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Siria: opposizione divisa, slitta ancora Ginevra2

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 Roma, 5 nov. – La Conferenza internazionale di pace sulla Siria di Ginevra2, subisce un nuovo slittamento e anche l’ultima data fissata, quella del 23 novembre, e’ stata cancellata. E’ quanto emerge dall’incontro tenutosi a Ginevra tra russi, americani e l’inviato speciale dell’Onu e della Lega Araba Lakhdar Brahimi. La riunione serviva a capire se c’erano le condizioni per confermare la data del 23. Ma Brahimi aveva subito messo tutti in guardia: a Ginevra non si va senza un’adeguata e soprattutto credibile rappresentanza dell’opposizione. E cosi’ e’. Le diverse anime dell’opposizione a Bashar al-Assad erano state chiare: non parteciperemo a conferenze che non diano per scontato che il presidente siriano lasci il potere. Ginevra2, che dovrebbe far seguito alla prima conferenza tenutasi il 30 giugno 2012, era stata programmata la prima volta per lo scorso maggio, ma era gia’ slittata piu’ volte durante l’estate per l’impossibilita’ di coinvolgere l’opposizione che insiste perche’ nella citta’ svizzera si discuta della successione di Bashar al-Assad. Una precondizione respinta nuovamente da Damasco: “Non andremo a Ginevra per cedere il potere come vorrebbero i sauditi e alcuni oppositori”, ha ribadito il ministro dell’Informazione, Omran al-Zohbi, “Assad restera’ il Capo dello Stato”. Non e’ stata fissata una data per la Conferenza, ha detto in conferenza stampa Brahimi, dopo l’incontro con i viceministri russi Gennady Gatilov e Mikhail Bogdanov e il sottosegretario Usa agli Affari politici Wendy Sherman. “Speravamo di poter confermare quella data oggi, ma purtroppo non siamo stati in grado di farlo. Ma abbiamo ancora speranze che la Conferenza si tenga prima della fine dell’anno”, ha aggiunto Brahimi. La speranza era di portare le parti al tavolo negoziale sulla scia dell’accordo con Damasco mediato a settembre da Usa e Russia per lo smantellamento delle armi chimiche. Finora, pero’, sembrano prevalere i vetri incrociati, con il leader del principale blocco dell’opposizione, Ahmad Jarba, capo della Coalizione Nazionale Siriana, che per esempio esclude la presenza dell’Iran al tavolo negoziale mentre la Russia e la stessa comunita’ internazionale ritengono necessario coinvolgere il piu’ importante alleato regionale di Assad. Per questo, Brahimi ha annunciato che le tre parti si incontreranno nuovamente a Ginevra il 25 novembre, dopo i colloqui tra i gruppi dell’opposizione siriana in programma il 9 e il 22 novembre, “nella speranza di poter formare una delegazione” che rappresenti l’opposizione in modo credibile, come vuole il mediatore algerino e come dovrebbe essere per dare un senso all’appuntamento e per parlare veramente di transizione per mettere fine ad una guerra civile che ha causato piu’ di 100mila morti. Intanto in Siria c’e’ stato un nuovo attacco contro un luogo simbolo cristiano. A Damasco un missile ha colpito un’ala della Nunziatura Apostolica, la sede diplomatica vaticana, poco prima delle sette di mattina. Al momento dell’attacco l’ala dell’edificio nel centralissimo quartiere di Maliki era vuota e non ci sono stati feriti. “Difficile dire se sia state prese di mira o se sia stato uno sbaglio”, ha commentato il nunzio apostolico, Monsignor Mario Zenari. “Tante Chiese sono state colpite in questi lunghi anni di guerra: e’ una guerra complicata, preghiamo perche’ finisca questa violenza”.

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