrae la persona o le persone che, nel bene o nel male, hanno segnato gli ultimi 12 mesi: oltre a Biden e a Trump, Time aveva puntato sull’epidemiologo Anthony Fauci e sugli attivisti del movimento Black Lives Matter: entrambi insigniti del titolo di ‘Guardiani dell’anno’.

Cinema, a fine 2023 un nuovo ‘Star Wars’

‘Rouge Squadron’ sarà diretto dalla regista Patty Jenkins

(ANSA) – LOS ANGELES (USA), 11 DIC – La Disney ha annunciato ieri sera un nuovo film di ‘Star Wars’: sarà intitolato ‘Rouge Squadron’, uscirà alla fine del 2023 e sarà diretto dalla regista Patty Jenkins (‘Wonder Woman’).
Questo nuovo capitolo si svolgerà nel “futuro della galassia” e seguirà “una nuova generazione di piloti spaziali, che guadagneranno i loro distintivi a rischio della vita”, ha rivelato Kathleen Kennedy, presidente di Lucasfilm, la società dietro la leggendaria saga lanciata nel 1977 e acquistata dalla compagnia di intrattenimento numero uno al mondo.

Patty Jenkins, il cui ‘Wonder Woman 1984’ uscirà entro la fine del mese, sarà la prima donna a dirigere un lungometraggio del franchise di Star Wars.

    Kennedy ha anche annunciato diverse nuove serie tv della saga, tra cui due derivate da ‘The Mandalorian’ e una dedicata al ritorno del famoso Lando Calrissian.

**Governo: Zingaretti, ‘problemi vanno messi sul tavolo e risolti’**

 Il Foglio.it | 11 ore fa – giovedì 10/12/20 19:23

Roma, 10 dic. (Adnkronos) – “Gli italiani ora chiedono certezze. Per combattere il Covid, per riprendere a lavorare, riaprire le imprese, riprendere le scuole nel nuovo anno, per combattere il virus con il vaccino da gennaio. Il governo fino ad ora ce l’ha fatta e se ci sono dei problemi ora vanno affrontati con spirito costruttivo da parte di tutti, vanno messi su tavolo e risolti”. Così il segretario del pd, Nicola Zingaretti, in una dichiarazione al Tg.

Musica: Teatro alla Scala e Rai ancora insieme, il Concerto di Natale su Rai Cultura (4)

 Il Foglio.it | 11 ore fa – giovedì 10/12/20 19:22

(Adnkronos) – Dal giorno di Natale sarà disponibile il primo concerto il cui programma include Pierino e il lupo di Prokof’ev con i comici Giovanni Storti e Giacomo Poretti (del popolare trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo) come voci recitanti e il Concerto per clarinetto di Mozart con il solista Fabrizio Meloni, primo clarinetto dell’Orchestra e della Filarmonica della Scala.

Dall’1 gennaio si festeggia il nuovo anno con ‘Il carnevale degli animali’ di Saint-Saëns e ‘Eine kleine Nachtmusik’ K 525 di Mozart con il comico Gioele Dix come voce recitante. Dal 6 gennaio, festa dell’Epifania, i Magi portano la favola dell’elefantino Babar messa in musica da Poulenc e la Sinfonia n. 29 di Mozart con la voce recitante della conduttrice radiofonica La Pina.

Coronavirus: Lega, ‘Governo smentisca più vaccini nel Lazio che in Lombardia’

 Il Foglio.it | 11 ore fa – giovedì 10/12/20 18:59

Milano, 10 dic. (Adnkronos) – “Ci attendiamo che il Governo smentisca l’indiscrezione per cui alla Lombardia spetterebbero appena 617mila vaccini anti-covid, mentre alla Regione Lazio andrebbero 713.000 dosi ovvero quasi il 20% in più, nonostante la Lombardia con i suoi dieci milioni di abitanti abbia circa il 40% di popolazione in più del Lazio”. E’ la richiesta di Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda Salvini Premier.

“Diamo per scontato che i vaccini verranno distribuiti proporzionalmente al numero di abitanti delle Regioni, per cui alla Lombardia ne spetterebbero circa il 17% essendo residente qui un sesto della popolazione, oppure l’idea è di privilegiare tutti gli apparati dei ministeri, dei carrozzoni pubblici e degli enti statali che hanno sede a Roma?”, sostiene.

Se fosse così, “Conte lo deve dire subito, metterci la faccia e spiegarlo ai lombardi, che finora hanno pagato il prezzo più alto al virus proprio perché questa è la Regione più popolosa d’Italia e con conseguenti maggiori problemi nell’area metropolitana di Milano”, aggiunge.

