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Somma Vesuviana tra storia e tradizione: protagonista l’Accademia Vesuviana

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Ritualia

Questa iniziativa editoriale prende l’avvio all’apice di un secolo cui spetta il primato delle massime contraddizioni. La celerità con cui cambia la vita in coinvolgimenti internazionali, caratterizzati dalle più discontinue potenzialità culturali ed economiche, da duri contrasti multietnici, da non facilmente superabili barriere di tradizioni e religioni non trova corrispondenza nella realtà, che dovrebbe riprogettarsi tanto rapidamente da essere all’altezza degli eventi. Incalzano pertanto nuovi scompensi dove la staticità atavica continua a proporre situazioni irrisolte: chi è preposto ad operare in traumatico contesto sociale si rende conto, a prova d’impegno e sacrificio, di quanto sia difficile orientare orientarsi in una giungla di necessità, tutte impellenti, che richiedono soluzioni, tutte immediate, tutte improcrastinabili. Il nostro tempo riconosce nella dura evidenza che l’uomo è destino dell’uomo. nel tradimento ecologico, nell’odio razziale, nell’ intolleranza fanatica, nelle vendette della natura, nelle sperticate teorizzazioni del bene e nella pratica pienamente avvertita del male. In tutto questo la gioventù manifesta riluttanza, insofferenza, rinuncia. Le difficoltà lavorative non giovano alla formazione culturale ed umana di chi è allettato da facili guadagni, dalla fuga nella droga o nell’alcool, da vaghi miraggi che spesso sono varchi al conformismo e all’assuefazione. La logica della civiltà dei consumi rende difficile la convivenza: le piaghe delle metropoli, delle città senza pace, degli spazi sottratti alla qualità della vita, non risparmiano certo, fatte le debite proporzioni, Somma Vesuviana. Non ci possiamo consolare constatando che, nei parametri comparativi, degrado e degenerazione sono ancora contenuti. Proprio perché temiamo gli effetti della diffidenza per l’impegno politico e del disamore per le radici e la civiltà di un mondo tradito o superato dagli eventi, plaudiamo al coraggio di chi ha fortemente voluto Ritualia. Siamo di quelli che non rinunciano alla libertà e non la sostituiscono con la parola “liberalizzazione” che sembra più di moda. Siamo sostenitori di scelte aggregative e partecipative: c’è in noi il giusto orgoglio per la produzione delle idee che nascono nella nostra terra e ne alimentano le speranze. Siamo grati a chi propone la nostra civiltà alla vasta conoscenza e aggrega, alle sue appassionate testimonianze, le voci autorevolissime di eminenti studiosi: proporre conoscenza della propria civiltà è assicurarsi il dono di rapporti culturali che insegnano a vedere lontano. È bello potersi confrontare e accorgersi che le varianti di miti e riti non celano le verità dell’uomo di sempre. I rapporti tra civiltà contadine e Madre Terra si identificano, liberati dalle vesti esteriori. Ritualia, ne siamo certi, avrà nella civiltà sommese un ruolo non meno significativo dell’omonima Biennale Internazionale e dell’ Accademia di tradizioni etnostoriche, nata a Somma con il contributo del Centro Internazionale di Etnostoria, diretto dal Prof Aurelio Rigoli, fondatore appunto di questa disciplina e Direttore di Dipartimento presso l’Università di Palermo. La rivista ufficializza l’attività dell’ Archivio Euromediterraneo di Etnostoria che, intanto, procede alla raccolta di testi e traduzioni specialistiche. In qualità di primo cittadino di Somma è per me doveroso esprimere la mia gratitudine a tutti gli studiosi che, a vario titolo, hanno dato vita e lustro a Ritualia, ma mi sia consentito di testimoniare l’affettuosa ammirazione che la città deve a Biagio Esposito. Merita il consenso unanime per quella efficiente vitalità che anima il suo spirito aggregativo. È partito la praticata tutela delle tradizioni sommesi ed è andato avanti proponendo un sicuro punto di riferimento; la ritualità di terra di chiara identificazione. Ha lavorato, prodotto, coinvolto intorno ad un’ idea, con la passione di un Don Chisciotte persuasivo, urlante, scalmanato, sincero, stanco infine, ma felice di essere propositivo. Biagio Esposito esige che i suoi concittadini sappiano di più sulla loro ricchezza ineludibile, che si identifichino consapevolmente con la loro ritualità e si confrontino in modo che non ci siano soluzioni di continuità nel passaggio del testimone. Biagio Esposito sta conquistando un sogno: ha accanto chi lo aiuta nel suo cammino con rigore e impegno. Somma ha l’esempio di un’aggregazione civica non fuorviata, pronta a sostenere le ragioni del passato e determinata ad essere al passo con i tempi nuovi. È un impegno che merita un augurio: possa Somma Vesuviana, con il nuovo apparato culturale che prende sempre più degna consistenza, essere presente nel quotidiano internaizonale. Sia Somma Vesuviana curata con il medesimo calore con cui si rivela generosamente rituale nelle sue ricorrenti funzioni devozionali. Carmine Mocerino Sindaco di Somma Vesuviana 1999 RADIO PIAZZA EVENTI IN CAMPANIA

Accademia Vesuviana

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