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Somma Vesuviana. Fli e il vicesindaco Giordano rinunciano al gettone di presenza in favore delle politiche sociali

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I consiglieri di maggioranza e gli assessori non accolgono la proposta di Fli di rinunciare al gettone di presenza.
 
In più di una riunione, il gruppo consiliare Fli aveva proposto ai consiglieri di maggioranza di rinunciare al gettone di presenza e agli assessori di rinunciare al 20% dello stipendio che gli spetta Proposta poco gradita o quantomeno per nulla presa in considerazione dalle parti, tantè che a rinunciare sono stati solamente in tre: i due consiglieri di Fli, Pasquale Auriemma e Alfonso Allocca, e il vice sindaco Francesco Giordano. Una volta approvato il bilancio, i tre rinunciatari hanno potuto ufficializzare la loro scelta: dal 1 agosto 2012, infatti, la somma prevista dalla norma per il loro impegno di amministratori, sarà destinata alle politiche sociali.
 
Certo, non è molto e con questo nostro gesto – spiega il consigliere Pasquale Auriemma- sicuramente non riusciremo a risolvere la crisi imperante né i tanti casi di povertà che, purtroppo, insistono sul nostro territorio, ma è un piccolo segnale di solidarietà nei confronti delle fasce deboli, su cui si è abbattuta la scure finanziaria del governo.
Il gettone di presenza dei consiglieri ammonta più o meno a 350 euro ogni due mesi e, facendo qualche calcolo approssimativo, considerato che solo i consiglieri di maggioranza sono 21, sommando anche i 9 consiglieri dellopposizione, il Comune di Somma Vesuviana in un anno spende circa 63mila euro e altri 60mila per i suoi nove assessori, il cui stipendio varia a seconda del reddito e della professione e va da un minimo di 400 euro ad un massimo di 1200 euro .
 Dunque, da agosto e fino a fine mandato dellamministrazione Allocca, le politiche sociali potranno contare, grazie alla rinuncia dei due consiglieri di Fli e del vicesindaco Giordano, su circa 15mila euro. Se tutti i consiglieri avessero rinunciato al gettone di presenza, è ovvio che su qualche capitolo più debole delle politiche sociali del comune di Somma Vesuviana sarebbero potuti arrivare altri 120mila euro circa. Soldi non da ridere in questi tempi di magra, per cui liniziativa pare seriamente lontana da ogni forma di demagogia o strumentalizzazione politica.
 
La cifra che ipoteticamente si sarebbe recuperata, sarebbe stata utile ad attivare o rinforzare servizi per qualche altra famiglia indigente, o qualche altro anziano solo, o per un altro disabile. Probabilmente qualche giovane avrebbe potuto usufruire di una borsa di studio, qualche altro bambino invece, della mensa e del trasporto gratis per un po di tempo. Ma il condizionale evidentemente, si coniuga male, malissimo, coi modi e i tempi del presente politico.
 

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