Coronavirus: Lega, ‘Governo smentisca più vaccini nel Lazio che in Lombardia’

 Il Foglio.it | 11 ore fa – giovedì 10/12/20 18:59

Milano, 10 dic. (Adnkronos) – “Ci attendiamo che il Governo smentisca l’indiscrezione per cui alla Lombardia spetterebbero appena 617mila vaccini anti-covid, mentre alla Regione Lazio andrebbero 713.000 dosi ovvero quasi il 20% in più, nonostante la Lombardia con i suoi dieci milioni di abitanti abbia circa il 40% di popolazione in più del Lazio”. E’ la richiesta di Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda Salvini Premier.

“Diamo per scontato che i vaccini verranno distribuiti proporzionalmente al numero di abitanti delle Regioni, per cui alla Lombardia ne spetterebbero circa il 17% essendo residente qui un sesto della popolazione, oppure l’idea è di privilegiare tutti gli apparati dei ministeri, dei carrozzoni pubblici e degli enti statali che hanno sede a Roma?”, sostiene.

Se fosse così, “Conte lo deve dire subito, metterci la faccia e spiegarlo ai lombardi, che finora hanno pagato il prezzo più alto al virus proprio perché questa è la Regione più popolosa d’Italia e con conseguenti maggiori problemi nell’area metropolitana di Milano”, aggiunge.

Il regalo di Natale della Bce

 Il Foglio.it | 32 minuti fa – venerdì 11/12/20 06:00

Christine Lagarde ha ricaricato il suo bazooka ma, evidentemente, non tanto quanto si attendevano i mercati finanziari, che hanno reagito in modo piuttosto freddo all’ultima riunione del 2020 della Banca centrale europea. Anche se, in realtà, non si sa se gli investitori sono rimasti più delusi per il grado di “accomodamento” monetario adottato oppure si sono allarmati per le preoccupazioni espresse dalla stessa Lagarde sull’incertezza “che rimane elevata, anche per quanto riguarda la dinamica della pandemia e la tempistica relativa ai vaccini”.

 

Il Pepp, il programma di acquisto titoli pandemico è stato ampliato di 500 miliardi portandolo a 1.850 miliardi e la sua durata prolungata fino al giugno 2022, il che, in effetti, è in linea con le migliori aspettative dei mercati. E anche i cosiddetti Tltro, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine sono state rafforzate e prolungate. Inoltre, queste decisioni sembrano coerenti con i segnali arrivati negli ultimi tempi dall’Eurotower, che intende, sì, fare tutto ciò che è necessario per contrastare la crisi scatenata dalla pandemia ma allo stesso tempo vuole conservare margini di flessibilità nella politica monetaria per poter intervenire in caso di ulteriore deterioramento del quadro macroeconomico.

 

Nello scenario peggiore ipotizzato dagli economisti della Bce, infatti, il pil europeo potrebbe contrarsi del 7,6 per cento quest’anno per poi rimbalzare in modo modesto nei prossimi due anni. In realtà, alcuni osservatori ritengono che il vero punto sia un altro. Lagarde si attende che il suo sforzo venga integrato da politiche fiscali espansive dei governi che mai come adesso possono godere di tassi di interesse molto bassi grazie a spread in forte riduzione (quello tra i Btp italiani e i bund tedeschi, per esempio, è sceso ieri a 116 punti base).

 

In genere, però, sono gli stati a rivolgersi alle banche centrali per chiedere denaro a basso costo e finanziare più facilmente i propri deficit, mentre i governi vengono esortati dalle banche centrali a gestire i bilanci in maniera oculata. In questo mondo alla rovescia inaugurato dall’emergenza Covid risiedono tutte le contraddizioni e le insidie della presidenza Lagarde.

Medici in trincea

 Il Foglio.it | 29 minuti fa – venerdì 11/12/20 06:04

Aspiranti medici specializzandi in attesa di prendere servizio ormai da settembre; medici specializzandi spediti a fare vaccini. Grande è la confusione sotto al cielo della Sanità italiana, ma la situazione è tutt’altro che eccellente. Il primo dicembre il ministero dell’Università e della Ricerca ha inviato al presidente della Conferenza dei presidi delle Facoltà di Medicina e Chirurgia una lettera firmata dal segretario generale Maria Letizia Melina per reclutare gli specializzandi e i dirottarli per la futura campagna di profilassi vaccinale. Tra i ministeri della Salute e dell’Università “è in corso di formulazione una specifica norma volta a prevedere che la partecipazione dei medici in formazione specialistica alle attività della campagna” configuri a tutti gli effetti “attività formativa professionalizzante relativa al corso di specializzazione frequentato”, garantendo quindi anche dei crediti formativi. La norma inoltre “dovrebbe prevedere che lo specializzando possa svolgere tale attività formativa anche presso strutture esterne alla rete formativa della scuola”.

