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Somma Vesuviana- La Festa delle Lucerne – Antichissima festa dal mondo e dai riti dei contadini: magia, tradizione, cultura, sapori, vicoli

Antonio Romano PER RADIO PIAZZA EVENTI

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A Somma Vesuviana, si svolge, in questo periodo, ai primi giorni del mese di agosto, in un atmosferica magica, mai invadente, un interessante manifestazione; “ la Festa delle Lucerne” nel cuore antico di Somma V. Un appuntamento che si ripete ogni quattro anni. Centinaia di piccole fiammelle illuminano le strade del borgo medievale del Casamale. Un nucleo urbano risalente al 1300, fatto costruire da Ferrante d’Aragona nel 1467. Si tratta di Lucerne ad olio, montate su strutture in legno di forma geometrica, che simboleggiano, ognuno per proprio conto anche con l’ausilio di specchi, un cerchio, un quadrato, un triangolo e infine un rombo. Il tutto  crea un’atmosfera caratteristica, con effetti amplificati dalla presenza di un folto pubblico, al punto da proseguire per le strade cittadine a passi lentissimi. Una antichissima festa, che ha probabilmente origine dal mondo e dai riti dei contadini di una volta, in coincidenza con la Festa della Madonna della Neve. Una coincidenza non casuale; come dire, forse, il mito, in qualche modo pagano che viene sostituito, in parte da quello cristiano.  L’ultima edizione, prevista nel 2014, era stata annullata. Ora c’è attesa per  la processione con la statua della Madonna della Neve, che partirà dalla Chiesa della Collegiata. Contrasti di luce e ombre: una festa silenziosa, non caratterizzata da canti popolari o di altro genere; per le vie si sente solo il vociare confuso dei visitatori. L’intero borgo è addobbato con felci, rami di castagno, palloncini variopinti, catene di carta colorata, zucche svuotate con lucerne accese che fanno da scenografia alle scene di banchetti tipici contadini, animati da persone reali o da  fantocci. Due poli opposti di spiegazione dominano la spiegazione antropologica di questo evento: sono rispettivamente vita e morte. La fiammella delle lampade è la vita stessa che dura fino a quando l’olio che l’alimenta non si esaurisce. Ecco allora sopraggiungere il polo opposto della fine della vita: gli stessi festoni di carta con diverse perforazioni rappresentano anime che salgono al cielo in un ciclo continuo di fine e rigenerazione. Allegria della vita con tutto il suo bagaglio di esperienze e fine della stessa in un atmosfera quasi funebre, dunque. Una spiegazione molto semplicistica e in parte incompleta; perché la vicenda fa riferimento al mondo contadino di un tempo che fu; la lucerna, presa in quanto tale, potrebbe significare senz’altro il tempo del raccolto, quasi un rito propiziatorio, perché per avverse condizioni il medesimo raccolto non poteva sempre essere secondo le attese.  Ma la vicenda è densa di  mistero; gli stessi specchi disposti in un certo modo, per dare prospettive geometriche  alla serie di lucerne rappresenta un punto  all’infinito, quasi un tunnel di luce, gli stessi fantocci con sembianze umane danno senso enigmatico, di magia, incantesimo, senso di inquietudine, mistero primordiale.  L’intero quartiere Casamale  è dunque addobbato con felci, rami di castagno, palloncini variopinti, catene di carta colorata, e  vengono allestiti dinanzi ad ogni vico scene di banchetti tipici contadini, a cui in qualche caso prendono parte persone concrete e fantocci. Una cinta muraria ancora in molti tratti circonda il borgo; di essa si hanno testimonianza sin dal 1350. Per rafforzare il sistema difensivo Ferrante D’Aragona ordinò il consolidamento delle mura lungo lo stesso circuito originario che è tuttora visibile. Lungo le mura si aprono le quattro porte di accesso: porta Terra, porta Piccioli, porta Castello e infine porta Formosi. Sicuramente la simbologia si rifà agli ancestrali riti rustici che celebrano la fine di un ciclo agricolo. La stessa lucerna rappresenterebbe, sempre in un contesto tra la vita e la morte, secondo altre fonti, tradizionalmente il sesso femminile, simbolo di riproduzione e vita. La festa è stata inaugurata da Pasquale Piccolo, sindaco di Somma Vesuviana, che patrocina l’evento assieme al Parco nazionale del Vesuvio. Nel borgo è stato inoltre possibile anche assaggiare prodotti tipici locali, all’interno di piccoli stand o visitare delle mostre fotografiche.

Antonio Romano

 

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