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Somma V. La tradizione della musica di una volta che riviveva in un’associazione culturale. Ci ha lasciato “ Zi Riccardo e le Donne della Tamorra” con i suoi Canti, Balli Folkloristici.

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Somma V. Riccardo  era lanima  e la storia dellassociazione culturale Zi Riccardo e le Donne della Tamorra che aveva e ha lintento di trasmettere emozioni derivanti da suoni, canti e balli tradizionali di una località. Il direttore artistico di questo gruppo musicale che voleva  far rivivere la musica tradizionale legata a un lontano passato nel quale la tammorra e il suo ritmo battente, le sue percussioni, era uno degli strumenti più espressivi, è stato  Riccardo Esposito Abate, in arte e per gli amici Zì Riccardo. Zì Riccardo, non è più di questo mondo, è stato un signore di distinta esperienza nel settore, era stato ospite  nei nostri studi di Radio Antenna Campania, nostro gradito ospite allinterno del programma WeeK end in musica e ci aveva raccontato la sua storia fatta di questa esperienza artistica. Storicamente il gruppo nacque nella località Masseria del Colle. La località Masseria in quanto tale, quale gruppo di  case lontano dal centro urbano, quella realtà che si viveva una volta; è fondamentale e elemento aggregante di diverse persone! Un gruppo musicale che ha partecipato a feste in tutta Italia, a quelle tradizionali di piazza.  Intorno agli anni 70, laffermarsi definito del nome dato al gruppo in sostituzione di quello originario. Una scelta non casuale: anticamente, nelle masserie, il canto era strumento privilegiato di comunicazione e in un certo senso anche di corteggiamento da parte dei giovani di tempi andati. Da qui discende il nome del gruppo dedicato allimportanza femminile in quella realtà artistica, fatta anche di costumi tipici rigorosamente contadini. Il gruppo, dopo vari evoluzioni, ha avuto modo di farsi conoscere e apprezzare anche al di fuori del proprio ambito, inserendosi in percorsi di un certo prestigio: il gruppo folk è stato nel 1986 a New York, era il centenario della statua della libertà, inoltre a Prato per il festival dellUnità. Non sempre è possibile andare avanti, in simili iniziative, in modo compatto; spesso il gruppo ha subito delle battute di arresto per poi ripartire dai giovanissimi. Quasi un laboratorio artistico con tutti gli strumenti musicali tipici alcuni se non tutti costruiti in maniera artigianale: tamorre, castagnette, scetavajasse, triccheballacche, e altro. La storia di Zi Riccardo è citata anche in alcuni libri di un certo spessore, ma lanno 2002 è importante perché vi fu lincisione della prima musicassetta dal titolo A muntagna e Somma.  Personalmente ebbi modo di incontrare Zì Riccardo in uno dei concerti che teneva, insieme al suo gruppo musicale. Ci trattenemmo a parlare a  lungo dopo il concerto: era imbandito un ritrovo gastronomico improvvisato come si usa, ad esempio, nelle sagre di paese. Parlammo a lungo della sua filosofia di vita, del mondo di una volta fatto di valori ma di grande rispetto; gli stessi valori che voleva trasmettere, amorevolmente, ai suoi nipotini. Non si trattava di un sentimento puramente nostalgico; non era un rifiuto categorico alla contemporaneità, o alla modernità in senso lato; si trattava solamente di coglierne gli aspetti positivi, renderli a misura duomo con tutte le sue esigenze, più umani per un mondo migliore. Non era certo un ritorno al passato con la sua musica e il suo proporsi folkloristico ma in modo per aver rispetto del nostro passato, delle tradizioni; di trasmetterle soprattutto ai giovani quale speranza per il futuro. Era tardi; anche se volevamo volentieri proseguire il discorso reso interessante da una persona straordinaria che raramente si incontra nellordinario e che a dispetto della sua tarda età, sapeva parlare correttamente  e ragionare con lucidità, come Zì Riccardo, decidemmo di proseguire la conversazione in altra occasione di li a breve. Dopo ci furono i saluti  e labbraccio finale. Era un addio! Non potevo immaginare che era lultima volta che ci saremo incontrati che il tempo, per lui, sarebbe divenuto, da li a poco,  in una dimensione eterna. Alla famiglia di Zì Riccardo le nostre più sentite condoglianze, tutta la nostra solidarietà da parte della nostra emittente e dal Direttore di Radio Antenna Campania e la Gazzetta Campana, Antonio Napolitano.  

Gaetano Napoletano

La Redazione

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