 

Dice al Foglio un giovane medico: “A prescindere dalla necessità o meno della scelta, penso che sia l’ulteriore mancanza di rispetto nei confronti di professionisti che già durante gli anni della specializzazione vengono trattati a metà tra studenti e schiavetti, ma non da medici. In tutto questo, giusto per completezza, in tutta Italia o quasi ci sono team di medici che sono dedicati esclusivamente alla gestione territoriale del Covid e delle problematiche cliniche dei pazienti a esso correlati (le cosiddette Usca, Unità speciali di continuità assistenziale, ndr)”. Quindi, osserva questo giovane medico, le domande che sorgono spontanee sono due: “Perché le Usca non possono provvedere anche a questo? Perché in altri paesi europei non è stato previsto un piano simile per le vaccinazioni? In estate abbiamo pensato a bonus di ogni tipo, ai banchi a rotelle, ma non abbiamo uno straccio di ‘piano vaccino’”.

 

L’associazione Anaao Giovani commenta duramente la trovata dei due ministeri: “Apprendiamo con sorpresa che il ministero dell’Università abbia gentilmente richiesto alla Conferenza dei presidi della facoltà di Medicina e Chirurgia l’impiego, al di fuori delle reti formative già difficilmente instaurate, degli specializzandi nelle attività di somministrazione dei vaccini anti Sars-CoV-2. Approfittiamo dello spunto del ministero per farci due domande sul ruolo degli specializzandi”.

 

Precisato che non fanno parte del Sistema sanitario regionale o nazionale, poiché inquadrati come studenti, “questa preziosa categoria si vede protagonista di un’asta al ribasso per accaparrarsi le sue prestazioni, che invece, a quanto pare, risultano indispensabili agli stessi sistemi sanitari”. Comunque, aggiunge Anaao Giovani, “risulta singolare che resti prioritario l’impiego degli specializzandi come tappabuchi di un progetto sanitario inesistente e una pessima programmazione. I giovani colleghi si stanno facendo carico di responsabilità politiche e istituzionali senza alcuna colpa”. Questa spiacevole vicenda “deve indurre tre conseguenze: chiarimento e risoluzione delle incompatibilità, finora applicate a vantaggio esclusivo dell’università, ridiscussione dei termini contrattuali in direzione di una formazione-lavoro, spostamento dell’egida della formazione medica al ministero della Salute”. Insomma, “mascherare l’ennesimo sfruttamento da attività formativa retribuita in Cfu è un vile atto offensivo nei confronti della dignità professionale di medici laureati e abilitati all’esercizio della loro sacrosanta professione”. I giovani medici insomma chiedono dignità. Sia quelli che devono ancora iniziare a formarsi, sia quelli già in formazione.

Su Paolo Rossi il Fatto s’è scordato del calcio-scommesse. Urrà!

 Il Foglio.it | 16 minuti fa – venerdì 11/12/20 06:18

Un motivo di speranza. Piccolo? Sì. Tirato coi denti? Certo. Ma varrà pure un minimo di ottimismo il poter constatare che il Fatto, dicasi il Fatto, a fronte della morte di Paolo Rossi abbia reagito né più né meno che normalmente. Stesso sincero dispiacere di tutti, stessi vecchi ricordi, stessa piccola, bolsa retorica. Forse. Ma sana. Con quell’onestà, cioè, con quella stessa sincerità del cuore che risulta ogni volta naturale e in quanto tale non nascondibile. Che nemmeno gli stronzi, alla fin fine, ce la fanno cancellarla. Insomma, mi è piaciuto. Mi ha quasi commosso che un giornale da mascalzoni (Lerner a parte) come quello di Travaglio abbia titolato sul nostro amatissimo Paolo Rossi: “Le reti del Mundial ‘82”; “L’addio di Trapattoni: la più bella carezza”; “I goal diventati storia di riscatto per tutto un popolo”. Qua la mano, teniamoci stretti. E gli veniva meglio scrivere, al noto Fatto, con box magari di Davigo: “S’è tolto infine dalle balle. L’aveva fatta franca col calcio-scommesse”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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