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Sindaco e vescovo a confronto sui cambiamenti climatici e la salvaguardia del Creato

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Venerdì scorso presso la parrocchia Maria SS. Assunta di Santa Maria a Vico, si è tenuto l’ultimo incontro di‘Chiamati a custodire il creato’, progetto promosso dalla Caritas-Giustizia-Pace-Salvaguardia del creato.

 

Presenti il sindaco di Santa Maria a Vico Andrea Pirozzi, il vescovo di Acerra mons. Antonio Di Donna, il geologo Franco Ortolani. Ad aprire l’incontro il primo cittadino sammaritano che annuncia buone notizie in tema di ambiente: il comune ha raggiunto il 73,5% di raccolta differenziata, mira ad arrivare all’80% entro fine anno e ciò comporterà una riduzione della Tarsu per il prossimo anno. Altra buona notizia la presenza di 5 guardie ambientali attive tra le strade e le piazze della città ma, soprattutto, la nascita del Parco Urbano che interesserà 9 comuni, tra cui Santa Maria a Vico e 2 province, Caserta e Benevento, grazie al quale le colline verranno vincolate e verrà interrotto il progetto della Cava di Durazzano.

 

Il vescovo Di Donna articola il proprio intervento su 3 parole: consapevolezza, responsabilità e cura. La consapevolezza, ovvero prendere coscienza che la salvaguardia della Terra riguarda tutti e che, allo stato attuale, rappresenta il problema più grave che siamo chiamati ad affrontare, poichè l’ambiente mette in gioco la sopravvivenza dell’uomo in quanto tale. “Se tutta la storia dell’umanità fosse racchiusa in 24 ore, saremo a pochi minuti dalla mezzanotte, ancora in tempo per evitare un processo irreversibile”, queste le parole del vescovo che aggiunge: “Alla consapevolezza della gente spesso non rispondono i grandi poteri economici e finanziari”. Il secondo concetto è ‘responsabilità’, quella di ognuno verso la Terra da considerare, come scritto nella Genesi, un giardino da custodire e non saccheggiare. Infine il concetto di ‘cura’, ovvero domandarsi cosa possiamo fare per l’ambiente. Bisogna interrogarsi, informarsi sulla giustizia del creato fin da piccoli e coinvolgere i cittadini nei processi decisionali, oltre a rivedere gli stili di vita.

 

L’intervento del prof.Ortolanisi incentra sui cambiamenti climatici che a breve coinvolgeranno 2 miliardi di persone e su un conseguente esodo di persone costrette a fuggire dalle aree in cui vivono. Importante è considerare la ciclicità della natura, che prevede l’alternarsi di periodi caldi a freddi e in base alla quale l’uomo deve agire.

 

Il senso dell’incontro e dell’intero progetto è racchiuso nelle parole di Toro Seduto, capo Sioux e riferite da mons. Di Donna: “Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nello loro banche”

 

 

 

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