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Somma V. – Rione Trieste –  Accademia Vesuviana di tradizione etnografiche. Al nastro di partenza il progetto di recupero ex chiesa S. Maria a Costantinopoli

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Rione Trieste – Istituto  di Promozione Culturale e Alta Formazione. Fondato nel 1992. Al nastro di partenza il progetto di recupero ex chiesa S. Maria a Costantinopoli.  Si tratta di un progetto nell’ambito di Paesaggio – Ambiente – Architettura e Beni Culturali. Il progetto è sulla base di un interscambio socio – culturale – formativo che coinvolge  Italia Russia e Brasile. “ Vivi la città che guarda al futuro” si legge su di una locandina informativa come pure si legge in lingua napoletana “ ‘A voce d’ ‘aggente” . Per dar origine e inaugurare queste intenzioni progettuali si è tenuto nell’ ex chiesa S. Maria a Costantinopoli un concerto con Consiglia Ricciardi e la band di musicisti e un momento dedicato alla cultura musicale locale dal titolo tipico del gergo napoletano: “ A fronna e a Figliola” vale a dire i cantatori della Tammuriata Vesuviana, le canzoni napoletane che eternano il sentimento; ospiti d’onore Giovanni Mauriello e il gruppo La Tamorra. È il caso di ricordare, un fenomeno più unico che raro, oggetto di eventuale studio e ricerca antropologica,  che porta ha considerare  che la cultura locale affonda le sue radici nella tradizione contadina. Grande consenso di pubblico che ha apprezzato notevolmente questa idea di recupero storico di un riappropriarsi della propria storia. Si parlava di abbattere questa struttura nonostante la sua storia; la chiesa risalirebbe, secondo testimonianze, ad un periodo intorno al 1600; si tendeva alla realizzazione di un parcheggio; l’area non sempre è stata oggetto di tutela; nel tempo era divenuta una specie di discarica senza controllo ma si è avuto, relativamente subito dopo, il pensiero di un pronto recupero; in tal modo è sorta una piccola piazza e un campo di calcetto; ora si attende il recupero della chiesa non più per il culto, per questo è sorto un nuovo complesso religioso che conserva lo stesso nome, ma per mostre e convegni e punto di aggregazione sociale quali biblioteche e laboratori. Promotore di tale intento progettuale, insieme ad altri, è l’arch. Biagio Esposito che ha tenuto un breve discorso di saluto ai presenti dopo il conserto musicale. Le chiesa in questione, senza navate laterali, versa in uno stato precario frutto di lungo tempo di abbandono; per anni sono cresciute erbacce al suolo e l’intonaco alle pareti  presenta tracce di macchie scure per tutta la sua estensione; dell’altare centrale, posto sotto un arco centrale, ne rimane solo l’impronta; inoltre ai lati di quello che ne rimane dell’altare vi sono due nicchie con arco a sesto acuto. Al di sopra dell’arco centrale il dipinto della Madonna di Costantinopoli che appare relativamente ben conservato; in apprezzabili condizioni. Nonostante tutto la chiesa e tutto il contesto  è interessante dal punto di vista architettonico e nulla toglie alla sua bellezza stilistica l’attuale condizione; un bel lavoro, sicuramente interessante e impegnativo, attende i restauratori. È anche, oltre ad un mero progetto strutturale di recupero  urbano in collaborazione con l’Università Siberiana Russa e brasiliana, un progetto culturale: “la cultura è attrattore per la comunità”; qualcuno ha osservato citando una frase storica ripetuta in diversi contesti; “ Senza passato non abbiamo neanche futuro”. Per celebrare l’evento di intenzioni progettuali e interscambio socio – culturale  è stato predisposto  un annullo filatelico; per la marcofilia, i collezionisti appassionati del settore, una serie di cartoline con illustrazioni significative del luogo.

Antonio Romano

 

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